Conosco parchi di orsi e di cervi, di meraviglie della natura: geyser, vulcani, percorsi impervi, immensità che ti avvolge, e spaura. Ho accarezzato sequoie giganti, e in un laghetto della savana ho visto la copula degli elefanti: mi sono sentita guardona, un po’ nana. Ma un altro parco, di un altro sapore, mi viene incontro nella terra antica stretta fra Monterosso e Riomaggiore: sapore di casa, di umana fatica. Sapore di origano, sapore di mare, sapore di sale a vestire l’acciuga, di grappolo nel sole sul filare, che lontano dal sole si prosciuga, e si diraspa piano, con le dita, con la sapienza di chi sa e chi fa, di chi rinnova una storia infinita dal nome misterioso: Sciacchetrà. Sapori e saperi: non basta l’amore, a questa natura non basta inchinarsi. Ci vuole rispetto, ma anche sudore, saper distinguere tra il farsi e il disfarsi. Tra pietra che rotola, se viene la frana, e pietra che salva, se prescelta con cura, se unita con altre, nell’arte più umana del mettersi insieme: è lavoro, è cultura. È lì, sotto il cielo, fra la vigna e il sentiero percorso da goffi turisti, insicuri. E lì, d’improvviso, mi coglie un pensiero: saranno i muretti, a sconfiggere i Muri. I Muri dell’odio, che spaccano i cuori e le città (non solo Berlino), i Muri che vietano, che cacciano fuori, i Muri di guerra, lontano e vicino. E in fondo, perfino la Grande Muraglia, maestosa gemella, intrisa di storia, non emana anche lei un odor di battaglia, di forza imperiale, potenza, vittoria? Ricorda il passato, non disegna il futuro: l’aperto orizzonte di un mondo diverso. Ci vuole ben altro, per guardare oltre il Muro, per mettere insieme ciò che si era disperso. Un lavoro di tanti, paziente, tenace, lontano da imperi, da eserciti e guerre, un incastro di pietre diverse: la pace è un muretto a secco delle Cinque Terre.
Muri, muretti e muraglie - Chiara Ingrao 24 luglio 2007
Muri, muretti e muraglie - Chiara Ingrao 24 luglio 2007