Grandi ovazioni ed attese per il “compagno Fini”. Apprezzamenti al suo discorso a destra e, purtroppo, anche a manca. C’è addirittura, a sinistra, chi fa comparazioni tra i richiami etici ed istituzionali di Fini e la “Questione Morale” di Berlinguer.

Un brivido mi percorre la schiena…

Ma ci siamo davvero bevuti il cervello?
Tutti questi anni di barbarie sociale, di illegalità, di non rispetto delle regole e delle Istituzioni ci hanno forse resi cechi come talpe.
Quanto di “condivisibile” si può trovare nell’intervento di Fini riguarda delle ovvietà che dovrebbero essere alla base della vita politica e sociale del nostro paese.
Si potrebbe definire acqua calda o aria fritta se non fosse che…

Se non fosse che a regole, correttezza, etica e valori ci siamo talmente disabituati da vedere incarnato in chi queste parole professa il nostro “salvatore”. Tanto è il desiderio di toglierci dalle palle Berlusconi che i nostri orizzonti non vanno più in là di un paio di metri.

Ricordo gli anni ’90 e Tangentopoli. Non ho mai creduto che lo scandalo di Tangentopoli fosse occorso per volontà divina o per una improvvisa esigenza di pulizia ed onestà. Credo che il potere sia una brutta bestia e credo che quanto accadde fu solo dettato da una esigenza rigenerativa del potere. Il Pentapartito e la vecchia Democrazia Cristiana erano arrivate alla frutta e c’era bisogno di rinnovare l’immagine del potere. Ne è conferma il fatto che le nefandezze della Prima Repubblica non sono certo cessate nella Seconda. Gli stessi uomini hanno governato e gli stessi illeciti sono stati commessi. Solo in maniera più moderna, utilizzando come mai prima i media, con tecniche più subdole ed aggiornate che, finora, ci hanno offerto un ventennio tra i più bui, che si è espresso oltretutto con un radicamento culturale ed elettorale mai visto prima.

La vecchia DC dal dopoguerra a Tangentopoli, ha di fatto governato il nostro paese col clientelismo per cinquanta anni ma mai si sarebbe sognata risultati di proselitismo ed affezione come quelli che, con ben altra raffinatezza, questo governo ha raggiunto.

Oggi si sta forse concretizzando un processo analogo. Una compagine di briganti che ha governato in barba a qualunque regola e valore, ha raggiunto il suo punto di non ritorno, il suo capolinea. Ed un politico raffinato ha saputo aspettare il momento giusto per allontanarsi, distinguersi e proporsi. E’ arrivato il Rigeneratore!

Chi può mettere in dubbio la condivisibilità di quanto ha detto? Nessuno. Chi può negare la possibilità che la sua operazione potrà toglierci di mezzo l’assolutismo Berlusconiano? Nessuno.

Ma io sono preoccupato.

Preoccupato del fatto che la sottile mossa finiana possa creare le basi di un notevole consenso nel centro destra. C’è il rischio che questa destra “nobilitata” e “rinnovata”, magari con la partecipazione dei moderati di Casini, possa raccogliere tanto consenso da restare in piedi ancora a lungo.

Preoccupato dal fatto che in una logica di tanto decantata “alternanza”, l’agonia di questa maggioranza scaturisca non già da una proposta alternativa dell’opposizione ma da un ricambio interno dell’attuale maggioranza.

Preoccupato da una sinistra che non ha né numeri  né idee, arroccata in un ruolo che più non gli appartiene, insensibile alle spinte della base, incapace di sostenere una battaglia culturale, con una leadership vecchia e statica che davvero non traccia solchi tra sé e l’attuale maggioranza.

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Generale sconforto per la contestazione subita dal benemerito Presidente del Senato in occasione di uno stimolante dibattito alla festa (?) del PDsenzaelle.

Sgomento e preoccupazione da tutti i fronti per l’antidemocratico comportamento dei contestatori, sicuramente facinorosi amici di Spatuzza.

Come si permettono di pensare, basandosi solo su inconsistenti illazioni, che Schifani sia stato un mediatore tra Graviano, Dell’Utri e Berlusconi? Finchè non ci saranno prove certe o una sentenza, quest’uomo, seconda carica dello stato, è incontaminato e degno. Un vero simbolo dello Stato.

Il segretario del Partito democratico, Pier Luigi Bersani, ha telefonato al presidente del Senato, per esprimere solidarietà e profondo rammarico per quel che è avvenuto oggi a Torino, stigmatizzando la gazzarra indecente che ha disturbato il dibattito tra Schifani e Piero Fassino”. E’ quanto si legge in una nota dell’ufficio stampa del Pd. “Il dibattito politico, anche il più aspro – afferma Bersani – deve segnare un confine netto con la prepotenza e la prevaricazione. Le nostre feste vivono come luoghi aperti di incontro e di discussione politica. Così le abbiamo volute, così sono e saranno. Qualcuno si levi dalla testa di poterci intimorire o farci derogare da questa scelta”.

Ma facciamola finita con questa politica da rotocalco da quattro soldi e con questa democrazia da droghieri… Non intendo difendere chi tacita con le urla l’avversario ma questa è solo la conseguenza di una ignobile farsa.

Il PDsenzaelle dovrebbe pensare bene alla scelta degli invitati. E non è la prima volta che accade. Ad un dibattito si invita un interlocutore non un personaggio sul quale pesano ombre gravissime e che non può quindi intendersi come controparte politica. Sciagurati sono i vertici del PDsenzaelle, unici responsabili del palesarsi di una protesta forse sbagliata nel metodo ma totalmente legittima nel contenuto.

Pupazzi come Fassino farebbero meglio a tacere anziché prendere le difese di ciò che è indifendibile.

Se questa pseudo sinistra di burattini non riesce a fare una scelta di campo, non accusi coloro che dissentono ma la smetta piuttosto di stare con un piede in due staffe e decida cosa deve fare

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Il Lago di Martignano, un tempo chiamato Alseatinus, è un piccolo lago del Lazio, di origine vulcanica, prossimo a quello di Bracciano.  E’ situato tra la via Cassia e la Braccianese ed è molto vicino al centro abitato di Anguillara.

Attualmente è incluso nel territorio del Parco Naturale Regionale del Complesso Lacuale di Bracciano – Martignano, territorio sul quale insistevano un tempo anche i bacini di Stracciacappa e Baccano, successivamente prosciugati.

Il lago occupa di circa 2,5 kmq ad una altitudine di circa 300 mt slm ed ha una profondità massima di circa 60 mt.
Di forma ellittica, è alimentato da alcune sorgenti sotterranee e da acque piovane ed ha un perimetro di circa 6 km.

Le sue origini risalgono a 130.000 anni fa ed era conosciuto dai romani non solo quale luogo di villeggiatura ma anche perché riforniva l’acquedotto Alseatium, costruito nel 2 aC, che serviva a rifornire la Naumachia di Augusto, nei pressi dell’attuale Piazza San Cosimato a Trastevere.
Le Naumachie erano bacini di grandi dimensioni costruiti per ospitare battaglie navali e quella in questione, collocata nella zona denominata “bosco dei cesari”, aveva dimensioni tali da ospitare battaglie di 3000 uomini con 30 vascelli. Analogamente a quanto accadeva per gli spettacoli di gladiatori, i “partecipanti” erano reclutati tra i condannati a morte.
Tesi non verificate vedrebbero il lago di Martignano far parte, nei primi anni dell’ottocento, di un progetto di condutture realizzate per metterlo in comunicazione con i laghi di Bracciano e Stracciacappa a fini di rifornimento idrico.
E forse a questo è dovuta la notizia, ritenuta leggenda, di un sub che immersosi in uno dei due laghi, sia stato ritrovato nell’altro. In realtà tutti i rilievi di varia natura effettuati negli anni nel lago, non hanno mai fornito elementi o tracce che potessero supportare ipotesi di collegamento sotterraneo tra Bracciano e Martignano.

Tra gli anni 60 e 90, il lago di Martignano è stato oggetto dei più svariati tentativi speculativi, dalla realizzazione del “Progetto Fantasy”, un parco giochi tipo Disneyland, al progetto di cementificazione sfrenata che prevedeva la realizzazione di abitazioni e ville in tutta la fascia di territorio che lo unisce a Bracciano.

Fortunatamente sia gli interventi di associazioni ecologiste che l’inclusione nel Parco hanno fermato lo scempio.
Frequento il lago da una trentina d’anni, anche se sporadicamente, ed è sempre un piacere ritrovarlo sempre uguale e pressoché incontaminato.
Sulle sue sponde continuano ad insistere solo poche case rurali ed un agriturismo, ed anche le strade sono fortunatamente dissestate come un tempo.
Sembra assurdo dirlo ma è un fatto positivo. Per raggiungerlo bisogna ancora percorrere la solita strada bianca, parcheggiare in un piazzale polveroso e scendere a piedi qualche centinaio di metri.
Queste “difficoltà” di fatto preservano un paesaggio incontaminato ed ameno che, grazie anche alle limitazioni al parcheggio che vengono poste nei periodi di maggiore affluenza, offre sempre al visitatore una vera sensazione di quiete.

Trenta anni fa ho imparato a Martignano ad andare in kayak. Si faceva scuola lì con Giorgio e poi si organizzavano uscite, magari con un tepee, sull’Ombrone, il Nera, il Paglia…
Oggi sono tornato in quel posto senza tempo e, come allora, c’era il mio amico Giorgio Olivetti, del Canoa Club Martignano, con le sue derive e le sue canoe.
Tornando a casa mi è capitato di riprendere in mano una dispensa di studi e testimonianze sul lago di Martignano, da lui realizzata insieme a Marilisa Merlini e Alberto Lelli nel 1988.
Se vi capita di andare a Martignano vedete se ne ha ancora una copia.

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Patti Smith e Robert Mapplethorphe

In occasione del Convegno Nazionale di Emergency, l’11 settembre prossimo, Patti Smith e Lenny Kaye saranno in concerto a Firenze insieme al gruppo toscano Casa Del Vento. L’ingresso è gratuito e si ripeterà nei giorni successivi rispettivamente il 12 a Milano ed il 14 a Bolzano. Per dettagli e informazioni visita: Loudvision ed Emergency

Nota come la “Sacerdotessa maudit del Rock” Patricia Lee Smith è nata a Chicago il 30 dicembre 1946 ed è stata una delle figure più carismatiche del rock al femminile.

Con la sua voce rabbiosa e dolente, ispirata da artisti quali Jim Morrison, Lou Reed, Janis Joplin a Bob Dylan, inizia il suo percorso musicale nel 1974, dapprima con performance di poesia e suoni e, successivamente, pubblicando dei singoli, per approdare un anno dopo al suo primo album, Horses.

I temi trattati dalle sue canzoni hanno sempre il sociale quale filo conduttore con riferimenti agli scrittori della Beat Generation, al Vietnam, a Madre Teresa di Calcutta e ad Ho Chi Minh, al quale dedica il suo album “Gung Ho”.

Domina incontrastata per quattro anni le scene del rock, conquistando anche le classifiche con brani quali “Because the Night”, scritta con Bruce Springsteen ed in realtà da lei non troppo amata e ritenuta commerciale.

Dopo il tour italiano, nel 1979, decide di ritirarsi dalle scene. Sposò Fred Smith, chitarrista degli MC5, dal quale ebbe due figli.

Torna a calcare le scene nel 1988 con “Dream of Life”, al quale la critica non concede particolari onori.

Negli anni ’90 vive una serie di eventi negativi: muoiono il pianista del suo gruppo Richard Sohl, il suo amico Robert Mapplethorphe, suo fratello Tod ed il marito Fred. Torna allora alla musica, completando e pubblicando con il titolo di Gone Again, un lavoro iniziato con il marito.

E nella seconda metà degli anni ’90 riprende con regolarità la sua attività discografica con frequenti concerti.

Nel 2002 pubblica “Land”, una raccolta della sua produzione dal 1975 al 2002. Nel 2004 “Trampin” dove il brano Radio Baghdad affronta i temi dell guerra in Iraq.

Nel 2007 è la volta di “Twelve”, una splendida raccolta di dodici cover. Il 12 marzo del 2007 è entrata a far parte della Rock and Roll Hall of Fame, un museo che si trova a Cleveland, Ohio, USA. È dedicato ai più importanti e influenti artisti, produttori, personalità del mondo della musica.

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Ero immersa nei miei sogni / di una apparenza brillante e corretta / e il mio sonno è stato interrotto / ma il mio sogno rimaneva chiaro / sotto forma di vallate luminose / dove si sente l’aria limpida / ed i miei sensi si sono riaperti / Mi svegliò l’urlo / che la gente ha il potere / di redimere l’opera dei pazzi / fino alla mitezza, alla pioggia della grazia / è stabilito, è la gente che guida

La gente ha il potere / La gente ha il potere / La gente ha il potere / La gente ha il potere

Gli atteggiamenti vendicativi diventano sospetti / e rannichiarsi come per ascoltare / con le braccia protese in avanti / perché la gente ha le orecchie / e i custodi e i soldati / giace sotto le stelle / scambiando ideali / e abbassando le braccia / per disperdere nella polvere / per diventare come vallate splendenti / dove l’aria pura si percepisce / e i miei sensi (sono) di nuovo aperti (al mondo) / Mi sono svegliata piangendo

La gente ha il potere / La gente ha il potere / La gente ha il potere / La gente ha il potere

Dove c’erano deserti / ho visto fontane / l’acqua sgorgava come crema / e noi andavamo a spasso là assieme / e non c’era nulla di cui ridere o da criticare / e il leopardo / e l’agnello / dormivano assieme realmente abbracciati / io speravo nella mia speranza / di riuscire a ricordare quello che avevo trovato / io sognavo nei miei sogni / Dio sa cosa una visione ancora più pura / fino a che non ho ceduto al sonno / Affido il mio sogno a te

La gente ha il potere / La gente ha il potere / La gente ha il potere / La gente ha il potere

Il potere di sognare di dettare le regole / di lottare per cacciare dal mondo i folli / è promulgata la legge della gente / è promulgata la legge della gente / Ascolta: / Io credo che tutto quello che sogniamo / può arrivare e può farci arrivare alla nostra unione / noi possiamo rivoltare il mondo / noi possiamo dare il via alla rivoluzione sulla terra / noi abbiamo il potere / La gente ha il potere .

La gente ha il potere / La gente ha il potere / La gente ha il potere / La gente ha il potere

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FUORI BERLUSCONI – TUTTI IN PIAZZA – W LA COSTITUZIONE

Firma l’appello di Andrea Camilleri, Margherita Hack, Paolo Flores d’Arcais

Il carattere eversivo dell’azione di Berlusconi è ormai dichiarato, la sua volontà di assassinare la Costituzione nata dalla Resistenza è costantemente esibita. Per difendere la Repubblica è necessario che l’Italia civile faccia sentire unanime la sua voce.

A questa Italia che vuole rinascere dalle macerie in cui l’ha precipitata un regime di cricche chiediamo di scendere in piazza al più presto, l’ultimo sabato di settembre o il primo di ottobre, per una grande manifestazione nazionale a Roma.

Ci rivolgiamo a tutte le associazioni, i club, le testate, i siti, i gruppi “viola”, a tutti i cittadini che si riconoscono nei valori della Costituzione e nella volontà di realizzarli compiutamente. Ci rivolgiamo al mondo della cultura, della scienza, dello spettacolo, a tutte le personalità che hanno il privilegio e la responsabilità della visibilità pubblica, perché si impegnino tutti, individualmente e direttamente, alla realizzazione di una indimenticabile giornata di passione civile.

FUORI BERLUSCONI
REALIZZIAMO LA COSTITUZIONE
VIA I CRIMINALI DAL POTERE
RESTITUIRE LE TELEVISIONI AL PLURALISMO
ELEZIONI DEMOCRATICHE

Andrea Camilleri
Paolo Flores d’Arcais
Margherita Hack

(firma l’appello)

via Appelli Micromega – micromega.

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Quello che segue uno stralcio del film/documentario di Franco Battiato sulla vita di Giuni Russo, prodotto dalla compagna dell’artista Maria Antonietta Sisini. La voce narrante che introduce il video è di Piera degli Esposti. Il film è un ritratto artistico ed in gran parte autobiografico che prende spunto da una intervista a Giuni di Paolo Piccioli. Il brano cantato da Giuni Russo nel clip è “La sua figura”, che da’ anche il titolo al film, ed è tratto da testi di San Giovanni della Croce.

Giuni Russo è nata a Palermo da una famiglia di pescatori ed ha vissuto gran parte della sua vita tra Ustica e la Sardegna. Dotata di una notevole estensione vocale, ha unito alle indubbie qualità canore, una capacità compositiva spesso ironica e sempre originale, in un ambito musicale dove queste capacità sono raramente riconosciute. E’ morta a Milano il 14 settembre 2004.

Il video e la foto sono stati rimossi per volontà della Associazione GiuniRussoArte, come si evince dalla diffida fattami e dalla mia risposta:

Att.ne sig. Maurizio Delladio

Chi le scrive è l’Associazione GiuniRussoArte, che tutela nome, immagine e repertorio dell’artista Giuni Russo.
Sul suo blog, all’indirizzo http://www.delladio.it/wordpress/la-sua-figura.html lei pubblica illegalmente immagini e video di Giuni Russo, violando i nostri diritti di copyright, in base alle leggi vigenti in materia. Nello specifico, utilizza illegalmente la foto di Giuni Russo tratta dal nostro sito ufficiale, e il video de “La sua figura” tratto dall’omonimo dvd.
Tale utilizzo, mai autorizzato nè da noi nè dal Presidente della nostra Associazione, Maria Antonietta Sisini, deve ritenersi illecito.
La signora Sisini,quale proprietaria e produttore delle fotografie e opere audiovisive di Giuni Russo, hai il diritto esclusivo di autorizzare la loro riproduzione, in qualunque modo e forma.
Per quanto sopra, la invitiamo all’immediata rimozione del materiale illegalmente pubblicato sul suo blog, in difetto di ciò, saremo costretti ad agire legalmente a tutela delle nostre ragioni.
Augurandoci che in futuro non si abbiamo più a ripetere tali sgradevoli e scadenti episodi, porgiamo cordiali saluti,

Per GiuniRussoArte
M.A. Sisini
M. Bartoli

Risposta:

Provvedo immediatamente a rimuovere l’”illecito” clip, precisando quanto segue:

  1. Il blog su cui era pubblicato non è certo un blog commerciale e non sussiste quindi alcuna volontà di “depredare” la sig.ra Sisini dei suoi diritti;
  2. L’intenzione dello scrivente era esclusivamente quello di offrire un tributo all’artista;
  3. Nel post erano altresì rappresentate tutte le proprietà artistiche di un’opera in realtà ben poco pubblicizzata e l’intento era quindi quello, per voi favorevole, di dargli risalto.
  4. Sono d’accordo sullo “scadente” episodio.
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Rispetto tutti i trapassati ed a nessuno essere umano auguro di morire.
Tutti parlano della scomparsa di uno “Statista” e di un uomo “Simbolo delle Istituzioni”.
Scusate se sobbalzo sulla sedia ma per me essere uomo delle Istituzioni non significa appartenenza, sotto vari ruoli, ai governi che si sono succeduti nel corso della Prima Repubblica, ma avere requisiti di dignità, stimabilità e giustizia propri di chi questi ruoli dovrebbe ricoprire.
Le ovazioni cui sto assistendo e provenienti da più parti in relazione alla dipartita di Francesco Cossiga mi sembrano davvero fuori luogo. Intanto il termine emerito il cui significato è “colui che conserva il grado, le prerogative e talvolta lo stipendio del proprio ufficio pur non esercitandone più le funzioni”. E già questo provoca in me un profondo fastidio. A meno che l’individuo cui questo appellativo si associa non sia “benemerito” e qui ne avremmo ben donde per parlare del personaggio in questione. Proviamo magari a buttare giù una scaletta:

Nel 1966,  Cossiga ricevette la delega a sovrintendere Gladio, sezione italiana di Stay Behind Net, organizzazione segreta dell’Alleanza Atlantica. Per chi non lo ricordasse Gladio era il nome di un’organizzazione clandestina, segreta e paramilitare promossa durante la guerra fredda dalla NATO, per contrastare le forze del Patto di Varsavia.

Nel 1977, mentre Cossiga era titolare del Ministero degli Interni, nel corso di scontri nei pressi dell’Università di Bologna,  venne ucciso dalla Polizia Francesco Lorusso, militante di Lotta Continua. La cosa, ovviamente, generò proteste e manifestazioni, alle quali Cossiga rispose con l’invio di blindati nella zona universitaria. Pressoché contestualmente, a Roma, nei pressi di Ponte Garibaldi, veniva uccisa, sempre dalla Polizia, Giorgiana Masi, cui oggi il ponte è intitolato.

Profeta della repressione premeditata, alcuni ricorderanno che a seguito del suo comportamento quale Ministro degli Interni, il suo nome era frequentemente modificato sostituendo alla C la K e alle S quelle tipiche delle SS naziste.

Nel 1978 riformò i servizi segreti creando i reparti speciali della Polizia NOCS e dei Carabinieri GIS.

Nel 1978, quando fu rapito Aldo Moro, creò rapidamente due “comitati di crisi”, i cui componenti risultarono iscritti alla P2. Degli stessi faceva parte addirittura Licio Gelli nonché uno specialista americano, il professor Steve Pieczenik. [...]

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E’ con non poca difficoltà che linko qui di seguito l’intervento del leader di una compagine politica che certo non mi rappresenta. Ma come non si può accogliere con soddisfazione la da tempo attesa scissione della destra? Non lo dico solo per il profondo godimento che provo a vedere lo sfaldamento del Berluskonismo (se non culturale almeno del suo vertice) ma anche perchè questa scissione, seppure nelle premesse e all’apparenza, ci pone di fronte l’immagine di un avversario politico quantomeno dignitoso. Una condizione alla quale non eravamo più da tempo abituati, avvezzi al teatrino di cialtroni, corrotti e mafiosi che avevamo davanti. Credo che un forte richiamo alle Istituzioni ed alla Legalità non faccia male a nessuno. Tuttalpiù mi rattrista il fatto che questa spinta etica fosse un tempo argomento e patrimonio della mia sinistra. Quindi la scena sembra migliorare. Ora basta soltanto ri-trovare una sinistra, una opposizione degna di questo nome. E questa credo sia davvero l’aspettativa di più difficile realizzazione…

da Ffwebmagazine

L’intervento integrale del presidente della Camera dopo l’ “espulsione” dal Pdl

Futuro e libertà per la nostra Italia

di Gianfranco Fini

Ieri sera in due ore, senza poter esprimere le mie ragioni, sono stato di fatto espulso dal partito che ho contribuito a fondare perché ritenuto colpevole di, e leggo il documento che é stato approvato ieri sera, “stillicido di distinguo o contarietà nei confronti del governo, critica demolitoria alle decisioni del partito, attacco sistematico al ruolo e alla figura del premier”, inoltre avrei “costantemente formulato orientamenti” perfino, pensate che misfatto, “proposte di legge che confliggono con il programma elettorale”. [...]

via Ffwebmagazine – Futuro e libertà per la nostra Italia.

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31 luglio: L’Aquila Day. Ovunque bandiere nero-verdi

Anche il popolo viola a L’Aquila

Il 31 luglio 2010 L’AQUILA DAY un giorno dedicato solo all’Aquila e al cratere per ricordare che la situazione è davvero critica un giorno PER L’AQUILA E CON L’AQUILA.
Invitiamo tutti ad esporre sui balconi, sulle finestre, negli uffici, ovunque siate anche su Facebook i… colori dell’Aquila.
Daremo un segno che L’Aquila e gli aquilani non meritano i manganelli.

IL GIORNO DEGLI AQUILANI

Il 31 luglio anche il popolo viola si recherà a L’Aquila.
I partecipanti all’evento verranno accolti dal Popolo Viola L’Aquila che da subito ha raccolto l’iniziativa partita su facebook e si è attivato per collaborare e renderla reale.
Pulman partiranno da: Salerno con tappa a Napoli, Reggio Emilia con tappa a Bologna,Roma e Trieste.

PROGRAMMA

Raduno a Piazza D’Armi dalle 11:00 luogo dove era stata allestita la più grande tendopoli medializzata e la prima ad essere stata smantellata, disperdendo molti dei residenti fuori dal territorio.

Alle 15:00 partenza per la visita al centro storico di L’Aquila passando per Via XX Settembre e Via del Corso.

Dopo una sosta in Piazza Duomo, dove si trova il tendone “Riprendiamoci la città” dell’Assemblea Cittadina promotrice della manifestazione del 7 Luglio, si proseguirà suddivisi in gruppi scegliendo liberamente tra visite ai centri storici dei borghi, permanenza nel centro o ascolto dei workshop sui conflitti ambientali e le politiche energetiche in Italia, che si terranno nello spazio autogestito di CaseMatte.

In serata si tornerà tutti in centro per vivere insieme “Una notte per la città”.
Dalla sera alla mattina per sfidare le ombre lunghe e partecipare all’arrivo di un giorno nuovo con spettacoli, musica e video.

Un grazie speciale anche all’associazione “Cittadini italiani per L’Aquila”

L’organizzazione ha inteso dare prova delle condizioni di vita nella città e nelle immediate vicinanze, a tal proposito si invitano tutti i partecipanti a munirsi di pranzo a sacco anche se vi sono alcuni punti vendita aperti in zona.
Il pernottamento sarà un’immersione nella precarietà della condizione in cui si vive, la popolazione mette cmq a disposizione diverse soluzioni:

- possibilità di piantare la propria tenda
- munirsi di sacco pelo per essere ospitati in posti di ricovero
- ospitalità nelle case per chi ne ha maggiore bisogno
- possibilità di usufrire dei servizi Bed and Breakfast nei dintorni, previa prenotazione

Riferimenti organizzatori per chi richiede e per chi vuole offrire posti:
con tende Francesco 3332256935 – con sacchi a pelo Enza 3397724597 – ospitalità nelle case Alfio 3452712735 – Prenotazioni Bed and Breakfast: Stefania 3200245059

via 6aprile.it – L’Aquila, dal Terremoto alla Rinascita » 31 luglio: L’Aquila Day. Ovunque bandiere nero-verdi.

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Qualche giorno fa mio figlio Davide ha acquistato una nuova versione di Monopoli particolarmente interessante…

Tutti conosciamo il Monopoli. Presentato col nome di Monopoly nel 1935 da un ingegnere disoccupato di Philadelphia, Charles Darrow, è un gioco da tavolo incentrato su una logica barbaramente capitalista, dove l’obbiettivo del giocatore è quello di accaparrarsi tutto in barba a regole e correttezza, con l’obiettivo di ridurre sul lastrico tutti gli avversari con le tecniche più aggressive.

Presentato anche in Italia nel 1935, il gioco subì delle trasformazioni. Sotto il regime fascista, infatti, non era ammesso l’uso di termini stranieri ed il gioco prese il nome di Monòpoli, perdendo la Y. Ebbe rinominati anche alcuni nomi delle vie: via del Fascio, largo Littorio e, in onore a Casa Savoia, corso Umberto, via Vittorio Emanuele e Giardini Margherita.

Con la vendita dei diritti alla Parker Brothers, Charles Darrow divenne ricco.

Ma nel 1973 Ralph Anspach, docente di economia alla San Francisco State University, irritato dalla logica capitalista del classico Monopoli, presentò una sua versione, che chiamò Anti-Monopoly.
Anti-Monopoly prevede modalità di gioco analoghe a quelle del gioco originario ma inserisce una nuova categoria di giocatori: i concorrenti.

I giocatori possono scegliere se giocare come Concorrenti o come Monopolisti, con regole diverse sulla richiesta degli affitti, sulle modalità per poter costruire, contribuendo all’equilibrio di mercato tra domanda ed offerta o finendo in prigione per accordi illegali sui prezzi. Il Monopolista gioca secondo le modalità classiche del gioco originario. L’antimonopolista, o concorrente, può costruire anche se possiede un solo terreno di un colore (non l’intero lotto), ma l’affitto che richiede si avvicina al concetto di equo canone e rischia la galera in caso di mancato rispetto delle regole. Le probabilità di vittoria sono accuratamente calibrate fra i due gruppi.

La comparsa sul mercato di Anti-Monopoly scateno’ le ire della Parker Brothers e diede inizio ad una causa nei confronti del creatore del nuovo gioco. La causa si protrasse per un decennio fino a quando, durante una trasmissione televisiva alla quale partecipava Anspach, telefonò una donna asserendo che la madre di un suo amico giocava a Monopoli già negli anni Venti.

Questo episodio ebbe come conseguenza l’inizio di indagini che portano alla scoperta della falsa paternità del gioco di Darrow e la Corte Suprema statunitense, nel 1984, diede ragione al professor Anspach, che ebbe il via libera per la vendita.

Chi volesse ulteriori notizie sulla storia e sull’autore del gioco può andare a questo indirizzo. In Italia il gioco è distribuito dalla University Games e potete acquistarlo presso rivenditori della Città del Sole.

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