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	<title>MaurizioWebLog &#187; Informazione e Sociale</title>
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	<description>Il Blog di Maurizio Delladio</description>
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		<title>Genius Seculi</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 15:01:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurizio Delladio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Informazione e Sociale]]></category>

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		<description><![CDATA[Non ho adeguate competenze in economia che mi consentano di dare un giudizio definitivo sui video presenti in questo post. La mia manifesta ignoranza in materia non mi impedisce  però di percepire l&#8217;indiscutibile logica del ragionamento né mi libera dalla profonda inquietudine che ha prodotto in me la loro vista ed il loro ascolto. Vi sarei quindi <a href='http://www.delladio.it/wordpress/1719.html'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non ho adeguate competenze in economia che mi consentano di dare un giudizio definitivo sui video presenti in questo post. La mia manifesta ignoranza in materia non mi impedisce  però di percepire l&#8217;indiscutibile logica del ragionamento né mi libera dalla profonda inquietudine che ha prodotto in me la loro vista ed il loro ascolto. Vi sarei quindi grato se riusciste ad esprimere valutazioni alternative che possano essermi di conforto in questa allucinazione.</p>

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<p>Parte prima</p>

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<p>Parte seconda</p>

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<p>Parte terza</p>
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		<title>Perché far pagare le tasse è una rivoluzione culturale</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Jan 2012 11:15:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurizio Delladio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Informazione e Sociale]]></category>

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		<description><![CDATA[Nella controversa agenda politica di questa difficile stagione ha fragorosamente fatto ingresso la lotta all&#8217;evasione fiscale. Non più come tema polemico, non più come rivendicazione di qualche buon esito di un&#8217;azione amministrativa di contrasto, ma come questione capitale, destinata a sconvolgere equilibri, colpire interessi, revocare in dubbio compiacenze. Questo è avvenuto con due mosse fortemente <a href='http://www.delladio.it/wordpress/perche-far-pagare-le-tasse-e-una-rivoluzione-culturale-micromega-online-micromega.html'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nella controversa agenda politica di questa difficile stagione ha fragorosamente fatto ingresso la lotta all&#8217;evasione fiscale. Non più come tema polemico, non più come rivendicazione di qualche buon esito di un&#8217;azione amministrativa di contrasto, ma come questione capitale, destinata a sconvolgere equilibri, colpire interessi, revocare in dubbio compiacenze. Questo è avvenuto con due mosse fortemente simboliche. Il blitz a Cortina e una dichiarazione del Presidente del consiglio che ha indicato negli evasori quelli che «mettono le mani nelle tasche dei contribuenti onesti».</p>
<p>via <a href="http://temi.repubblica.it/micromega-online/perche-far-pagare-le-tasse-e-una-rivoluzione-culturale/" target="_blank">Perché far pagare le tasse è una rivoluzione culturale &#8211; micromega-online &#8211; micromega</a>.</p>
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		<title>I finti ciechi</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Jan 2012 15:34:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurizio Delladio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Informazione e Sociale]]></category>

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		<description><![CDATA[La demagogia dell&#8217;ultim&#8217;ora, lanciata da Alemanno e raccolta da Cancellieri… Lo stesso Alemanno, fascista ed ex squadrista, che l&#8217;anno scorso proponeva di armare anche i Vigili Urbani… Non sono certo fautore di una distribuzione liberale di strumenti offensivi ma il rilascio legale di tali strumenti prevede una tracciabilità che impedisce e penalizza un uso criminale <a href='http://www.delladio.it/wordpress/1704.html'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<p><a href="http://www.delladio.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/41334.jpeg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1705" title="41334" src="http://www.delladio.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/41334-300x215.jpg" alt="" width="300" height="215" /></a></p>
<p>La demagogia dell&#8217;ultim&#8217;ora, lanciata da Alemanno e raccolta da Cancellieri… Lo stesso Alemanno, fascista ed ex squadrista, che l&#8217;anno scorso proponeva di armare anche i Vigili Urbani…</p>
<p>Non sono certo fautore di una distribuzione liberale di strumenti offensivi ma il rilascio legale di tali strumenti prevede una tracciabilità che impedisce e penalizza un uso criminale degli stessi.</p>
<p>Il problema è un altro e sembra superfluo anche parlarne. Il problema è la nostra &#8220;cultura&#8221; occidentale e capitalista che ha visto da sempre come elemento ineluttabile la sopraffazione di pochi su molti. Il problema è un capitalismo ormai alla sua fase apicale capace solo di esasperare le differenze sociali, globalizzando falsi valori ed istillando l&#8217;odio nei confronti del diverso e del non allineato.</p>
<p>Il problema non sono gli strumenti ma ciò che gli strumenti muove.</p>
<p>Negli ultimi tempi abbiamo assistito ad ogni sorta di nefandezze. Possiamo ricordare una infermiera romena uccisa con un pugno in faccia per futili motivi. Possiamo ricordare le violenze di Rosarno ed i frequenti interventi &#8220;punitivi&#8221; in tanti campi nomadi. Possiamo ricordare i continui stupri ed omicidi di adolescenti a carico di adolescenti. Possiamo ricordare musicisti ridotti in fin di vita a bastonate perché facevano rumore. Possiamo ricordare, senza troppi sforzi di memoria, ragazzi uccisi con un pugno alla tempia da loro coetanei. Possiamo ricordare le ultime quattro o cinque ragazze uccise per motivi &#8220;passionali&#8221; da loro coetanei. Possiamo ricordare che nel nostro paese gira più cocaina che acqua minerale. Possiamo ricordare i continui &#8220;incidenti&#8221; sul lavoro, perlopiù a danno di immigrati che altro non sono se non la dimostrazione della nostra barbarie. Possiamo ricordare quanto facciano la loro parte anche in parlamento forze che basano la loro ragion d&#8217;essere nell&#8217;intolleranza e nel razzismo. Possiamo ricordare la soddisfazione e le risate di certuni a seguito del terremoto di l&#8217;Aquila. Possiamo ricordare come oggi abbiano diritto di parlare anche i detentori di un pensiero che la nostra Costituzione ha collocato fuori legge.</p>
<p>Solo chi è in malafede può non rendersi conto di quanto il nostro sia un popolo feccia da feccia governato e cercare facili e stupidi capri espiatori a fronte di situazioni volutamente e coscientemente prodotte.</p>
</div>
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		<title>L&#8217;onda</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Jan 2012 18:19:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurizio Delladio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Informazione e Sociale]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;onda (Die Welle) è un film del 2008 diretto da Dennis Gansel, tratto dal romanzo di Todd Strasser L&#8217;onda, a sua volta basato sull&#8217;esperimento sociale denominato La Terza Onda (The Third Wave), avvenuto nel 1967 in California. Durante la settimana a tema, un insegnante di una scuola superiore tedesca, Reiner Wenger, si trova a dover <a href='http://www.delladio.it/wordpress/londa.html'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;onda (Die Welle) è un film del 2008 diretto da Dennis Gansel, tratto dal romanzo di Todd Strasser L&#8217;onda, a sua volta basato sull&#8217;esperimento sociale denominato La Terza Onda (The Third Wave), avvenuto nel 1967 in California.</p>
<p>Durante la settimana a tema, un insegnante di una scuola superiore tedesca, Reiner Wenger, si trova a dover affrontare il tema dell&#8217;autocrazia, benché egli avesse preferito quello dell&#8217;anarchia, più vicino ai suoi ideali. Gli studenti, inizialmente annoiati dall&#8217;argomento, non credono possibile che una nuova dittatura possa essere instaurata nella moderna Germania, poiché la gente ha imparato dagli errori del passato. L&#8217;insegnante decide allora di organizzare un esperimento, in modo tale da dimostrare agli allievi come le masse possano essere facilmente manipolate.</p>
<p>L&#8217;esperimento coinvolge la classe stessa e ha inizio con la scelta di un leader, il quale viene individuato nell&#8217;insegnante, e l&#8217;imposizione di alcune regole basilari. Wenger per far sì che la classe cominci ad essere più unita, cambia la disposizione dei banchi, in modo tale che i gruppetti di amici vengano stravolti e gli studenti meno bravi possano trovarsi vicino a quelli più preparati, insegnandosi l&#8217;un l&#8217;altro e migliorando nel complesso i risultati della classe. Infine, quando gli studenti vogliono dire qualcosa ad alta voce, devono alzarsi in piedi e dare risposte brevi e concise. Wenger mostra inoltre ai suoi studenti come l&#8217;effetto di marciare all&#8217;unisono possa farli sentire un&#8217;unica entità.</p>
<p>Il passo successivo all&#8217;identificazione del gruppo, è quello di dargli un nome, scelto tra varie proposte degli studenti e selezionato tramite votazione. Viene scelto &#8220;L&#8217;onda&#8221; (&#8220;Die Welle&#8221;). Viene ideato anche un apposito logo. Ogni studente dovrà poi indossare una sorta di divisa, costituita da camicia bianca e jeans, in modo tale da rimuovere le distinzioni individuali e di classe. Inoltre viene inventato un saluto, ovvero la simulazione, fatta con il braccio destro, di un&#8217;onda. Due ragazze, Karo e Mona, non accettano le decisioni del gruppo e abbandonano l&#8217;esperimento, disgustate da come la classe abbia abbracciato in modo acritico gli ideali dell&#8217;Onda.</p>
<p>I ragazzi del gruppo iniziano a diffondere nell&#8217;intera città il logo dell&#8217;Onda per mezzo di adesivi e bombolette spray, verniciando addirittura le impalcature che nascondono il municipio. Iniziano, inoltre, a tenere feste in cui solo i membri del movimento sono autorizzati a partecipare, osteggiando e discriminando tutti gli altri. Un giovane in particolare, Tim, un ragazzo che sin dall&#8217;inizio del film si capisce essere insicuro, sottomesso al più forte e anche psicolabile, inizia a identificarsi in modo ossessivo col gruppo, visto che soltanto al suo interno riesce a sentirsi finalmente accettato. Egli si propone perfino di diventare la guardia del corpo di Wenger.</p>
<p>La forza dell&#8217;Onda è sempre più dirompente e ben presto il progetto sembra sfuggire di mano al suo stesso ideatore, il quale non riesce a porvi fine (Wenger, infatti, soffrendo di un complesso di inferiorità rispetto agli altri professori, si sentirà estremamente coinvolto dal gruppo, rendendosi &#8220;cieco&#8221; a quello che il gruppo sta in realtà diventando) prima che esso conduca a tragiche conseguenze. Alla fine, quando il professore deciderà di sciogliere il movimento, Tim, vedendo distrutta l&#8217;unica cosa in cui credeva, prima spara ad un membro dell&#8217;Onda, poi si ucciderà (questo perché non riesce a rendersi conto che la sua &#8220;ideologia&#8221; non era nient&#8217;altro che un esperimento, perdendo il senso tra realtà e finzione). L&#8217;iniziale convinzione degli studenti sull&#8217;impossibilità della nascita di una nuova dittatura in Germania risulta così clamorosamente e dolorosamente smentita dai fatti. Wenger, responsabile dell&#8217;accaduto, passerà tra studenti e professori ammanettato e pronto a essere portato in carcere.</p>
<p>via <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/L'onda_(film_2008)" target="_blank">L&#8217;onda (film 2008) &#8211; Wikipedia</a>.</p>
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		<title>Il suicidio assistito di Lucio Magri</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Nov 2011 06:25:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurizio Delladio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Informazione e Sociale]]></category>

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		<description><![CDATA[Il fondatore del Manifesto morto in Svizzera ha deciso tutto con lucidità; dalla fine alla sepoltura vicino alla sua Mara. Gli amici hanno tentato di dissuaderlo ma lui era depresso per la morte della moglie di Simonetta Fiori E alla fine la telefonata è arrivata. Sì, tutto finito. Ora si rientra in Italia. Alle pompe <a href='http://www.delladio.it/wordpress/il-suicidio-assistito-di-lucio-magri.html'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.delladio.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/11/050720377-b4637c77-bfee-48f2-be18-130b8e4bfc36.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1697" title="050720377-b4637c77-bfee-48f2-be18-130b8e4bfc36" src="http://www.delladio.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/11/050720377-b4637c77-bfee-48f2-be18-130b8e4bfc36-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" /></a>Il fondatore del Manifesto morto in Svizzera ha deciso tutto con lucidità; dalla fine alla sepoltura vicino alla sua Mara. Gli amici hanno tentato di dissuaderlo ma lui era depresso per la morte della moglie</p>
<p>di Simonetta Fiori</p>
<p>E alla fine la telefonata è arrivata. Sì, tutto finito. Ora si rientra in Italia. Alle pompe funebri aveva provveduto lo stesso Lucio Magri, poco prima di partire per la Svizzera. Era il suo ultimo viaggio, così voleva che fosse. Non ce la faceva a morire da solo, così il suo amico medico l&#8217;avrebbe aiutato. Là il suicidio assistito è una pratica lecita, anche se poi bisogna vedere nei dettagli, se ci sono proprio le condizioni. Ma ora che importa? Che volete sapere? Non fate troppi pettegolezzi, l&#8217;aveva già detto qualcun altro ma in questi casi non conta l&#8217;originalità.</p>
<p>via <a href="http://www.repubblica.it/politica/2011/11/29/news/magri_suicidio_assistito-25763126/?ref=HRER2-1" target="_blank">Il suicidio assistito di Lucio Magri l&#8217;addio ai compagni: &#8220;Ho deciso di morire&#8221; &#8211; Repubblica.it</a>.</p>
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		<title>Articolo 21 &#8211; Le nostre domande</title>
		<link>http://www.delladio.it/wordpress/articolo-21-le-nostre-domande.html</link>
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		<pubDate>Sat, 12 Nov 2011 12:16:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurizio Delladio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Informazione e Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[legalità]]></category>
		<category><![CDATA[libertà informazione]]></category>

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		<description><![CDATA[di Giuseppe Giulietti Nel centro sinistra è già scoppiato un acceso dibattito sull&#8217;eventuale voto da dare ad un eventuale governo presieduto da Mario Monti. Il Pd sarebbe per il sì, Di Pietro per il no, Vendola è più possibilista e valuterà in relazione a ciò che Monti deciderà di fare. Comprendiamo la natura della discussione, <a href='http://www.delladio.it/wordpress/articolo-21-le-nostre-domande.html'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Giuseppe Giulietti</em></p>
<p>Nel centro sinistra è già scoppiato un acceso dibattito sull&#8217;eventuale voto da dare ad un eventuale governo presieduto da Mario Monti. Il Pd sarebbe per il sì, Di Pietro per il no, Vendola è più possibilista e valuterà in relazione a ciò che Monti deciderà di fare. Comprendiamo la natura della discussione, ma forse sarebbe stato e sarebbe meglio attendere la effettiva e acclarata caduta di un governo che, ricordiamolo, è ancora in carica.</p>
<p>Forse in queste ore sarà il caso di darsi qualche pizzico sulla pancia e di non fornire pretesti a chi vorrebbe prolungare questa penosa e terribile agonia che ha trascinato l&#8217;Italia oltre l&#8217;orlo del fallimeto economico, per non parlare di quello etico e politico.</p>
<p>Quando Berlusconi, forse domenica, sarà caduto definitivamente, allora sarà doveroso aprire la discussione, ma anche qui con l&#8217;obiettivo di costruire una posizione largamente condivisa e che, ancor prima di dividersi sui sui sì e sui no, affronti i nodi del programma e chieda a Monti di pronunciarsi sulle questioni essenziali.</p>
<ul>
<li>Termineranno gli assalti alla Costituzione, alla legalità repubblicana, allo statuto  dei lavoratori?</li>
<li>Saranno rispettati i risultati referendari?</li>
<li>Sarà dimezzato il numero dei parlamentari e soppresse le province?</li>
<li>Sarà introdotta la patrimoniale?</li>
<li>Saranno tassati i capitali &#8220;scudati&#8221; rientrati con il condono tombale?</li>
<li>Saranno messi da parte i parlamentari sotto inchiesta o già condannati, anche se dovessero annunciare il loro voto favorevole al governo Monti?</li>
<li>Sarà dato un sostegno pieno e immediato a chi contrasta mafia e camorre?</li>
<li>Saranno tagliate le spese militari e bloccata la inutile costruzione dei nuovi cacciabombardieri?</li>
</ul>
<p>continua a leggere su <a href="http://www.articolo21.org/4192/notizia/le-nostre-domande.html" target="_blank">Articolo 21 &#8211; Le nostre domande</a>.</p>
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		<title>Almirante al Cantagallo</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Aug 2011 17:54:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurizio Delladio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Informazione e Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[memoria]]></category>
		<category><![CDATA[protesta]]></category>

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		<description><![CDATA[Scopro solo adesso, dalla lettura di un libro di Telese, di un aneddoto occorso a Giorgio Almirante &#38; c. nel lontano 1973. Il luogo è quel tanto frequentato autogrill di Cantagallo, nei pressi di Bologna, tappa quasi obbligata di coloro che si recano magari in vacanza sulle Dolomiti e si trovano a fare una sosta <a href='http://www.delladio.it/wordpress/almirante-al-cantagallo.html'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scopro solo adesso, dalla lettura di un libro di Telese, di un aneddoto occorso a Giorgio Almirante &amp; c. nel lontano 1973.<br />
Il luogo è quel tanto frequentato autogrill di Cantagallo, nei pressi di Bologna, tappa quasi obbligata di coloro che si recano magari in vacanza sulle Dolomiti e si trovano a fare una sosta in autostrada, proprio in questo autogrill a circa metà percorso. Ed è qui che si fermò Almirante insieme a moglie ed autista per mangiare e fare benzina. Ma non riuscì a fare né l&#8217;uno né l&#8217;altro perché i lavoratori della struttura incrociarono le braccia proclamando uno sciopero estemporaneo&#8230;<br />
Una situazione quasi &#8220;tenera&#8221; ma che da&#8217; la misura di come purtroppo, non solo in quella regione, le cose siano cambiate e di come stia diventando evanescente l&#8217;avversione al fascismo ormai sempre più diluito nella nostra memoria. Ovviamente, come spesso accaduto, &#8220;l&#8217;onta dell&#8217;offesa&#8221; subita da Almirante fu lavata attraverso una missione squadrista&#8230;<br />
Da quell&#8217;episodio nacque questa canzone.</p>
<p>L&#8217;altro giorno sull&#8217;autostrada<br />
sul versante che porta a Bologna<br />
viaggiava un topo di fogna<br />
affamato voleva mangiar</p>
<p>arrivato che fu al Cantagallo<br />
ha di fronte un bel ristorante<br />
memo male pensava Almirante<br />
così almeno potremo mangiar</p>
<p>tutti fermi le braccia incrociate<br />
non si muove nessun cameriere<br />
niente pranzo per camicie nere<br />
a digiuno dovranno restar</p>
<p>torna in macchina il boia Almirante<br />
e si appresta a fare benzina<br />
ci spiace quest&#8217;auto è missina<br />
e cominciano a scioperar</p>
<p>questa storia esemplare è finita<br />
ma rimane nella mente e nel cuore<br />
di chi lotta contro i fascisti<br />
con i fatti e non a parole</p>
<p>L&#8217;altro giorno sull&#8217;autostrada<br />
sul versante che porta a Bologna<br />
viaggiava un topo di fogna<br />
a digiuno dovette restar</p>
<p><a href="http://www.delladio.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/08/20110803-075325.jpg"><img class="alignnone size-full" src="http://www.delladio.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/08/20110803-075325.jpg" alt="20110803-075325.jpg" /></a></p>
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		<title>L’AMACA del 26/06/2011 (Michele Serra)</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Jun 2011 14:43:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurizio Delladio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non è sempre facile capire che cosa vuole dire esattamente Tonino Di Pietro. Tentando la traduzione dall’italiano all’italiano, diciamo che è toccato a lui, dopo la felice parentesi del voto amministrativo e del referendum, riportarci alla realtà di sempre. E la realtà di sempre è che la politica la fanno i politici, disponendo dei nostri <a href='http://www.delladio.it/wordpress/l%e2%80%99amaca-del-26062011-michele-serra-%c2%ab-triskel182.html'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non è sempre facile capire che cosa vuole dire esattamente Tonino Di Pietro. Tentando la traduzione dall’italiano all’italiano, diciamo che è toccato a lui, dopo la felice parentesi del voto amministrativo e del referendum, riportarci alla realtà di sempre. E la realtà di sempre è che la politica la fanno i politici, disponendo dei nostri voti come gli pare più opportuno, usandoli per litigare o per riaffermare una leadership o per ammonire un rivale (Vendola) anche quando nemmeno uno di quei voti gli era stato dato per quei fini.</p>
<p>È durata poco l’illusione che un elettorato vasto e unito, molto poco interessato alle beghe di partito, fosse davvero riuscito a “dettare l’agenda” al centrosinistra, e dunque, in primo luogo, a mettere in guardia i suoi leader sull’insopportabile propensione alle meschinità di bottega. Di Pietro ha chiuso la pagina delle illusioni e riaperto quelle delle certezze. Litigheranno, così come hanno sempre litigato. Dimenticheranno di avere vinto i referendum per merito quasi esclusivo dei comitati per l’acqua pubblica (oscuri, valorosi cittadini).</p>
<p>Dimenticheranno di avere vinto le amministrative perché (quasi per puro caso) le loro liti sono state messe in second’ordine da candidati di valore e da un vero e proprio moto popolare. Di Pietro ha il merito di averci evitato un’illusione troppo duratura.</p>
<p>Da La Repubblica del 26/06/2011.</p>
<p>via <a href="http://triskel182.wordpress.com/2011/06/26/lamaca-del-26062011-michele-serra-2/" target="_blank">L’AMACA del 26/06/2011 (Michele Serra). « Triskel182</a>.</p>
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		<title>Devono andarsene</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Jun 2011 19:35:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurizio Delladio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Informazione e Sociale]]></category>
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		<description><![CDATA[di Alberto Asor Rosa Due, tre giorni dopo il terremoto dell&#8217;ultima consultazione amministrativa, il Cavaliere era di nuovo in giro fra i potenti della terra a mostrare con l&#8217;ostentazione del suo immarcescibile sorriso (in verità sempre più macabro) e con le pacche distribuite sulle spalle di Biden e di Medvedev che nulla era cambiato, che <a href='http://www.delladio.it/wordpress/devono-andarsene.html'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Alberto Asor Rosa</em><br />
Due, tre giorni dopo il terremoto dell&#8217;ultima consultazione amministrativa, il Cavaliere era di nuovo in giro fra i potenti della terra a mostrare con l&#8217;ostentazione del suo immarcescibile sorriso (in verità sempre più macabro) e con le pacche distribuite sulle spalle di Biden e di Medvedev che nulla era cambiato, che si andava avanti senza neanche guardarsi intorno, che la forza era ancora dalla loro parte. L&#8217;incoronazione del figlio prediletto, Angiolino Alfano, a Segretario (!) del Pdl colorava d&#8217;una tinta decisamente comica i lineamenti di quello che vorrebbe forse essere un lento e magari contrattato declino (come per l&#8217;amico Gheddafi non è da escludere che si pensi a un&#8217;uscita di scena con salvacondotto giudiziario e conservazione integrale del patrimonio male acquisito).</p>
<p>via<a href="http://www.ilmanifesto.it/archivi/commento/anno/2011/mese/06/articolo/4781/" target="_blank">IL MANIFESTO</a>.</p>
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		<title>Il Carro di Tespi</title>
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		<pubDate>Tue, 10 May 2011 20:32:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurizio Delladio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Trovo indecente che il maggiore partito della sinistra italiana sia come di consueto incapace di affermare una visione alternativa allo scempio che stiamo vivendo. Non amo seguire i salotti televisivi dove sembra che si scontrino i guitti della nostra politica. Ma volente o nolente ci cado spesso. Ed è la volta di Ballarò, dove sono <a href='http://www.delladio.it/wordpress/il-carro-di-tespi.html'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><a href="http://www.delladio.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/05/20100529_bersani-pierluigi4.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1480" title="20100529_bersani-pierluigi4" src="http://www.delladio.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/05/20100529_bersani-pierluigi4-300x209.jpg" alt="" width="300" height="209" /></a>Trovo indecente che il maggiore partito della sinistra italiana sia come di consueto incapace di affermare una visione alternativa allo scempio che stiamo vivendo.</p>
<p>Non amo seguire i salotti televisivi dove sembra che si scontrino i guitti della nostra politica. Ma volente o nolente ci cado spesso. Ed è la volta di Ballarò, dove sono costretto ad assistere alla contrarietà bersaniana alla patrimoniale.</p>
<p>E&#8217; scandaloso! La disoccupazione avanza inesorabile, il precariato è il comune denominatore delle nuove generazioni, i contratti scadono e non vengono rinnovati se non penalizzando i lavoratori con l&#8217;ausilio di talune sigle sindacali che non si capisce da che parte stiano e quale sia il loro ruolo… E redigere questo elenco disperato è addirittura fastidioso.</p>
<p>E&#8217; evidente che l&#8217;unica soluzione, quantomeno di sopravvivenza, è proprio la riforma di un sistema fiscale che certo al momento non garantisce in alcun modo un&#8217;equità sociale. Un&#8217;equità che non può non prevedere il recupero dell&#8217;evasione fiscale e con questa anche una rivisitazione dei tassi cui sono assoggettati i patrimoni. Mi sembra che questo &#8220;governo&#8221;, con il rientro dei capitali illegalmente trasferiti all&#8217;estero, abbia già fatto discutibili regali a chi in questa drammatica situazione continua a godere di un profitto che non è più concesso ad altri.</p>
<p>Sono stanco di un clima preelettorale dove dei cialtroni miranti al solo consenso dei votanti giocano a stare col piede in due staffe per non perdere elettori. La situazione vergognosa in cui oggi si trova la sinistra italiana è dovuta proprio alla mancanza di chiarezza di intenti che ha omogeneizzato il panorama, orribile, della politica italiana. Il PD cerchi di cominciare a rispettare i suoi elettori, tra i quali certo non mi annovero, facendosi portavoce di interpretazione della realtà proprie di coloro che ancora lo votano e non offenda le radici e la storia da cui proviene e grazie alla quale raccoglie ancora qualche voto.</p>
</div>
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