Patti Smith e Robert Mapplethorphe

In occasione del Convegno Nazionale di Emergency, l’11 settembre prossimo, Patti Smith e Lenny Kaye saranno in concerto a Firenze insieme al gruppo toscano Casa Del Vento. L’ingresso è gratuito e si ripeterà nei giorni successivi rispettivamente il 12 a Milano ed il 14 a Bolzano. Per dettagli e informazioni visita: Loudvision ed Emergency

Nota come la “Sacerdotessa maudit del Rock” Patricia Lee Smith è nata a Chicago il 30 dicembre 1946 ed è stata una delle figure più carismatiche del rock al femminile.

Con la sua voce rabbiosa e dolente, ispirata da artisti quali Jim Morrison, Lou Reed, Janis Joplin a Bob Dylan, inizia il suo percorso musicale nel 1974, dapprima con performance di poesia e suoni e, successivamente, pubblicando dei singoli, per approdare un anno dopo al suo primo album, Horses.

I temi trattati dalle sue canzoni hanno sempre il sociale quale filo conduttore con riferimenti agli scrittori della Beat Generation, al Vietnam, a Madre Teresa di Calcutta e ad Ho Chi Minh, al quale dedica il suo album “Gung Ho”.

Domina incontrastata per quattro anni le scene del rock, conquistando anche le classifiche con brani quali “Because the Night”, scritta con Bruce Springsteen ed in realtà da lei non troppo amata e ritenuta commerciale.

Dopo il tour italiano, nel 1979, decide di ritirarsi dalle scene. Sposò Fred Smith, chitarrista degli MC5, dal quale ebbe due figli.

Torna a calcare le scene nel 1988 con “Dream of Life”, al quale la critica non concede particolari onori.

Negli anni ’90 vive una serie di eventi negativi: muoiono il pianista del suo gruppo Richard Sohl, il suo amico Robert Mapplethorphe, suo fratello Tod ed il marito Fred. Torna allora alla musica, completando e pubblicando con il titolo di Gone Again, un lavoro iniziato con il marito.

E nella seconda metà degli anni ’90 riprende con regolarità la sua attività discografica con frequenti concerti.

Nel 2002 pubblica “Land”, una raccolta della sua produzione dal 1975 al 2002. Nel 2004 “Trampin” dove il brano Radio Baghdad affronta i temi dell guerra in Iraq.

Nel 2007 è la volta di “Twelve”, una splendida raccolta di dodici cover. Il 12 marzo del 2007 è entrata a far parte della Rock and Roll Hall of Fame, un museo che si trova a Cleveland, Ohio, USA. È dedicato ai più importanti e influenti artisti, produttori, personalità del mondo della musica.

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Ero immersa nei miei sogni / di una apparenza brillante e corretta / e il mio sonno è stato interrotto / ma il mio sogno rimaneva chiaro / sotto forma di vallate luminose / dove si sente l’aria limpida / ed i miei sensi si sono riaperti / Mi svegliò l’urlo / che la gente ha il potere / di redimere l’opera dei pazzi / fino alla mitezza, alla pioggia della grazia / è stabilito, è la gente che guida

La gente ha il potere / La gente ha il potere / La gente ha il potere / La gente ha il potere

Gli atteggiamenti vendicativi diventano sospetti / e rannichiarsi come per ascoltare / con le braccia protese in avanti / perché la gente ha le orecchie / e i custodi e i soldati / giace sotto le stelle / scambiando ideali / e abbassando le braccia / per disperdere nella polvere / per diventare come vallate splendenti / dove l’aria pura si percepisce / e i miei sensi (sono) di nuovo aperti (al mondo) / Mi sono svegliata piangendo

La gente ha il potere / La gente ha il potere / La gente ha il potere / La gente ha il potere

Dove c’erano deserti / ho visto fontane / l’acqua sgorgava come crema / e noi andavamo a spasso là assieme / e non c’era nulla di cui ridere o da criticare / e il leopardo / e l’agnello / dormivano assieme realmente abbracciati / io speravo nella mia speranza / di riuscire a ricordare quello che avevo trovato / io sognavo nei miei sogni / Dio sa cosa una visione ancora più pura / fino a che non ho ceduto al sonno / Affido il mio sogno a te

La gente ha il potere / La gente ha il potere / La gente ha il potere / La gente ha il potere

Il potere di sognare di dettare le regole / di lottare per cacciare dal mondo i folli / è promulgata la legge della gente / è promulgata la legge della gente / Ascolta: / Io credo che tutto quello che sogniamo / può arrivare e può farci arrivare alla nostra unione / noi possiamo rivoltare il mondo / noi possiamo dare il via alla rivoluzione sulla terra / noi abbiamo il potere / La gente ha il potere .

La gente ha il potere / La gente ha il potere / La gente ha il potere / La gente ha il potere

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Quello che segue uno stralcio del film/documentario di Franco Battiato sulla vita di Giuni Russo, prodotto dalla compagna dell’artista Maria Antonietta Sisini. La voce narrante che introduce il video è di Piera degli Esposti. Il film è un ritratto artistico ed in gran parte autobiografico che prende spunto da una intervista a Giuni di Paolo Piccioli. Il brano cantato da Giuni Russo nel clip è “La sua figura”, che da’ anche il titolo al film, ed è tratto da testi di San Giovanni della Croce.

Giuni Russo è nata a Palermo da una famiglia di pescatori ed ha vissuto gran parte della sua vita tra Ustica e la Sardegna. Dotata di una notevole estensione vocale, ha unito alle indubbie qualità canore, una capacità compositiva spesso ironica e sempre originale, in un ambito musicale dove queste capacità sono raramente riconosciute. E’ morta a Milano il 14 settembre 2004.

Il video e la foto sono stati rimossi per volontà della Associazione GiuniRussoArte, come si evince dalla diffida fattami e dalla mia risposta:

Att.ne sig. Maurizio Delladio

Chi le scrive è l’Associazione GiuniRussoArte, che tutela nome, immagine e repertorio dell’artista Giuni Russo.
Sul suo blog, all’indirizzo http://www.delladio.it/wordpress/la-sua-figura.html lei pubblica illegalmente immagini e video di Giuni Russo, violando i nostri diritti di copyright, in base alle leggi vigenti in materia. Nello specifico, utilizza illegalmente la foto di Giuni Russo tratta dal nostro sito ufficiale, e il video de “La sua figura” tratto dall’omonimo dvd.
Tale utilizzo, mai autorizzato nè da noi nè dal Presidente della nostra Associazione, Maria Antonietta Sisini, deve ritenersi illecito.
La signora Sisini,quale proprietaria e produttore delle fotografie e opere audiovisive di Giuni Russo, hai il diritto esclusivo di autorizzare la loro riproduzione, in qualunque modo e forma.
Per quanto sopra, la invitiamo all’immediata rimozione del materiale illegalmente pubblicato sul suo blog, in difetto di ciò, saremo costretti ad agire legalmente a tutela delle nostre ragioni.
Augurandoci che in futuro non si abbiamo più a ripetere tali sgradevoli e scadenti episodi, porgiamo cordiali saluti,

Per GiuniRussoArte
M.A. Sisini
M. Bartoli

Risposta:

Provvedo immediatamente a rimuovere l’”illecito” clip, precisando quanto segue:

  1. Il blog su cui era pubblicato non è certo un blog commerciale e non sussiste quindi alcuna volontà di “depredare” la sig.ra Sisini dei suoi diritti;
  2. L’intenzione dello scrivente era esclusivamente quello di offrire un tributo all’artista;
  3. Nel post erano altresì rappresentate tutte le proprietà artistiche di un’opera in realtà ben poco pubblicizzata e l’intento era quindi quello, per voi favorevole, di dargli risalto.
  4. Sono d’accordo sullo “scadente” episodio.
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Robert “Bobby” McFerrin nasce a New York l’11 marzo 1950 da una famiglia di cantanti lirici.
Creatore della musica beatboxing è interprete stimatissimo della musica jazz. Rinomato improvvisatore vocale e ricercato direttore d’orchestra, non si può collocare in un determinato genere musicale, spaziando in vari ambiti dal pop al jazz alla musica classica.
Appassionato portavoce della cultura musicale, Bobby McFerrin non può essere definito un semplice cantante: possiede infatti un’estensione vocale di 4 ottave.
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Scoperto dal cantante Jon Hendricks, entra prima nella band di George Benson e collabora poi con Herbie Hancock, Yo-Yo Ma e Chick Corea.
Il suo disco “The Voice”, pubblicato nel 1984, è ritenuto il primo album nella storia del jazz, per sola voce.
Si dedica principalmente a spettacoli dal vivo completamente improvvisati, nei quali stabilisce una incredibile interazione e condivisione con il pubblico, tanto che sarebbe riduttivo definire le sue performance concerti.
Nel 1988, il suo brano Don’t Worry Be Happy, raggiunge il vertice in quasi tutte le classifiche pop del mondo. Il brano diventa talmente famosa da essere usato da George Bush come colonna sonora della sua campagna presidenziale del 1988 sino a quando Bobby McFerrin, sostenitore del Partito Democratico, non gliene nega l’utilizzo.
Quale direttore d’orchestra, prende lezioni da Bernstein, Meier e Ozawa e attualmente collabora frequentemente con le più grandi orchestre del mondo, tra cui la New York Philharmonic e i Wiener Philharmoniker.
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The Grande Mothers re:invented o Grand Mothers è una emanazione del gruppo The Mothers of Invention, nato nel 1964 dalle ceneri dei Soul Giants. Noto per essere stato il gruppo musicale di Frank Zappa, The Mothers of Invention ha accompagnato il compositore fino agli inizi degli anni ’70, quando il gruppo si sciolse.

The Grand Mothers è attualmente composto da cinque elementi. Due provenienti dal gruppo originario: Don Preston (tastiere e voce) e Roy Estrada (basso e voce). Uno dal gruppo che negli anni successivi allo scioglimento dei Mothers of Invention ha accompagnato Frank Zappa: Napoleon Murphy Brock (voce, sax e flauto). Gli altri due elementi, di più recente acquisizione, sono Chris Garcia (percussioni) e Robbie ´Seahag´ Mangano, un giovane chitarrista di indubbia abilità. Chi volesse intrattenersi tra emanazioni, diatribe varie, ingressi e abbandoni dei componenti, può farlo visitando queste pagine:

http://www.united-mutations.com/g/grandmothersreinvented.htm
http://www.sandroliva.com/grandmothers.html

Quello che invece mi preme condividere è l’entusiasmo per la splendida performance dei The Grand Mothers che ieri sera hanno dato il meglio al Rock City 2010, uno spazio all’aperto nei pressi di Cinecittà nell’ambito dell’estate romana. Un concerto inaspettato e poco pubblicizzato che ha visto la band coinvolgere la platea per due ore e mezza. Un concerto di grande qualità assolutamente privo della benché minima sbavatura. Se si considera poi l’ormai veneranda età di alcuni dei componenti (Preston compie 78 anni a settembre), c’è da supporre che a dar loro tanta energia ci sarà stata anche la presenza dello spirito dello zio Frank. Non l’ho visto ma sono certo che era lì…

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dal Blog di Alessandro Ghebreigziabiher

Nonostante il mio punto di vista sia vicino alle motivazioni che hanno spinto Santoro ad organizzare la diretta/manifestazione di ieri sera, per quanto riguarda i contenuti – da sempre l’elemento più importante – gli unici interventi che ho apprezzato veramente sono quello di Daniele Luttazzi e soprattutto quello di Mario Monicelli.Il primo, con la metafora dell’Italia sodomizzata e contenta, per chi non l’avesse ancora chiaro, è l’ennesima dimostrazione di cosa voglia dire fare satira.Il secondo ha rilasciato un messaggio da salvare nel più prezioso hard disk della nostra memoria.Tra le cose che ha detto ne ricordo due: “La speranza è una trappola inventata dai padroni…”La quale è ovviamente una acuta provocazione, in quanto subito dopo il maestro aggiunge: “Spero che il nostro film finisca con quello che in Italia non c’è mai stato… una bella rivoluzione…” [...]

via Alessandro Ghebreigziabiher.

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Il 1° maggio del 1945, Elsa Morante scriveva questo articolo, riproposto qualche giorno fa sulla rivista “Atti Impuri”. Un articolo di una attualità sconvolgente che è bene rileggere con attenzione…
Ogni commento è ridondante!

Il capo del governo di Elsa Morante

Il capo del governo si macchiò ripetutamente durante la sua carriera di delitti che, al cospetto di un popolo onesto, gli avrebbero meritato la condanna, la vergogna e la privazione di ogni autorità di governo. Ma un popolo onesto non lo avrebbe mai posto a capo del governo.

Perché il popolo tollerò e addirittura applaudì questi crimini?

Una parte per interesse morale, una parte per astuzia, una parte per interesse e tornaconto personale. La maggioranza si rendeva naturalmente conto delle sue attività criminali, ma preferiva dare il suo voto al forte piuttosto che al giusto.

Purtroppo il popolo italiano, se deve scegliere tra il dovere e il tornaconto, pur conoscendo quale sarebbe il suo dovere, sceglie sempre il tornaconto.

Così un uomo mediocre, grossolano, di eloquenza volgare ma di facile effetto, è un perfetto esemplare dei suoi contemporanei.

Presso un popolo onesto, sarebbe stato tutt’al più il leader di un partito di modesto seguito, un personaggio un po’ ridicolo per le sue maniere, i suoi atteggiamenti, le sue manie di grandezza, offensivo per il buon senso della gente a causa del suo stile enfatico e impudico. In Italia è diventato il capo del governo. Ed è difficile trovare un più completo esempio di italiano.

Ammiratore della forza, venale, corruttibile, e corrotto, cattolico senza credere in Dio, presuntuoso, vanitoso, fintamente bonario, buon padre di famiglia ma con numerose amanti, si serve di coloro che disprezza, si circonda di disonesti, di bugiardi, di inetti, di profittatori; mimo abile, e tale da fare effetto su un pubblico volgare, ma, come ogni mimo, senza un proprio carattere, si immagina sempre di essere il personaggio che vuole rappresentare.

da Elsa Morante. Lo scritto, del 1° maggio 1945, è in Pagine autobiografiche postume, pubblicate in “Paragone Letteratura”, n. 456, febbraio 1988 (segnalato in Testi Infedeli da Stefano Nespor)

via » Il capo del governo di E.M. ATTI IMPURI.

  • Errata corrige:

per correttezza e dietro gradita segnalazione di un commento, preciso che il testo sopra riportato è uno stralcio, privo delle indicazioni di “omissis”, reperito in rete su blog da ritenersi attendibile. Ho quindi provveduto a citare di seguito il testo originale, precisando però che quanto sopra riportato, forse lede ma non altera il significato del brano.

Roma 1° maggio 1945

Mussolini e la sua amante Clara Petacci sono stati fucilati insieme, dai partigiani del Nord Italia.

Non si hanno sulla loro morte e sulle circostanze antecedenti dei particolari di cui si possa essere sicuri. Così pure non si conoscono con precisione le colpe, violenze e delitti di cui Mussolini può essere ritenuto responsabile diretto o indiretto nell’alta Italia come capo della sua Repubblica di Sociale.

Per queste ragioni è difficile dare un giudizio imparziale su quest’ultimo evento con cui la vita del Duce ha fine.

Alcuni punti però sono sicuri e cioè: durante la sua carriera, Mussolini si macchiò più volte di delitti che, al cospetto di un popolo onesto e libero, gli avrebbe meritato, se non la morte, la vergogna, la condanna e la privazione di ogni autorità di governo (ma un popolo onesto e libero non avrebbe mai posto al governo un Mussolini). Fra tali delitti ricordiamo, per esempio: la soppressione della libertà, della giustizia e dei diritti costituzionali del popolo (1925), la uccisione di Matteotti (1924), l’aggressione all’Abissinia, riconosciuta dallo stesso Mussolini come consocia alla Società delle Nazioni, società cui l’Italia era legata da patti (1935),la privazione dei diritti civili degli Ebrei, cittadini italiani assolutamente pari a tutti gli altri fino a quel giorno (1938).

Tutti questi delitti di Mussolini furono o tollerati, o addirittura favoriti e applauditi. Ora, un popolo che tollera i delitti del suo capo, si fa complice di questi delitti. Se poi li favorisce e applaude, peggio che complice, si fa mandante di questi delitti.

Perché il popolo tollerò favorì e applaudì questi delitti? Una parte per viltà, una parte per insensibilità morale, una parte per astuzia, una parte per interesse o per machiavellismo. Vi fu pure una minoranza che si oppose; ma fu così esigua che non mette conto di parlarne. Finché Mussolini era vittorioso in pieno, il popolo guardava i componenti questa minoranza come nemici del popolo e della nazione, o nel miglior dei casi come dei fessi (parola  nazionale assai pregiata dagli italiani).

Si rendeva conto la maggioranza del popolo italiano che questi atti erano delitti? Quasi sempre, se ne rese conto, ma il popolo italiano è cosìffatto da dare i suoi voti piuttosto al forte che al giusto; e se lo si fa scegliere fra il tornaconto e il dovere, anche conoscendo quale sarebbe il suo dovere, esso sceglie il suo tornaconto.

Mussolini,uomo mediocre, grossolano, fuori dalla cultura, di eloquenza alquanto volgare, ma di facile effetto, era ed è un perfetto esemplare e specchio del popolo italiano contemporaneo. Presso un popolo onesto e libero, Mussolini sarebbe stato tutto al più il leader di un partito con un modesto seguito e l’autore non troppo brillante di articoli verbosi sul giornale del suo partito. Sarebbe rimasto un personaggio provinciale, un po’ ridicolo a causa delle sue maniere e atteggiamenti, e offensivo per il buon gusto della gente educata a causa del suo stile enfatico, impudico e goffo. Ma forse, non essendo stupido, in un paese libero e onesto, si sarebbe meglio educato e istruito e moderato e avrebbe fatto migliore figura, alla fine.

In Italia, fu il Duce. Perché è difficile trovare un migliore e più completo esempio di Italiano.

Debole in fondo, ma ammiratore della forza, e deciso ad apparire forte contro la sua natura. Venale, corruttibile. Adulatore. Cattolico senza credere in Dio. Corruttore. Presuntuoso: Vanitoso. Bonario. Sensualità facile, e regolare. Buon padre di famiglia, ma con amanti. Scettico e sentimentale. Violento a parole, rifugge dalla ferocia e dalla violenza, alla quale preferisce il compromesso, la corruzione e il ricatto. Facile a commuoversi in superficie, ma non in profondità, se fa della beneficenza è per questo motivo, oltre che per vanità e per misurare il proprio potere. Si proclama popolano, per adulare la maggioranza, ma è snob e rispetta il denaro. Disprezza sufficientemente gli uomini, ma la loro ammirazione lo sollecita. Come la cocotte che si vende al vecchio e ne parla male con l’amante più valido, così Mussolini predica contro i borghesi; accarezzando impudicamente le masse. Come la cocotte crede di essere amata dal bel giovane, ma è soltanto sfruttata da lui che la abbandonerà quando non potrà più servirsene, così Mussolini con le masse. Lo abbaglia il prestigio di certe parole: Storia, Chiesa, Famiglia, Popolo, Patria, ecc., ma ignora la sostanza delle cose; pur ignorandole le disprezza o non cura, in fondo, per egoismo e grossolanità. Superficiale. Dà più valore alla mimica dei sentimenti , anche se falsa, che ai sentimenti stessi. Mimo abile, e tale da far effetto su un pubblico volgare. Gli si confà la letteratura amena (tipo ungherese), e la musica patetica (tipo Puccini). Della poesia non gli importa nulla, ma si commuove a quella mediocre (Ada Negri) e bramerebbe forte che un poeta lo adulasse. Al tempo delle aristocrazie sarebbe stato forse un Mecenate, per vanità; ma in tempi di masse, preferisce essere un demagogo.

Non capisce nulla di arte, ma, alla guisa di certa gente del popolo, e incolta, ne subisce un poco il mito, e cerca di corrompere gli artisti. Si serve anche di coloro che disprezza. Disprezzando (e talvolta temendo) gli onesti , i sinceri, gli intelligenti poiché costoro non gli servono a nulla, li deride, li mette al bando. Si circonda di disonesti, di bugiardi, di inetti, e quando essi lo portano alla rovina o lo tradiscono (com’è nella loro natura), si proclama tradito, e innocente, e nel dir ciò è in buona fede, almeno in parte; giacché, come ogni abile mimo, non ha un carattere ben definito, e s’immagina di essere il personaggio che vuole rappresentare.

Pagina di diario, pubblicata su Paragone Letteratura, n. 456, n.s., n.7, febbraio 1988, poi in Opere (Meridiani), Milano 1988, vol. I, pp. L-LII; e anche in Alfonso Berardinelli, Autoritratto italiano, Donzelli, 1998, pp. 29-31.

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Ieri Davide, mio figlio tredicenne, mi ha proposto di vedere insieme un film del quale è rimasto affascinato. Si tratta di I love Radio Rock un film del 2009  diretto da Richard Curtis, dedicato ala nascita delle radio pirata inglesi negli anni sessanta.

Siamo nel 1966, nella bacchettona Inghilterra nel periodo più fertile per la musica rock e pop ed ancora non esistevano le radio libere. La radio di Stato trasmetteva ben poco rock, arrotolata nella sua ipocrisia morale. Ed un gruppo di dj, attraverso una radio “pirata”, Radio Rock, trasmettono la loro musica per 24 ore al giorno da una barca al largo del Mare del Nord, di cui Quentin è il capitano.

Il governo inglese spaventato dalla loro musica e dalle loro parole e da quanto queste hanno seguito, decide di dare battaglia alla radio, cercando cavilli e pretesti per farli tacere.

Carl, un ragazzo espulso dalla scuola per ragioni di disciplina, viene mandato dalla madre a trascorrere un periodo sulla barca dove scoprirà i valori dell’amicizia, dell’amore e conoscerà il padre. Un film allegorico e simbolico che nelle sue a volte esagerate scene, celebra pietre miliari della musica del periodo, riproponendo ad esempio l’immagine orgiastica della copertina del disco Electric Ladyland di Jimi Hendrix. Una colonna sonora splendida e selezionata, che accompagna le immagini in modo splendido.

I componenti del gruppo non possono essere perseguiti legalmente. Infatti la loro barca si trova fuori delle acque territoriali inglesi e quindi non commettono reato ma il governo cercherà di trovare tutti i pretesti per farli tacere, fino a mettere fuori legge le radio “pirata”. I dj continueranno però a trasmettere anche da “ricercati” certi della giustezza della loro missione.

Il film si conclude con un naufragio. Una falla sul fianco della barca ne provoca l’inesorabile affondamento ed i dj lanciano un appello ai loro fan attraverso la radio. Il governo, pur sapendo quel che sta succedendo non interviene, certo di vincere così la sua guerra anche a scapito delle vite umane. Quando tutto sembra volgere al peggio, arriva una processione di barche e tutti i componenti vengono portati in salvo.
Rock’n’ roll can never die!

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La Dichiarazione Universale dei Diritti Umani fu redatta il 10 dicembre 1948 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite e scaturì dall’indignazione per le nefandezze della Seconda Guerra Mondiale. I principi etici che esprime sono un fondamento essenziale dell’ONU.

Si compone di trenta articoli che sanciscono i diritti individuali, civili, politici, economici, sociali, culturali di ogni persona.

Per la prima volta nella storia dell’umanità, veniva prodotto un documento che sanciva universalmente i diritti che spettano all’essere umano, indicando “un comune livello, che tutte le Nazioni dovevano raggiungere”.

Vi si proclamava il diritto alla vita, alla libertà e alla sicurezza individuale, all’uguaglianza davanti alla legge, senza distinzioni di sorta, ad un processo imparziale e pubblico, alla libertà di pensiero, coscienza e fede, alla libertà di opinione, di espressione e di associazione.

All Human Rights for All è un film collettivo no profit composto di 30 cortometraggi, ognuno rappresentativo di un articolo della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. E’ stato realizzato nel 2008 in occasione del 60° anniversario della stesura della Dichiaraziomne e della campagna HRD2008 Human Rights Day.

La regia dei corti, della durata di 3-4 minuti ciascuno, è stata realizzata da trenta registi e precisamente: Carlo Lizzani, Domenico Calopresti, Giorgio Treves, Claudio Camarca, Emanuele Scaringi, Daniele Cini, Tekla Taidelli, Anne Riitta Ciccone, Fiorella Infascelli, Ivano De Matteo, Costanza Quatriglio, Marina Spada, Nello Correale, Moshen Melliti, Daniele Luchetti, Giovanni Veronesi, Matteo Cerami, Luciano Emmer, Giuseppe Ferrara, Fausto Paravidino, Antonello Grimaldi, Wilma Labate, Vittorio De Seta, Saverio Di Biagio, Roberta Torre, Pasquale Scimeca, Liliana Ginanneschi, Antonietta De Lillo, Antonio Lucifero. Trattandosi di un film no-profit, realizzato senza scopo di lucro da volontari, è stato diffuso nelle scuole, in associazioni ed in rassegne cinematografiche che ne hanno fatto richiesta. Ne scopro con rammarico l’esistenza solo adesso e sto cercando di recuperare se non l’intero film quantomeno un certo numero di “corti” nella speranza di poterli mettere online.

Intanto, per rinfrescarci la memoria, quelli che seguono sono gli articoli della Dichiarazione:

  1. Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.
  2. Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciate nella presente Dichiarazione, senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione. Nessuna distinzione sarà inoltre stabilita sulla base dello statuto politico, giuridico o internazionale del paese o del territorio cui una persona appartiene, sia indipendente, o sottoposto ad amministrazione fiduciaria o non autonomo, o soggetto a qualsiasi limitazione di sovranità.
  3. Ogni individuo ha diritto alla vita, alla libertà ed alla sicurezza della propria persona.
  4. Nessun individuo potrà essere tenuto in stato di schiavitù o di servitù; la schiavitù e la tratta degli schiavi saranno proibite sotto qualsiasi forma.
  5. Nessun individuo potrà essere sottoposto a tortura o a trattamento o a punizione crudeli, inumani o degradanti.
  6. Ogni individuo ha diritto, in ogni luogo, al riconoscimento della sua personalità giuridica.
  7. Tutti sono eguali dinanzi alla legge e hanno diritto, senza alcuna discriminazione, ad una eguale tutela da parte della legge. Tutti hanno diritto ad una eguale tutela contro ogni discriminazione che violi la presente Dichiarazione come contro qualsiasi incitamento a tale discriminazione.
  8. Ogni individuo ha diritto ad un’effettiva possibilità di ricorso a competenti tribunali contro atti che violino i diritti fondamentali a lui riconosciuti dalla costituzione o dalla legge.
  9. Nessun individuo potrà essere arbitrariamente arrestato, detenuto o esiliato.
  10. Ogni individuo ha diritto, in posizione di piena uguaglianza, ad una equa e pubblica udienza davanti ad un tribunale indipendente e imparziale, al fine della determinazione dei suoi diritti e dei suoi doveri, nonché della fondatezza di ogni accusa penale che gli venga rivolta.
  11. Ogni individuo accusato di un reato è presunto innocente sino a che la sua colpevolezza non sia stata provata legalmente in un pubblico processo nel quale egli abbia avuto tutte le garanzie necessarie per la sua difesa. Nessun individuo sarà condannato per un comportamento commissivo od omissivo che, al momento in cui sia stato perpetrato, non costituisse reato secondo il diritto interno o secondo il diritto internazionale. Non potrà del pari essere inflitta alcuna pena superiore a quella applicabile al momento in cui il reato sia stato commesso.
  12. Nessun individuo potrà essere sottoposto ad interferenze arbitrarie nella sua vita privata, nella sua famiglia, nella sua casa, nella sua corrispondenza, né a lesione del suo onore e della sua reputazione. Ogni individuo ha diritto ad essere tutelato dalla legge contro tali interferenze o lesioni.
  13. Ogni individuo ha diritto alla libertà di movimento e di residenza entro i confini di ogni Stato. Ogni individuo ha diritto di lasciare qualsiasi paese, incluso il proprio, e di ritornare nel proprio paese.
  14. Ogni individuo ha il diritto di cercare e di godere in altri paesi asilo dalle persecuzioni. Questo diritto non potrà essere invocato qualora l’individuo sia realmente ricercato per reati non politici o per azioni contrarie ai fini e ai principi delle Nazioni Unite.
  15. Ogni individuo ha diritto ad una cittadinanza. Nessun individuo potrà essere arbitrariamente privato della sua cittadinanza, né del diritto di mutare cittadinanza.
  16. Uomini e donne in età adatta hanno il diritto di sposarsi e di fondare una famiglia, senza alcuna limitazione di razza, cittadinanza o religione. Essi hanno eguali diritti riguardo al matrimonio, durante il matrimonio e all’atto del suo scioglimento. Il matrimonio potrà essere concluso soltanto con il libero e pieno consenso dei futuri coniugi. La famiglia è il nucleo naturale e fondamentale della società e ha diritto ad essere protetta dalla società e dallo Stato.
  17. Ogni individuo ha il diritto ad avere una proprietà sua personale o in comune con altri. Nessun individuo potrà essere arbitrariamente privato della sua proprietà.
  18. Ogni individuo ha diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione; tale diritto include la libertà di cambiare di religione o di credo, e la libertà di manifestare, isolatamente o in comune, e sia in pubblico che in privato, la propria religione o il proprio credo nell’insegnamento, nelle pratiche, nel culto e nell’osservanza dei riti.
  19. Ogni individuo ha diritto alla libertà di opinione e di espressione incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere.
  20. Ogni individuo ha diritto alla libertà di riunione e di associazione pacifica. Nessuno può essere costretto a far parte di un’associazione.
  21. Ogni individuo ha diritto di partecipare al governo del proprio paese, sia direttamente, sia attraverso rappresentanti liberamente scelti. Ogni individuo ha diritto di accedere in condizioni di eguaglianza ai pubblici impieghi del proprio paese. La volontà popolare è il fondamento dell’autorità del governo; tale volontà deve essere espressa attraverso periodiche e veritiere elezioni, effettuate a suffragio universale ed eguale, ed a voto segreto, o secondo una procedura equivalente di libera votazione.
  22. Ogni individuo, in quanto membro della società, ha diritto alla sicurezza sociale, nonché alla realizzazione attraverso lo sforzo nazionale e la cooperazione internazionale ed in rapporto con l’organizzazione e le risorse di ogni Stato, dei diritti economici, sociali e culturali indispensabili alla sua dignità ed al libero sviluppo della sua personalità.
  23. Ogni individuo ha diritto al lavoro, alla libera scelta dell’impiego, a giuste e soddisfacenti condizioni di lavoro ed alla protezione contro la disoccupazione. Ogni individuo, senza discriminazione, ha diritto ad eguale retribuzione per eguale lavoro. Ogni individuo che lavora ha diritto ad una remunerazione equa e soddisfacente che assicuri a lui stesso e alla sua famiglia una esistenza conforme alla dignità umana ed integrata, se necessario, da altri mezzi di protezione sociale. Ogni individuo ha diritto di fondare dei sindacati e di aderirvi per la difesa dei propri interessi.
  24. Ogni individuo ha diritto al riposo ed allo svago, comprendendo in ciò una ragionevole limitazione delle ore di lavoro e ferie periodiche retribuite.
  25. Ogni individuo ha diritto ad un tenore di vita sufficiente a garantire la salute e il benessere proprio e della sua famiglia, con particolare riguardo all’alimentazione, al vestiario, all’abitazione, e alle cure mediche e ai servizi sociali necessari; ed ha diritto alla sicurezza in caso di disoccupazione, malattia, invalidità, vedovanza, vecchiaia o in altro caso di perdita di mezzi di sussistenza per circostanze indipendenti dalla sua volontà. La maternità e l’infanzia hanno diritto a speciali cure ed assistenza. Tutti i bambini, nati nel matrimonio o fuori di esso, devono godere della stessa protezione sociale.
  26. Ogni individuo ha diritto all’istruzione. L’istruzione deve essere gratuita almeno per quanto riguarda le classi elementari e fondamentali. L’istruzione elementare deve essere obbligatoria. L’istruzione tecnica e professionale deve essere messa alla portata di tutti e l’istruzione superiore deve essere egualmente accessibile a tutti sulla base del merito. L’istruzione deve essere indirizzata al pieno sviluppo della personalità umana ed al rafforzamento del rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Essa deve promuovere la comprensione, la tolleranza, l’amicizia fra tutte le Nazioni, i gruppi razziali e religiosi, e deve favorire l’opera delle Nazioni Unite per il mantenimento della pace. I genitori hanno diritto di priorità nella scelta del genere di istruzione da impartire ai loro figli.
  27. Ogni individuo ha diritto di prendere parte liberamente alla vita culturale della comunità, di godere delle arti e di partecipare al progresso scientifico ed ai suoi benefici. Ogni individuo ha diritto alla protezione degli interessi morali e materiali derivanti da ogni produzione scientifica, letteraria e artistica di cui egli sia autore.
  28. Ogni individuo ha diritto ad un ordine sociale e internazionale nel quale i diritti e le libertà enunciati in questa Dichiarazione possano essere pienamente realizzati.
  29. Ogni individuo ha dei doveri verso la comunità, nella quale soltanto è possibile il libero e pieno sviluppo della sua personalità. Nell’esercizio dei suoi diritti e delle sue libertà, ognuno deve essere sottoposto soltanto a quelle limitazioni che sono stabilite dalla legge per assicurare il riconoscimento e il rispetto dei diritti e delle libertà degli altri e per soddisfare le giuste esigenze della morale, dell’ordine pubblico e del benessere generale in una società democratica. Questi diritti e queste libertà non possono in nessun caso essere esercitati in contrasto con i fini e principi delle Nazioni Unite.
  30. Nulla nella presente Dichiarazione può essere interpretato nel senso di implicare un diritto di un qualsiasi Stato, gruppo o persona di esercitare un’attività o di compiere un atto mirante alla distruzione di alcuno dei diritti e delle libertà in essa enunciati.
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Il Cirque du Soleil è un famoso circo di particolare rilevanza artistica che nei suoi numeri non utilizza animali ma solo artisti di mimo, acrobati e giocolieri.

Nasce a Montreal, in Quebec, quando un gruppo di artisti di strada decidono di dare una nuova identità alla loro passione. Sotto la guida di Guy Laliberté inventano con creatività ed innovazione un nuovo stile di intrattenimento ed emozione. Il Cirque du Soleil ha al suo seguito circa 4000 dipendenti, tra i quali 1000 artisti, provenienti da 40 paesi del mondo. Le sue rappresentazioni si articolano su sette impianti stabili e sette itineranti per il mondo.

Gli spettacoli, tutti a tema e tutti diversi, si articolano in un unico percorso che attraversa diverse scene, con criteri completamente differenti dalle rappresentazioni circensi tradizionali.

Gran parte degli artisti provengono dalle più titolate scuole circensi russe e cinesi, e si sono poi amalgamati nel tempo allo stile del Cirque du Soleil.
Anche le musiche, prodotte esclusivamente per il circo ed i suoi spettacoli, sono ben diverse da quelle tradizionali. Composte, tra gli altri, da René Dupéré e Benoît Jutras, le colonne sonore di ogni show sono completamente differenti una dall’altra.

Chi volesse visitare il sito ufficiale, scoprendo già un po’ di magia, può cliccare qui.

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NEI GHETTI D´ITALIA QUESTO NON È UN UOMO
di  ADRIANO SOFRI

Di nuovo, considerate di nuovo
Se questo è un uomo,
Come un rospo a gennaio,
Che si avvia quando è buio e nebbia
E torna quando è nebbia e buio,
Che stramazza a un ciglio di strada,
Odora di kiwi e arance di Natale,
Conosce tre lingue e non ne parla nessuna,
Che contende ai topi la sua cena,
Che ha due ciabatte di scorta,
Una domanda d´asilo,
Una laurea in ingegneria, una fotografia,
E le nasconde sotto i cartoni,
E dorme sui cartoni della Rognetta,
Sotto un tetto d´amianto,
O senza tetto,
Fa il fuoco con la monnezza,
Che se ne sta al posto suo,
In nessun posto,
E se ne sbuca, dopo il tiro a segno,
“Ha sbagliato!”,
Certo che ha sbagliato,
L´Uomo Nero
Della miseria nera,
Del lavoro nero, e da Milano,
Per l´elemosina di un´attenuante
Scrivono grande: NEGRO,
Scartato da un caporale,
Sputato da un povero cristo locale,
Picchiato dai suoi padroni,
Braccato dai loro cani,
Che invidia i vostri cani,
Che invidia la galera
(Un buon posto per impiccarsi)
Che piscia coi cani,
Che azzanna i cani senza padrone,
Che vive tra un No e un No,
Tra un Comune commissariato per mafia
E un Centro di Ultima Accoglienza,
E quando muore, una colletta
Dei suoi fratelli a un euro all´ora
Lo rimanda oltre il mare, oltre il deserto
Alla sua terra – “A quel paese!”
Meditate che questo è stato,
Che questo è ora,
Che Stato è questo,
Rileggete i vostri saggetti sul Problema
Voi che adottate a distanza
Di sicurezza, in Congo, in Guatemala,
E scrivete al calduccio, né di qua né di là,
Né bontà, roba da Caritas, né
Brutalità, roba da affari interni,
Tiepidi, come una berretta da notte,
E distogliete gli occhi da questa
Che non è una donna
Da questo che non è un uomo
Che non ha una donna
E i figli, se ha figli, sono distanti,
E pregate di nuovo che i vostri nati
Non torcano il viso da voi.

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