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	<title>MaurizioWebLog &#187; Arte, Musica e Letture</title>
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	<description>Il Blog di Maurizio Delladio</description>
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		<title>L’AMACA del 26/06/2011 (Michele Serra)</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Jun 2011 14:43:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurizio Delladio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non è sempre facile capire che cosa vuole dire esattamente Tonino Di Pietro. Tentando la traduzione dall’italiano all’italiano, diciamo che è toccato a lui, dopo la felice parentesi del voto amministrativo e del referendum, riportarci alla realtà di sempre. E la realtà di sempre è che la politica la fanno i politici, disponendo dei nostri <a href='http://www.delladio.it/wordpress/l%e2%80%99amaca-del-26062011-michele-serra-%c2%ab-triskel182.html'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non è sempre facile capire che cosa vuole dire esattamente Tonino Di Pietro. Tentando la traduzione dall’italiano all’italiano, diciamo che è toccato a lui, dopo la felice parentesi del voto amministrativo e del referendum, riportarci alla realtà di sempre. E la realtà di sempre è che la politica la fanno i politici, disponendo dei nostri voti come gli pare più opportuno, usandoli per litigare o per riaffermare una leadership o per ammonire un rivale (Vendola) anche quando nemmeno uno di quei voti gli era stato dato per quei fini.</p>
<p>È durata poco l’illusione che un elettorato vasto e unito, molto poco interessato alle beghe di partito, fosse davvero riuscito a “dettare l’agenda” al centrosinistra, e dunque, in primo luogo, a mettere in guardia i suoi leader sull’insopportabile propensione alle meschinità di bottega. Di Pietro ha chiuso la pagina delle illusioni e riaperto quelle delle certezze. Litigheranno, così come hanno sempre litigato. Dimenticheranno di avere vinto i referendum per merito quasi esclusivo dei comitati per l’acqua pubblica (oscuri, valorosi cittadini).</p>
<p>Dimenticheranno di avere vinto le amministrative perché (quasi per puro caso) le loro liti sono state messe in second’ordine da candidati di valore e da un vero e proprio moto popolare. Di Pietro ha il merito di averci evitato un’illusione troppo duratura.</p>
<p>Da La Repubblica del 26/06/2011.</p>
<p>via <a href="http://triskel182.wordpress.com/2011/06/26/lamaca-del-26062011-michele-serra-2/" target="_blank">L’AMACA del 26/06/2011 (Michele Serra). « Triskel182</a>.</p>
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		<title>Boris Vian</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Mar 2011 23:48:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurizio Delladio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte, Musica e Letture]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
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		<description><![CDATA[Boris Vian è nato in Francia a Ville d’Avray nel 1920 ed è stato un ingegnere, scrittore, poeta e musicista francese. Appassionato di iazz suonava la tromba ed era amico di Duke Ellington e di Miles Davis. Malato di cuore fin dalla nascita, morì di infarto ad appena 39 anni. E&#8217; noto soprattutto per la sua <a href='http://www.delladio.it/wordpress/boris-vian.html'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.delladio.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/03/kepi.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1454" title="kepi" src="http://www.delladio.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/03/kepi.jpg" alt="" width="358" height="480" /></a> Boris Vian è nato in Francia a Ville d’Avray nel 1920 ed è stato un ingegnere, scrittore, poeta e musicista francese. Appassionato di iazz suonava la tromba ed era amico di Duke Ellington e di Miles Davis. Malato di cuore fin dalla nascita, morì di infarto ad appena 39 anni.</p>
<p>E&#8217; noto soprattutto per la sua canzone &#8220;Le déserteur&#8221;, scritta durante la guerra d&#8217;Algeria nel 1954 ed interpretata da diversi artisti internazionali.</p>
<p>Disse di se:</p>
<p><em>&#8220;Sono nato, casualmente, il dieci marzo 1920 sulla porta di una clinica ostetrica che era chiusa per uno sciopero contro il calo delle nascite. Mia madre era rimasta incinta non ricordo se per via delle opere o proprio per opera di Paul Claudel (da quel tempo non lo reggo e non lo leggo), comunque la mamma era al tredicesimo mese e non poteva certo aspettare il concordato. Un prete, un sant&#8217;uomo che passava di lì, mi raccolse e immediatamente mi riposò: in effetti pesavo un casino!! (è da allora che soffro della mia ben nota aspersoriofobia). Fortunatamente una lupa affamata, che aveva appena dato la luce a Pierre Hervé (ho, quindi, esattamente la sua stessa età, cosa in perfetto accordo con le teorie di Einstein relative alla simultaneità) la lupa mi prese sotto la sua protezione e mi diede qualcosa da bere. Crescevo in forza e saggezza ma rimanevo molto brutto benché adornato da un sistema pilifero discontinuo, ma sempre molto, molto sviluppato. Infatti avevo la testa della Vittoria di Samotracia. A sette anni, entrai alla Scuola Centrale e ne uscii tre anni più tardi, nel 1942 completamente fuori di testa per l&#8217;idrodinamica del corso del sig. Bergeron.</em></p>
<p><em>Certo allora non prevedevo che dodici anni dopo, nel 1946&#8230;</em></p>
<p><em>Ma non anticipiamo i fatti.</em></p>
<p><em>Nel 1938 cominciai a studiare la trombetta a rosolio e immediatamente raggiunsi il livello di Armstrong, la mollai subito per non privare il poveretto della pagnotta: a causa dei soliti pregiudizi razziali ero avvantaggiato, la mia pigmentazione verde offriva un effetto piacevole.</em></p>
<p><em>Poi, tutt&#8217;a un tratto, la mia fisionomia prese a trasformarsi e mi misi ad assomigliare a Boris Vian, da ciò il mio nome.</em></p>
<p><em>Senza entrare nei dettagli, vi segnalo che in un&#8217;epoca indeterminata della mia vita sono stato tre anni e mezzo rinchiuso all&#8217;Associazione Francese di Normalizzazione, distrutta, in seguito, da un incendio provocato dalle cure di Jacques Lemarchand, nascosto tra due parentesi.</em></p>
<p><em>Raimond Queneau mi incontrò mentre pescavo con la lenza, sport che per altro non pratico, e sedotto dal mio drive mi propose una battuta di caccia. Cosa che feci. Il resto appartiene alla storia. Sono un metro e ottantasei a piedi nudi e peso molto e metto al primo posto le opere di Alfred Jarry, la fornicazione, Un Rude Hiver e la mia beneamata sposa. Non dimentico, anche se vengono dopo: la musica di New Orleans, Dube Ellington, Lana Turner, Ann Sheridan, le sinfonie del Commodoro W. Spotlight per doppia campana e petroletta d&#8217;armonia, la pittura a olio che pratico con felicità rara, i baffoni del mio venerato Jean Rostand. Le ragazze dei Jazz-Club universitari (soprattutto quella bionda col vestito verde&#8230; va beh, lasciamo stare). Mi piace anche il Two-Beat (e questa non è un&#8217;allusione sessuale) e anche la Mere Chaput. Detesto Paul Claudel (l&#8217;ho già detto, ma è piacevole ripeterlo ed è per questo che non ho mai letto nulla di suo), aborrisco anche le Grand Meaulnes, Alain (non mio fratello, che è un tipo completamente fuori), Peguy, il violoncello jazz come lo suonano i francesi, le opere di immaginazione, le bugie, gli apparecchi di piccolo formato, Ivan il Terribile, Leonard Father, Edgar Jackson, Le Dictateur, Dumont d&#8217;Urville (esagero. In fondo non me ne frega niente di lui). Odio anche: Monseigneur Suhard e il papa. Barbotin, mi piace molto. Invece non mi piace il davanti piatto (questo nelle donne), poi l&#8217;invidia e la merda salvo quando son ben preparate. Inoltre sto cercando un appartamento di cinque stanze con tutti i confort. Ho avuto una vita movimentata ma sono pronto a ricominciare!!!&#8221;</em></p>
<h4>Le Deserteur (1954)</h4>
<p>In piena facoltà, Egregio Presidente, le scrivo la presente che spero leggerà.<br />
La cartolina qui mi dice terra terra di andare a far la guerra quest&#8217;altro lunedì.<br />
Ma io non sono qui, Egregio Presidente, per ammazzar la gente più o meno come me.<br />
Io non ce l&#8217;ho con Lei, sia detto per inciso, ma sento che ho deciso e che diserterò.<br />
Ho avuto solo guai da quando sono nato e i figli che ho allevato han pianto insieme a me.<br />
Ma mamma e mio papà ormai son sotto terra e a loro della guerra non gliene fregherà.<br />
Quand&#8217;ero in prigionia qualcuno m&#8217;ha rubato mia moglie e il mio passato, la mia migliore età.<br />
Domani mi alzerò e chiuderò la porta sulla stagione morta e mi incamminerò.<br />
Vivrò di carità sulle strade di Spagna, di Francia e di Bretagna e a tutti griderò<br />
di non partire più e di non obbedire per andare a morire per non importa chi.<br />
Per cui se servirà del sangue ad ogni costo, andate a dare il vostro, se vi divertirà.<br />
E dica pure ai suoi, se vengono a cercarmi, che possono spararmi, io armi non ne ho.</p>
<p>Il primo ad interpretarla in italiano fu Luigi Tenco che la intitolò &#8220;Padroni della terra&#8221; mentre cliccando su questo <a href="http://www.ecn.org/gabrio/Download/il_disertore.mp3">link</a> potete ascoltarne la versione di <a href="http://www.ecn.org/gabrio/Download/il_disertore.mp3">Ivano Fossati</a>.</p>
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		<title>Non siete Stato voi&#8230;</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Mar 2011 15:18:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurizio Delladio</dc:creator>
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<p>.</p>
<p>Non siete Stato voi che parlate di libertà come si parla di una notte brava dentro i lupanari.<br />
Non siete Stato voi che trascinate la nazione dentro il buio ma vi divertite a fare i luminari.<br />
Non siete Stato voi che siete uomini di polso forse perché circondati da una manica di idioti.<br />
Non siete Stato voi che sventolate il tricolore come in curva e tanto basta per sentirvi patrioti.<br />
Non siete Stato voi né il vostro parlamento di idolatri pronti a tutto per ricevere un&#8217;udienza.<br />
Non siete Stato voi che comprate voti con la propaganda ma non ne pagate mai la conseguenza.<br />
Non siete Stato voi che stringete tra le dita il rosario dei sondaggi sperando che vi rinfranchi.<br />
Non siete Stato voi che risolvete il dramma dei disoccupati andando nei salotti a fare i saltimbanchi.<br />
Non siete Stato voi. Non siete Stato, voi.</p>
<p>Non siete Stato voi, uomini boia con la divisa che ammazzate di percosse i detenuti.<br />
Non siete Stato voi con gli anfibi sulle facce disarmate prese a calci come sacchi di rifiuti.<br />
Non siete Stato voi che mandate i vostri figli al fronte come una carogna da una iena che la spolpa.<br />
Non siete Stato voi che rimboccate le bandiere sulle bare per addormentare ogni senso di colpa.<br />
Non siete Stato voi maledetti forcaioli impreparati, sempre in cerca di un nemico per la lotta.<br />
Non siete Stato voi che brucereste come streghe gli immigrati salvo venerare quello nella grotta.<br />
Non siete Stato voi col busto del duce sugli scrittoi e la costituzione sotto i piedi.<br />
Non siete Stato voi che meritereste d&#8217;essere estripati come la malerba dalle vostre sedi.<br />
Non siete Stato voi. Non siete Stato, voi.</p>
<p>Non siete Stato voi che brindate con il sangue di chi tenta di far luce sulle vostre vite oscure.<br />
Non siete Stato voi che vorreste dare voce a quotidiani di partito muti come sepolture.<br />
Non siete Stato voi che fate leggi su misura come un paio di mutande a seconda dei genitali.<br />
Non siete Stato voi che trattate chi vi critica come un randagio a cui tagliare le corde vocali.</p>
<p>Non siete Stato voi, servi, che avete noleggiato costumi da sovrani con soldi immeritati,<br />
siete voi confratelli di una loggia che poggia sul valore dei privilegiati<br />
come voi che i mafiosi li chiamate eroi e che il corrotto lo chiamate pio<br />
e ciascuno di voi, implicato in ogni sorta di reato fissa il magistrato e poi giura su Dio:</p>
<p>&#8216;Non sono stato io&#8217;.</p>
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		<title>Yellow shark &#8211; Get ready to Zappa!</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Jan 2011 06:31:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurizio Delladio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte, Musica e Letture]]></category>
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		<description><![CDATA[The Yellow Shark, oltre ad essere l&#8217;ultimo disco di Frank Zappa, pubblicato pochi mesi prima della sua morte nel 1993, è anche un progetto/percorso iniziato nel 1991  e realizzato dallo Zio Frank insieme ad un gruppo da camera tedesco, l&#8217;Ensemble Modern, diretto da Peter Rundel e specializzato in avanguardia contemporanea. Da questo progetto scaturirono una <a href='http://www.delladio.it/wordpress/yellow-shark-get-ready-to-zappa-2.html'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.delladio.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/01/The_Yellow_Shark.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1351" title="The_Yellow_Shark" src="http://www.delladio.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/01/The_Yellow_Shark-300x268.jpg" alt="" width="240" height="214" /></a>The Yellow Shark, oltre ad essere l&#8217;ultimo disco di Frank Zappa, pubblicato pochi mesi prima della sua morte nel 1993, è anche un progetto/percorso iniziato nel 1991  e realizzato dallo Zio Frank insieme ad un gruppo da camera tedesco, l&#8217;Ensemble Modern, diretto da Peter Rundel e specializzato in avanguardia contemporanea.</p>
<p>Da questo progetto scaturirono una serie di concerti che ebbero luogo a Berlino, Vienna e Francoforte, riscuotendo notevole gradimento di critica e pubblico.</p>
<p>I concerti furono registrati con elevata qualità audio su 96 piste e tali registrazioni affiancarono quelle già effettuate in studio.</p>
<p>Si tratta della rivisitazione di alcuni brani di Frank Zappa quali Uncle Meat, Dog Breath Variation e pezzi nuovi composti dal maestro espressamente per orchestra.</p>
<p>Questa che si può quindi considerare l’opera di addio del grande artista rock americano, completata pochi mesi prima della sua morte, viene presentata in Italia per la prima volta il <a href="http://www.auditorium.com/eventi/4980065" target="_blank">4 febbraio 2011 all&#8217;Auditorio Parco della Musica di Roma</a> con la direzione  di uno degli ultimi collaboratori di Zappa, Jonathan Stockhammer (Ensemble Modern), la partecipazione del performer e straordinario vocalist  David Moss  e il Pmce Parco della Musica Contemporanea Ensemble, presente nella sua massima estensione orchestrale.</p>
<p>In questa occasione verranno inoltre presentati due brani postumi del Zio Frank mai eseguiti dal vivo.</p>
<p>Grazie al mio vate, <a href="http://www.facebook.com/camarillobruno" target="_blank">Camarillo Bruno Zee (O&#8217; Brian)</a>, avrò il piacere di partecipare all&#8217;evento, e colgo quindi l&#8217;occasione per sinceramente ringraziarlo.</p>

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<p>.</p>

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		<title>Area Reunion</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Dec 2010 22:32:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurizio Delladio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Gli Area sono stati un gruppo musicale esponente di un genere musicale non proprio definito, riconducibile al jazz, alla musica sperimentale, a quella elettronica ed alla fusion, generalmente collocato nell&#8217;ambito del rock progressivo. Esponenti di spicco di questo genere erano noti anche per la natura socio/politica dei loro testi. Simbolo e cuore del gruppo era <a href='http://www.delladio.it/wordpress/area-reunion.html'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.delladio.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/12/demetriostratos.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1255" title="demetriostratos" src="http://www.delladio.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/12/demetriostratos.jpg" alt="" width="234" height="258" /></a>Gli Area sono stati un gruppo musicale esponente di un genere musicale non proprio definito, riconducibile al jazz, alla musica sperimentale, a quella elettronica ed alla fusion, generalmente collocato nell&#8217;ambito del rock progressivo.</p>
<p>Esponenti di spicco di questo genere erano noti anche per la natura socio/politica dei loro testi.<br />
Simbolo e cuore del gruppo era Demetrio Stratos (voce, organo e steel drums) già componente de &#8220;I Ribelli&#8221; che intraprese con questa formazione un percorso completamente nuovo.</p>
<p>Nato ad Alessandria d&#8217;Egitto nel 1945 da una famiglia cristiano-ortodossa, Eustratios Demetriou passò i primi anni della sua vita studiando pianoforte e fisarmonica al Conservatorio di Atene, seguendo percorsi musicali vicini alla musica bizantina ed araba. Nel 1956, quando in Egitto prese il potere Nasser instaurando un governo di ispirazione socialista, la famiglia andò a vivere a Cipro e Demetrio venne naturalizzato cittadino greco.</p>
<p>Agli inizi degli anni 60, Demetrio si trasferisce a Milano dove si iscrive alla Facoltà di Architettura e nel 1972 fonda il gruppo degli Area &#8211; International POPular Group.</p>
<p>Gli Area sono stati uno dei gruppi più rappresentativi del rock progressivo ed hanno conseguito successo e fama in Italia ed all&#8217;estero.</p>
<p>Già dal loro primo album,  Arbeit Macht Frei, il cui titolo riporta l&#8217;ironico e cudele messaggio che sormontava spesso l&#8217;ingresso dei campi di sterminio nazisti e che significa &#8220;il lavoro rende liberi&#8221;, raccolgono notevoli consensi. Ed il brano che apre l&#8217;album, Luglio, Agosto, Settembre (nero) è, almeno per me, un ottimo condensato della loro musica e del loro pensiero.</p>

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<p>.<br />
Con gli Area resta fino al 1978 per poi dedicarsi, da solista, alla ricerca vocale, fonetica e alla sua sperimentazione, realizzando un&#8217;ampia discografia e varie collaborazioni. Alla fine degli anni 70 è colpito da una grave forma di anemia che lo portò alla morte nel giro di pochi mesi ed a soli 34 anni.</p>
<p>Negli anni successivi si diede luogo a diverse reunion del gruppo, più o meno fortunate, ma solo nel 2009 tornano in tour alcuni componenti della vecchia formazione.</p>
<p>Seppure con l&#8217;assenza del grande Demetrio e della batteria di Giulio Capiozzo, tre componenti del gruppo originario, Patrizio Fariselli, Paolo Tofani e Ares Tavolazzi, propongono oggi non solo i brani storici che resero il  gruppo celebre in tutto il mondo negli anni settanta ma anche tutto il loro personale repertorio artistico e umano.</p>

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		<title>Piazza Fontana 12 dicembre 1969</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Dec 2010 16:22:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurizio Delladio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cade oggi il 41 anniversario della strage di Piazza Fontana a Milano. Il 12 dicembre del 1969, una bomba posta all&#8217;interno della Banca Nazionale dell&#8217;Agricoltura, causò la morte di 16 persone ed il ferimento di altre 88. Questa strage segnò l&#8217;inizio di quella che si suol definire la strategia della tensione, che continuò per molti <a href='http://www.delladio.it/wordpress/piazza-fontana-12-dicembre-1969.html'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.delladio.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/12/pinelli.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1243" title="pinelli" src="http://www.delladio.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/12/pinelli.jpg" alt="" width="215" height="320" /></a>Cade oggi il 41 anniversario della strage di Piazza Fontana a Milano. Il 12 dicembre del 1969, una bomba posta all&#8217;interno della Banca Nazionale dell&#8217;Agricoltura, causò la morte di 16 persone ed il ferimento di altre 88.</p>
<p>Questa strage segnò l&#8217;inizio di quella che si suol definire la strategia della tensione, che continuò per molti anni fino al 1984, con altri analoghi episodi cruenti.</p>
<p>L&#8217;obiettivo di tale strategia era quello di destabilizzare, attraverso la paura, la situazione politica italiana e la democrazia.</p>
<p>Ed è ormai universalmente riconosciuto il ruolo fondamentale in questa operazione, oltre che di gruppi neofascisti, di servizi segreti italiani ed esteri. La crescente paura e l&#8217;esautorazione delle Istituzioni avrebbero condotto l&#8217;opinione pubblica alla passiva accettazione di uno stato di polizia. Contestualmente si tentava di attribuire la responsabilità di tali efferati crimini ad organizzazioni dell&#8217;estrema sinistra, nel tentativo storicamente più volte perpetrato, di allontanare il consenso dell&#8217;opinione pubblica dai comunisti.</p>
<p>E&#8217; purtroppo di questi giorni la notizia che una recente sentenza ha scagionato tutti i neofascisti imputati per la strage di Piazza della Loggia a Brescia, altro episodio della stessa strategia.</p>
<p>Molti di questi vergognosi episodi sono inoltre stati coperti dal Segreto di Stato che prevede la non divulgazione degli elementi di indagine per un periodo di trenta anni. Se si vuole ulteriormente rabbrividire, si consideri che è attualmente in discussione una proposta di legge a firma Granata che propone la reiterazione di tale &#8220;garanzia di Stato&#8221; anche dopo la scadenza dei trenta anni.</p>
<p>Trascurando il disgusto che tali ipotesi di reiterazione possono produrre in ogni cittadino onesto e tornando alla strage di Piazza Fontana, bisogna ricordare che, nonostante siano oggi acclarate le responsabilità sull&#8217;evento di neofascisti e servizi segreti, le prime indagini condotte, cercarono di ribaltare tali responsabilità sulla sinistra.</p>
<p>Ed il primo degli &#8220;eletti&#8221; fu il ferroviere anarchico Giuseppe Pinelli che fu &#8220;suicidato&#8221; in questura a Milano, quattro giorni dopo la strage, il 16 dicembre 1969.</p>
<p>Il cortometraggio che segue, a regia di Elio Petri, fu realizzato nel 1970 con la partecipazione di Gian Maria Volonté, Giancarlo Dettori, Renzo Montagnani ed altri. La durata è di 25 minuti ed il formato originale è su  pellicola 16 mm.</p>

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		<title>Chacun de vous est concerné</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Nov 2010 20:51:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurizio Delladio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte, Musica e Letture]]></category>
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		<description><![CDATA[Dominique Grange è una cantante francese nata a Lione nel 1940. È la compagna del disegnatore Jacques Tardi. Sono sue numerose canzoni di lotta che hanno accompagnato il Maggio francese, fra le quali il celebre inno &#8220;À bas l&#8217;État policier&#8221;. Ha aderito per un lungo periodo alla Gauche prolétarienne ed è militante della Confédération nationale <a href='http://www.delladio.it/wordpress/chacun-de-vous-est-concerne.html'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.delladio.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/11/dominique.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1220" title="dominique" src="http://www.delladio.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/11/dominique-300x222.jpg" alt="" width="210" height="155" /></a> Dominique Grange è una cantante francese nata a Lione nel 1940.<br />
È la compagna del disegnatore Jacques Tardi. Sono sue numerose canzoni di lotta che hanno accompagnato il Maggio francese, fra le quali il celebre inno &#8220;À bas l&#8217;État policier&#8221;.</p>
<p>Ha aderito per un lungo periodo alla Gauche prolétarienne ed è militante della Confédération nationale du travail.</p>
<p>La canzone del video, &#8220;Chacun de vous est concerné&#8221;, è l&#8217;originale canzone del Maggio francese a cui si è liberamente ispirato Fabrizio De André per la realizzazione della sua &#8220;Canzone del Maggio&#8221;, contenuta nell&#8217;album &#8220;Storia di un impiegato&#8221;.</p>
<p>I fatti di questi giorni, le proteste studentesche per i vergognosi tagli della Gelmini e di Tremonti me ne rinfrescano, con una certa speranza, il ricordo. Allora come ora il capitalismo, ancora non spietato come oggi, era l&#8217;obiettivo delle proteste ed il movimento studentesco una delle forze trainanti della rivolta&#8230; Chissà&#8230;</p>

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<p>.</p>
<p>Même si le mois de mai / Ne vous a guère touché / Même s’il n’y a pas eu / De manif dans votre rue / Même si votre voiture / N’a pas été incendiée / Même si vous vous en foutez / Chacun de vous est concerné</p>
<p>Même si vous avez feint / De croire qu’il ne se passait rien / Quand dans le pays entier / Les usines s’arrêtaient / Même si vous n’avez rien fait / Pour aider ceux qui luttaient / Même si vous vous en foutez / Chacun de vous est concerné</p>
<p>Même si vous avez fermé / Votre porte à notre nez / Une nuit que nous avions / Les CRS aux talons / Si vous nous avez laissé / Matraqués sur le palier / Même si vous vous en foutez / Chacun de vous est concerné</p>
<p>Même si dans votre ville / Tout est bien resté tranquille / Sans pavés sans barricades / Sans blessés et sans grenades / Même si vous avez gobé / Ce que disait la télé / Même si vous vous en foutez / Chacun de vous est concerné</p>
<p>Même si vous croyez maintenant / Que tout est bien comme avant / Parce que vous avez voté / L’ordre et la sécurité / Même si vous ne voulez pas / Que bientôt on remette ça / Même si vous vous en foutez / Chacun de vous est concerné</p>
<p><em>(traduzione)</em></p>
<p>Anche se il mese di maggio / non vi ha molto toccati / anche se non avete avuto / manifestazioni nella vostra strada / anche se la vostra automobile / non è stata incendiata / anche se ve ne siete fottuti / ciascuno di voi è coinvolto</p>
<p>Anche se avete finto / di credere che non fosse successo niente / quando nell&#8217;intero paese / le fabbriche si sono fermate / anche se voi non avete fatto niente / per aiutare chi stava lottando / anche se ve ne siete fottuti / ciascuno di voi è coinvolto</p>
<p>Anche se ci avete chiuso / le vostre porte in faccia / la notte che avevamo / la polizia alle calcagna / se voi ci avete lasciato / massacrare sul vostro pianerottolo / anche se ve ne siete fottuti / ciascuno di voi è coinvolto</p>
<p>Anche se nelle vostre città / tutto è rimasto tranquillo / senza sampietrini senza barricate / senza feriti e senza granate / anche se vi siete bevuti / quel che ha detto la televisione / anche se ve ne siete fottuti / ciascuno di voi è coinvolto</p>
<p>Anche se adesso credete / che tutto vada bene come prima / perché avete votato / l&#8217;ordine e la sicurezza / anche se non volete / che tra poco ricominciamo / anche se ve ne siete fottuti / ciascuno di voi è coinvolto.</p>
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		<title>Le Mine Vaganti di Ozpetek</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Nov 2010 00:05:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurizio Delladio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte, Musica e Letture]]></category>
		<category><![CDATA[integrazione]]></category>
		<category><![CDATA[libertà]]></category>
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		<description><![CDATA[Mine Vaganti di Ferzan Ozpetek mi è piaciuto moltissimo. L&#8217;ho visto con imperdonabile ritardo ma ne consiglio a tutti la visione. Il racconto delle vicende di una famiglia borghese del Salento in un film di una tolleranza ed una delicatezza uniche, in questa italietta ben poco incline alle diversità e all&#8217;originalità dei comportamenti e del <a href='http://www.delladio.it/wordpress/le-mine-vaganti-di-ozpetek.html'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.delladio.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/11/mine_vaganti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1186" title="mine_vaganti" src="http://www.delladio.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/11/mine_vaganti-240x300.jpg" alt="" width="144" height="180" /></a>Mine Vaganti di Ferzan Ozpetek mi è piaciuto moltissimo. L&#8217;ho visto con imperdonabile ritardo ma ne consiglio a tutti la visione.<br />
Il racconto delle vicende di una famiglia borghese del Salento in un film di una tolleranza ed una delicatezza uniche, in questa italietta ben poco incline alle diversità e all&#8217;originalità dei comportamenti e del pensiero.</p>
<p>Scritto dal regista italo-turco per essere ambientato semplicemente lontano da Roma, sembra aver trovato in una magica Lecce la sua ambientazione d&#8217;elezione, nei colori e nella luce che bene questi luoghi sanno partecipare. Un film che riesce a devastare, seppure in modo del tutto incruento, apparenze, forme e sostanze del più becero luogo comune.</p>
<p>E ciò che impreziosisce il film e lo rende unico è la capacità del suo regista di offrire l&#8217;essenza di queste mine vaganti, attraverso quadretti minimali, quasi scatti fotografici, offerti qua e la che riescono a condensare in una immagine gli aspetti fondamentali di ciascuno dei personaggi. Quadretti che sembrano ostentatamente nascosti ed ai quali basta offrire attenzione per trovare senza sforzo la chiave di lettura dei personaggi</p>
<p>Un paio di citazioni fra le tante:</p>
<ul>
<li><em>Non devi avere paura di lasciare, tanto le cose importanti nella vita non ti lasceranno mai.</em></li>
<li><em>La mina vagante se n&#8217;è andata. Così mi chiamavate, pensando che non vi sentissi. Ma le mine vaganti servono a portare il disordine, a prendere le cose e a metterle in posti dove nessuno voleva farcele stare, a scombinare tutto, a cambiare piani.</em></li>
</ul>
<p><em>
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		<title>Draquila &#8211; L&#8217;Italia che trema</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Nov 2010 19:15:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurizio Delladio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Volevo informare tutti coloro che fossero interessati che dal sito ufficiale di Sabina Guzzanti o direttamente sulla pagina del film è possibile acquistare, con un contributo minimo di 1 euro, una copia del film Draquila &#8211; L&#8217;Italia che trema, in formato mp4 ad alta qualità. Il film documentario, proiettato in esclusiva il 5 maggio scorso <a href='http://www.delladio.it/wordpress/draquila-litalia-che-trema.html'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.delladio.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/11/draquila-l-italia-che-trema.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1178" title="draquila-l-italia-che-trema" src="http://www.delladio.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/11/draquila-l-italia-che-trema-210x300.jpg" alt="" width="168" height="240" /></a>Volevo informare tutti coloro che fossero interessati che dal <a href="http://www.sabinaguzzanti.it/" target="_blank">sito ufficiale di Sabina Guzzanti</a> o direttamente sulla <a href="http://www.draquila.com/" target="_blank">pagina del film</a> è possibile acquistare, con un contributo minimo di 1 euro, una copia del film Draquila &#8211; L&#8217;Italia che trema, in formato mp4 ad alta qualità. Il film documentario, proiettato in esclusiva il 5 maggio scorso in piazza Duomo a l&#8217;Aquila, è stato presentato fuori concorso al Festival di Cannes. Un film che mette in piena luce, con dovizia di particolari, l&#8217;indegno scempio perpetrato da questo governo e dai suoi consociati ai danni di città e popolazione.</p>
<p>Con l&#8217;occasione non si può non rammentare che il 20 c.m. si terrà a l&#8217;Aquila una manifestazione nazionale della quale potete avere notizie sul sito <a href="http://www.3e32.com/main/?p=4116" target="_blank">3e32</a> e alla quale sarebbe opportuno non mancare.</p>
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		<title>Ska-P</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Oct 2010 09:29:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurizio Delladio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Gli Ska-P sono un gruppo musicale ska-punk spagnolo formatosi nel 1994 a Madrid ed attualmente in attività dopo una pausa di tre anni. È una delle più conosciute ed importanti ska-band in Europa e nel mondo (soprattutto in America Latina). Il nome del gruppo deriva dal loro genere musicale (ska e punk), ma anche da <a href='http://www.delladio.it/wordpress/ska-p.html'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.delladio.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/10/skap1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1164" title="skap1" src="http://www.delladio.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/10/skap1-300x296.jpg" alt="" width="300" height="296" /></a> Gli Ska-P sono un gruppo musicale ska-punk spagnolo formatosi nel 1994 a Madrid ed attualmente in attività dopo una pausa di tre anni. È una delle più conosciute ed importanti ska-band in Europa e nel mondo (soprattutto in America Latina).</p>
<p>Il nome del gruppo deriva dal loro genere musicale (ska e punk), ma anche da un gioco di parole: in spagnolo &#8220;Ska-P&#8221; è pronunciato escape, che significa &#8220;fuga&#8221;. La mascotte del gruppo è il gatto Lopez, un gatto randagio che la band ha preso con sé.</p>
<p>Gli Ska-P si formarono a Vallecas, un quartiere operaio nella periferia di Madrid, caratterizzato da una lunga tradizione di lotta contro la dittatura franchista. Il gruppo era inizialmente composto da Roberto Gañan Ojea (&#8220;Pulpul&#8221;) come prima voce e chitarra, Toni Escobar come chitarrista solista, Julio César Sánchez (&#8220;Julio&#8221;) al basso, &#8220;Pako&#8221; alla batteria e Alberto Javier Amado (&#8220;Kogote&#8221;) alle tastiere. Il debutto avvenne in mancanza di fondi e di possibilità economiche, ma gli Ska-P, almeno inizialmente, non si cercarono una casa discografica che li producesse, ma preferirono autoprodursi.</p>
<p>Gli Ska-P cominciarono ad esibirsi nei piccoli locali di Vallecas, ed una piccola etichetta indipendente (AZ-Records) li aiutò a diffondere il loro primo disco omonimo, uscito nel 1994. Esso fu però un flop: alla sua uscita, infatti, ne furono vendute poco più di 500 copie. La band continuò a far sentire la sua voce all&#8217;interno del quartiere accompagnando gruppi più noti e trasmettendo le loro canzoni attraverso la radio locale. Nel 1995 Toni abbandonò la band per impegni di lavoro e venne sostituito da José Miguel Redin (&#8220;Joxemi&#8221;), unico membro degli Ska-P non originario di Vallecas. Oltre a lui, entra nel gruppo Ricardo Degaldo de la Obra (&#8220;Pipi&#8221;), amico di Pulpul, che prese il ruolo di seconda voce e di showman del gruppo, ispirandosi in parte a Danilo Fatur del gruppo punk italiano dei CCCP Fedeli alla linea (all&#8217;epoca ormai già sciolto).<br />
Il successo arrivò con il secondo album, El vals del obrero, uscito nel 1996 con l&#8217;etichetta RCA Records (di proprietà della Sony BMG), specialmente con i brani Cannabis e El vals del obrero, diventati dei classici della band. Gli Ska-P aumentarono inoltre la loro popolarità partecipando al Vallekas Rock Festival, e attraverso una tournée in giro per la Spagna e la Francia.</p>
<p><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/OfBaQsBi0r8"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><param name="flashvars" value="" /><embed src="http://www.youtube.com/v/OfBaQsBi0r8" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344" flashvars=""></embed></object><br />
.<br />
Nel 1998 fu pubblicato invece l&#8217;album Eurosis, con il quale il gruppo continuò con tour in Spagna e Francia, toccando anche l&#8217;Italia (partecipando all&#8217;Arezzo Wave) e l&#8217;America Latina, esibendosi in Argentina e Messico. Il batterista Pako, che aveva abbandonato la band a metà tour, venne sostituito da Luis Miguel García (&#8220;LuisMi&#8221;).
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