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	<title>MaurizioWebLog &#187; cultura</title>
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	<description>Il Blog di Maurizio Delladio</description>
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		<title>Boris Vian</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Mar 2011 23:48:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurizio Delladio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte, Musica e Letture]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[internazionale]]></category>
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		<description><![CDATA[Boris Vian è nato in Francia a Ville d’Avray nel 1920 ed è stato un ingegnere, scrittore, poeta e musicista francese. Appassionato di iazz suonava la tromba ed era amico di Duke Ellington e di Miles Davis. Malato di cuore fin dalla nascita, morì di infarto ad appena 39 anni. E&#8217; noto soprattutto per la sua <a href='http://www.delladio.it/wordpress/boris-vian.html'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.delladio.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/03/kepi.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1454" title="kepi" src="http://www.delladio.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/03/kepi.jpg" alt="" width="358" height="480" /></a> Boris Vian è nato in Francia a Ville d’Avray nel 1920 ed è stato un ingegnere, scrittore, poeta e musicista francese. Appassionato di iazz suonava la tromba ed era amico di Duke Ellington e di Miles Davis. Malato di cuore fin dalla nascita, morì di infarto ad appena 39 anni.</p>
<p>E&#8217; noto soprattutto per la sua canzone &#8220;Le déserteur&#8221;, scritta durante la guerra d&#8217;Algeria nel 1954 ed interpretata da diversi artisti internazionali.</p>
<p>Disse di se:</p>
<p><em>&#8220;Sono nato, casualmente, il dieci marzo 1920 sulla porta di una clinica ostetrica che era chiusa per uno sciopero contro il calo delle nascite. Mia madre era rimasta incinta non ricordo se per via delle opere o proprio per opera di Paul Claudel (da quel tempo non lo reggo e non lo leggo), comunque la mamma era al tredicesimo mese e non poteva certo aspettare il concordato. Un prete, un sant&#8217;uomo che passava di lì, mi raccolse e immediatamente mi riposò: in effetti pesavo un casino!! (è da allora che soffro della mia ben nota aspersoriofobia). Fortunatamente una lupa affamata, che aveva appena dato la luce a Pierre Hervé (ho, quindi, esattamente la sua stessa età, cosa in perfetto accordo con le teorie di Einstein relative alla simultaneità) la lupa mi prese sotto la sua protezione e mi diede qualcosa da bere. Crescevo in forza e saggezza ma rimanevo molto brutto benché adornato da un sistema pilifero discontinuo, ma sempre molto, molto sviluppato. Infatti avevo la testa della Vittoria di Samotracia. A sette anni, entrai alla Scuola Centrale e ne uscii tre anni più tardi, nel 1942 completamente fuori di testa per l&#8217;idrodinamica del corso del sig. Bergeron.</em></p>
<p><em>Certo allora non prevedevo che dodici anni dopo, nel 1946&#8230;</em></p>
<p><em>Ma non anticipiamo i fatti.</em></p>
<p><em>Nel 1938 cominciai a studiare la trombetta a rosolio e immediatamente raggiunsi il livello di Armstrong, la mollai subito per non privare il poveretto della pagnotta: a causa dei soliti pregiudizi razziali ero avvantaggiato, la mia pigmentazione verde offriva un effetto piacevole.</em></p>
<p><em>Poi, tutt&#8217;a un tratto, la mia fisionomia prese a trasformarsi e mi misi ad assomigliare a Boris Vian, da ciò il mio nome.</em></p>
<p><em>Senza entrare nei dettagli, vi segnalo che in un&#8217;epoca indeterminata della mia vita sono stato tre anni e mezzo rinchiuso all&#8217;Associazione Francese di Normalizzazione, distrutta, in seguito, da un incendio provocato dalle cure di Jacques Lemarchand, nascosto tra due parentesi.</em></p>
<p><em>Raimond Queneau mi incontrò mentre pescavo con la lenza, sport che per altro non pratico, e sedotto dal mio drive mi propose una battuta di caccia. Cosa che feci. Il resto appartiene alla storia. Sono un metro e ottantasei a piedi nudi e peso molto e metto al primo posto le opere di Alfred Jarry, la fornicazione, Un Rude Hiver e la mia beneamata sposa. Non dimentico, anche se vengono dopo: la musica di New Orleans, Dube Ellington, Lana Turner, Ann Sheridan, le sinfonie del Commodoro W. Spotlight per doppia campana e petroletta d&#8217;armonia, la pittura a olio che pratico con felicità rara, i baffoni del mio venerato Jean Rostand. Le ragazze dei Jazz-Club universitari (soprattutto quella bionda col vestito verde&#8230; va beh, lasciamo stare). Mi piace anche il Two-Beat (e questa non è un&#8217;allusione sessuale) e anche la Mere Chaput. Detesto Paul Claudel (l&#8217;ho già detto, ma è piacevole ripeterlo ed è per questo che non ho mai letto nulla di suo), aborrisco anche le Grand Meaulnes, Alain (non mio fratello, che è un tipo completamente fuori), Peguy, il violoncello jazz come lo suonano i francesi, le opere di immaginazione, le bugie, gli apparecchi di piccolo formato, Ivan il Terribile, Leonard Father, Edgar Jackson, Le Dictateur, Dumont d&#8217;Urville (esagero. In fondo non me ne frega niente di lui). Odio anche: Monseigneur Suhard e il papa. Barbotin, mi piace molto. Invece non mi piace il davanti piatto (questo nelle donne), poi l&#8217;invidia e la merda salvo quando son ben preparate. Inoltre sto cercando un appartamento di cinque stanze con tutti i confort. Ho avuto una vita movimentata ma sono pronto a ricominciare!!!&#8221;</em></p>
<h4>Le Deserteur (1954)</h4>
<p>In piena facoltà, Egregio Presidente, le scrivo la presente che spero leggerà.<br />
La cartolina qui mi dice terra terra di andare a far la guerra quest&#8217;altro lunedì.<br />
Ma io non sono qui, Egregio Presidente, per ammazzar la gente più o meno come me.<br />
Io non ce l&#8217;ho con Lei, sia detto per inciso, ma sento che ho deciso e che diserterò.<br />
Ho avuto solo guai da quando sono nato e i figli che ho allevato han pianto insieme a me.<br />
Ma mamma e mio papà ormai son sotto terra e a loro della guerra non gliene fregherà.<br />
Quand&#8217;ero in prigionia qualcuno m&#8217;ha rubato mia moglie e il mio passato, la mia migliore età.<br />
Domani mi alzerò e chiuderò la porta sulla stagione morta e mi incamminerò.<br />
Vivrò di carità sulle strade di Spagna, di Francia e di Bretagna e a tutti griderò<br />
di non partire più e di non obbedire per andare a morire per non importa chi.<br />
Per cui se servirà del sangue ad ogni costo, andate a dare il vostro, se vi divertirà.<br />
E dica pure ai suoi, se vengono a cercarmi, che possono spararmi, io armi non ne ho.</p>
<p>Il primo ad interpretarla in italiano fu Luigi Tenco che la intitolò &#8220;Padroni della terra&#8221; mentre cliccando su questo <a href="http://www.ecn.org/gabrio/Download/il_disertore.mp3">link</a> potete ascoltarne la versione di <a href="http://www.ecn.org/gabrio/Download/il_disertore.mp3">Ivano Fossati</a>.</p>
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		<title>Yellow shark &#8211; Get ready to Zappa!</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Jan 2011 06:31:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurizio Delladio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte, Musica e Letture]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
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		<description><![CDATA[The Yellow Shark, oltre ad essere l&#8217;ultimo disco di Frank Zappa, pubblicato pochi mesi prima della sua morte nel 1993, è anche un progetto/percorso iniziato nel 1991  e realizzato dallo Zio Frank insieme ad un gruppo da camera tedesco, l&#8217;Ensemble Modern, diretto da Peter Rundel e specializzato in avanguardia contemporanea. Da questo progetto scaturirono una <a href='http://www.delladio.it/wordpress/yellow-shark-get-ready-to-zappa-2.html'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.delladio.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/01/The_Yellow_Shark.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1351" title="The_Yellow_Shark" src="http://www.delladio.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/01/The_Yellow_Shark-300x268.jpg" alt="" width="240" height="214" /></a>The Yellow Shark, oltre ad essere l&#8217;ultimo disco di Frank Zappa, pubblicato pochi mesi prima della sua morte nel 1993, è anche un progetto/percorso iniziato nel 1991  e realizzato dallo Zio Frank insieme ad un gruppo da camera tedesco, l&#8217;Ensemble Modern, diretto da Peter Rundel e specializzato in avanguardia contemporanea.</p>
<p>Da questo progetto scaturirono una serie di concerti che ebbero luogo a Berlino, Vienna e Francoforte, riscuotendo notevole gradimento di critica e pubblico.</p>
<p>I concerti furono registrati con elevata qualità audio su 96 piste e tali registrazioni affiancarono quelle già effettuate in studio.</p>
<p>Si tratta della rivisitazione di alcuni brani di Frank Zappa quali Uncle Meat, Dog Breath Variation e pezzi nuovi composti dal maestro espressamente per orchestra.</p>
<p>Questa che si può quindi considerare l’opera di addio del grande artista rock americano, completata pochi mesi prima della sua morte, viene presentata in Italia per la prima volta il <a href="http://www.auditorium.com/eventi/4980065" target="_blank">4 febbraio 2011 all&#8217;Auditorio Parco della Musica di Roma</a> con la direzione  di uno degli ultimi collaboratori di Zappa, Jonathan Stockhammer (Ensemble Modern), la partecipazione del performer e straordinario vocalist  David Moss  e il Pmce Parco della Musica Contemporanea Ensemble, presente nella sua massima estensione orchestrale.</p>
<p>In questa occasione verranno inoltre presentati due brani postumi del Zio Frank mai eseguiti dal vivo.</p>
<p>Grazie al mio vate, <a href="http://www.facebook.com/camarillobruno" target="_blank">Camarillo Bruno Zee (O&#8217; Brian)</a>, avrò il piacere di partecipare all&#8217;evento, e colgo quindi l&#8217;occasione per sinceramente ringraziarlo.</p>

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<p>.</p>

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		<title>Area Reunion</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Dec 2010 22:32:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurizio Delladio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Gli Area sono stati un gruppo musicale esponente di un genere musicale non proprio definito, riconducibile al jazz, alla musica sperimentale, a quella elettronica ed alla fusion, generalmente collocato nell&#8217;ambito del rock progressivo. Esponenti di spicco di questo genere erano noti anche per la natura socio/politica dei loro testi. Simbolo e cuore del gruppo era <a href='http://www.delladio.it/wordpress/area-reunion.html'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.delladio.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/12/demetriostratos.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1255" title="demetriostratos" src="http://www.delladio.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/12/demetriostratos.jpg" alt="" width="234" height="258" /></a>Gli Area sono stati un gruppo musicale esponente di un genere musicale non proprio definito, riconducibile al jazz, alla musica sperimentale, a quella elettronica ed alla fusion, generalmente collocato nell&#8217;ambito del rock progressivo.</p>
<p>Esponenti di spicco di questo genere erano noti anche per la natura socio/politica dei loro testi.<br />
Simbolo e cuore del gruppo era Demetrio Stratos (voce, organo e steel drums) già componente de &#8220;I Ribelli&#8221; che intraprese con questa formazione un percorso completamente nuovo.</p>
<p>Nato ad Alessandria d&#8217;Egitto nel 1945 da una famiglia cristiano-ortodossa, Eustratios Demetriou passò i primi anni della sua vita studiando pianoforte e fisarmonica al Conservatorio di Atene, seguendo percorsi musicali vicini alla musica bizantina ed araba. Nel 1956, quando in Egitto prese il potere Nasser instaurando un governo di ispirazione socialista, la famiglia andò a vivere a Cipro e Demetrio venne naturalizzato cittadino greco.</p>
<p>Agli inizi degli anni 60, Demetrio si trasferisce a Milano dove si iscrive alla Facoltà di Architettura e nel 1972 fonda il gruppo degli Area &#8211; International POPular Group.</p>
<p>Gli Area sono stati uno dei gruppi più rappresentativi del rock progressivo ed hanno conseguito successo e fama in Italia ed all&#8217;estero.</p>
<p>Già dal loro primo album,  Arbeit Macht Frei, il cui titolo riporta l&#8217;ironico e cudele messaggio che sormontava spesso l&#8217;ingresso dei campi di sterminio nazisti e che significa &#8220;il lavoro rende liberi&#8221;, raccolgono notevoli consensi. Ed il brano che apre l&#8217;album, Luglio, Agosto, Settembre (nero) è, almeno per me, un ottimo condensato della loro musica e del loro pensiero.</p>

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<p>.<br />
Con gli Area resta fino al 1978 per poi dedicarsi, da solista, alla ricerca vocale, fonetica e alla sua sperimentazione, realizzando un&#8217;ampia discografia e varie collaborazioni. Alla fine degli anni 70 è colpito da una grave forma di anemia che lo portò alla morte nel giro di pochi mesi ed a soli 34 anni.</p>
<p>Negli anni successivi si diede luogo a diverse reunion del gruppo, più o meno fortunate, ma solo nel 2009 tornano in tour alcuni componenti della vecchia formazione.</p>
<p>Seppure con l&#8217;assenza del grande Demetrio e della batteria di Giulio Capiozzo, tre componenti del gruppo originario, Patrizio Fariselli, Paolo Tofani e Ares Tavolazzi, propongono oggi non solo i brani storici che resero il  gruppo celebre in tutto il mondo negli anni settanta ma anche tutto il loro personale repertorio artistico e umano.</p>

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		<title>9 febbraio “Giornata della libertà di scelta sulla propria vita”</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Dec 2010 18:57:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurizio Delladio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[No alla tortura di stato. Proclamiamo il 9 febbraio “Giornata della libertà di scelta sulla propria vita” &#8211; micromega Per il prossimo 9 febbraio il Governo ha istituito la Giornata Nazionale degli Stati Vegetativi. Decisione moralmente mostruosa, poiché offende la memoria di Eluana Englaro, che in quel giorno finalmente vedeva un anno fa rispettata la <a href='http://www.delladio.it/wordpress/9-febbraio-%e2%80%9cgiornata-della-liberta-di-scelta-sulla-propria-vita%e2%80%9d.html'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>No alla tortura di stato. Proclamiamo il 9 febbraio “Giornata della libertà di scelta sulla propria vita” &#8211; micromega</p>
<p>Per il prossimo 9 febbraio il Governo ha istituito la Giornata Nazionale degli Stati Vegetativi. Decisione moralmente mostruosa, poiché offende la memoria di Eluana Englaro, che in quel giorno finalmente vedeva un anno fa rispettata la sua volontà sul proprio corpo. Decisione istituzionalmente irricevibile, poiché ufficializza come “delitto” una sacrosanta sentenza della magistratura. Decisione che infanga la Costituzione, poiché con essa il governo intende addirittura solennizzare la pretesa invereconda che la vita di ogni cittadino, anziché appartenere a chi la vive, sia alla mercé di una maggioranza parlamentare.</p>
<p>Di fronte a questa vergognosa provocazione diventa inevitabile e doveroso che tutta l’Italia democratica e laica, senza eccezioni, proclami il 9 febbraio Giornata nazionale della libera scelta sulla propria vita, onorando così la memoria di Eluana, di Piergiorgio Welby, di Luca Coscioni, e dei tanti altri che oltre alla tragedia della condanna a morte per malattia hanno dovuto affrontare anche la violenza di governi che vogliono costringere i malati alla tortura delle sofferenze terminali.</p>
<p>MicroMega chiede a tutte le associazioni laiche, a tutte le testate giornalistiche e i siti web che si riconoscono nei valori della Costituzione, a tutte le personalità del mondo della cultura e dello spettacolo che sentono il dovere elementare di rispettare e far rispettare la decisione di ciascuno sul proprio fine-vita, di mettersi immediatamente in contatto per organizzare insieme la giornata del 9 febbraio come giornata di libertà e di dignità, attraverso iniziative che si svolgano almeno in tutti i capoluoghi di regione.</p>
<p>via <a href="http://temi.repubblica.it/micromega-online/no-alla-tortura-di-stato-proclamiamo-il-9-febbraio-“giornata-della-liberta-di-scelta-sulla-propria-vita”la-vita-appartiene-a-chi-la-vive-micromega-il-9-febbraio-la-“giornata/" target="_blank">No alla tortura di stato. Proclamiamo il 9 febbraio “Giornata della libertà di scelta sulla propria vita” &#8211; micromega-online &#8211; micromega</a>.</p>
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		<title>Chacun de vous est concerné</title>
		<link>http://www.delladio.it/wordpress/chacun-de-vous-est-concerne.html</link>
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		<pubDate>Thu, 25 Nov 2010 20:51:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurizio Delladio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dominique Grange è una cantante francese nata a Lione nel 1940. È la compagna del disegnatore Jacques Tardi. Sono sue numerose canzoni di lotta che hanno accompagnato il Maggio francese, fra le quali il celebre inno &#8220;À bas l&#8217;État policier&#8221;. Ha aderito per un lungo periodo alla Gauche prolétarienne ed è militante della Confédération nationale <a href='http://www.delladio.it/wordpress/chacun-de-vous-est-concerne.html'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.delladio.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/11/dominique.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1220" title="dominique" src="http://www.delladio.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/11/dominique-300x222.jpg" alt="" width="210" height="155" /></a> Dominique Grange è una cantante francese nata a Lione nel 1940.<br />
È la compagna del disegnatore Jacques Tardi. Sono sue numerose canzoni di lotta che hanno accompagnato il Maggio francese, fra le quali il celebre inno &#8220;À bas l&#8217;État policier&#8221;.</p>
<p>Ha aderito per un lungo periodo alla Gauche prolétarienne ed è militante della Confédération nationale du travail.</p>
<p>La canzone del video, &#8220;Chacun de vous est concerné&#8221;, è l&#8217;originale canzone del Maggio francese a cui si è liberamente ispirato Fabrizio De André per la realizzazione della sua &#8220;Canzone del Maggio&#8221;, contenuta nell&#8217;album &#8220;Storia di un impiegato&#8221;.</p>
<p>I fatti di questi giorni, le proteste studentesche per i vergognosi tagli della Gelmini e di Tremonti me ne rinfrescano, con una certa speranza, il ricordo. Allora come ora il capitalismo, ancora non spietato come oggi, era l&#8217;obiettivo delle proteste ed il movimento studentesco una delle forze trainanti della rivolta&#8230; Chissà&#8230;</p>

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<p>.</p>
<p>Même si le mois de mai / Ne vous a guère touché / Même s’il n’y a pas eu / De manif dans votre rue / Même si votre voiture / N’a pas été incendiée / Même si vous vous en foutez / Chacun de vous est concerné</p>
<p>Même si vous avez feint / De croire qu’il ne se passait rien / Quand dans le pays entier / Les usines s’arrêtaient / Même si vous n’avez rien fait / Pour aider ceux qui luttaient / Même si vous vous en foutez / Chacun de vous est concerné</p>
<p>Même si vous avez fermé / Votre porte à notre nez / Une nuit que nous avions / Les CRS aux talons / Si vous nous avez laissé / Matraqués sur le palier / Même si vous vous en foutez / Chacun de vous est concerné</p>
<p>Même si dans votre ville / Tout est bien resté tranquille / Sans pavés sans barricades / Sans blessés et sans grenades / Même si vous avez gobé / Ce que disait la télé / Même si vous vous en foutez / Chacun de vous est concerné</p>
<p>Même si vous croyez maintenant / Que tout est bien comme avant / Parce que vous avez voté / L’ordre et la sécurité / Même si vous ne voulez pas / Que bientôt on remette ça / Même si vous vous en foutez / Chacun de vous est concerné</p>
<p><em>(traduzione)</em></p>
<p>Anche se il mese di maggio / non vi ha molto toccati / anche se non avete avuto / manifestazioni nella vostra strada / anche se la vostra automobile / non è stata incendiata / anche se ve ne siete fottuti / ciascuno di voi è coinvolto</p>
<p>Anche se avete finto / di credere che non fosse successo niente / quando nell&#8217;intero paese / le fabbriche si sono fermate / anche se voi non avete fatto niente / per aiutare chi stava lottando / anche se ve ne siete fottuti / ciascuno di voi è coinvolto</p>
<p>Anche se ci avete chiuso / le vostre porte in faccia / la notte che avevamo / la polizia alle calcagna / se voi ci avete lasciato / massacrare sul vostro pianerottolo / anche se ve ne siete fottuti / ciascuno di voi è coinvolto</p>
<p>Anche se nelle vostre città / tutto è rimasto tranquillo / senza sampietrini senza barricate / senza feriti e senza granate / anche se vi siete bevuti / quel che ha detto la televisione / anche se ve ne siete fottuti / ciascuno di voi è coinvolto</p>
<p>Anche se adesso credete / che tutto vada bene come prima / perché avete votato / l&#8217;ordine e la sicurezza / anche se non volete / che tra poco ricominciamo / anche se ve ne siete fottuti / ciascuno di voi è coinvolto.</p>
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		<title>Ska-P</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Oct 2010 09:29:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurizio Delladio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Gli Ska-P sono un gruppo musicale ska-punk spagnolo formatosi nel 1994 a Madrid ed attualmente in attività dopo una pausa di tre anni. È una delle più conosciute ed importanti ska-band in Europa e nel mondo (soprattutto in America Latina). Il nome del gruppo deriva dal loro genere musicale (ska e punk), ma anche da <a href='http://www.delladio.it/wordpress/ska-p.html'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.delladio.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/10/skap1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1164" title="skap1" src="http://www.delladio.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/10/skap1-300x296.jpg" alt="" width="300" height="296" /></a> Gli Ska-P sono un gruppo musicale ska-punk spagnolo formatosi nel 1994 a Madrid ed attualmente in attività dopo una pausa di tre anni. È una delle più conosciute ed importanti ska-band in Europa e nel mondo (soprattutto in America Latina).</p>
<p>Il nome del gruppo deriva dal loro genere musicale (ska e punk), ma anche da un gioco di parole: in spagnolo &#8220;Ska-P&#8221; è pronunciato escape, che significa &#8220;fuga&#8221;. La mascotte del gruppo è il gatto Lopez, un gatto randagio che la band ha preso con sé.</p>
<p>Gli Ska-P si formarono a Vallecas, un quartiere operaio nella periferia di Madrid, caratterizzato da una lunga tradizione di lotta contro la dittatura franchista. Il gruppo era inizialmente composto da Roberto Gañan Ojea (&#8220;Pulpul&#8221;) come prima voce e chitarra, Toni Escobar come chitarrista solista, Julio César Sánchez (&#8220;Julio&#8221;) al basso, &#8220;Pako&#8221; alla batteria e Alberto Javier Amado (&#8220;Kogote&#8221;) alle tastiere. Il debutto avvenne in mancanza di fondi e di possibilità economiche, ma gli Ska-P, almeno inizialmente, non si cercarono una casa discografica che li producesse, ma preferirono autoprodursi.</p>
<p>Gli Ska-P cominciarono ad esibirsi nei piccoli locali di Vallecas, ed una piccola etichetta indipendente (AZ-Records) li aiutò a diffondere il loro primo disco omonimo, uscito nel 1994. Esso fu però un flop: alla sua uscita, infatti, ne furono vendute poco più di 500 copie. La band continuò a far sentire la sua voce all&#8217;interno del quartiere accompagnando gruppi più noti e trasmettendo le loro canzoni attraverso la radio locale. Nel 1995 Toni abbandonò la band per impegni di lavoro e venne sostituito da José Miguel Redin (&#8220;Joxemi&#8221;), unico membro degli Ska-P non originario di Vallecas. Oltre a lui, entra nel gruppo Ricardo Degaldo de la Obra (&#8220;Pipi&#8221;), amico di Pulpul, che prese il ruolo di seconda voce e di showman del gruppo, ispirandosi in parte a Danilo Fatur del gruppo punk italiano dei CCCP Fedeli alla linea (all&#8217;epoca ormai già sciolto).<br />
Il successo arrivò con il secondo album, El vals del obrero, uscito nel 1996 con l&#8217;etichetta RCA Records (di proprietà della Sony BMG), specialmente con i brani Cannabis e El vals del obrero, diventati dei classici della band. Gli Ska-P aumentarono inoltre la loro popolarità partecipando al Vallekas Rock Festival, e attraverso una tournée in giro per la Spagna e la Francia.</p>
<p><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/OfBaQsBi0r8"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><param name="flashvars" value="" /><embed src="http://www.youtube.com/v/OfBaQsBi0r8" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344" flashvars=""></embed></object><br />
.<br />
Nel 1998 fu pubblicato invece l&#8217;album Eurosis, con il quale il gruppo continuò con tour in Spagna e Francia, toccando anche l&#8217;Italia (partecipando all&#8217;Arezzo Wave) e l&#8217;America Latina, esibendosi in Argentina e Messico. Il batterista Pako, che aveva abbandonato la band a metà tour, venne sostituito da Luis Miguel García (&#8220;LuisMi&#8221;).
<div class="page-links"><strong>Pages:</strong> <span class="page-num">1</span> <a href="http://www.delladio.it/wordpress/ska-p.html/2"><span class="page-num">2</span></a></div>
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		<title>La vie en rose</title>
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		<pubDate>Sun, 24 Oct 2010 08:04:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurizio Delladio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte, Musica e Letture]]></category>
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		<description><![CDATA[L&#8217;altra sera su Rai Movie mi è capitato di vedere un film sulla vita di Edith Piaf. Intitolato &#8220;La vie en rose&#8221;, è stato presentato nel 2007 per la regia di Olivier Dahan. Il film, seppure tralascia elementi importanti della seconda parte della vita dell&#8217;artista, è particolarmente toccante per passione ed umanità. Mi ha inoltre <a href='http://www.delladio.it/wordpress/la-vie-en-rose.html'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.delladio.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/10/012.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1150" title="012" src="http://www.delladio.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/10/012-282x300.jpg" alt="" width="226" height="240" /></a>L&#8217;altra sera su Rai Movie mi è capitato di vedere un film sulla vita di Edith Piaf.<br />
Intitolato &#8220;La vie en rose&#8221;, è stato presentato nel 2007 per la regia di Olivier Dahan.</p>
<p>Il film, seppure tralascia elementi importanti della seconda parte della vita dell&#8217;artista, è particolarmente toccante per passione ed umanità. Mi ha inoltre informato sulla da me insospettata tragica intensità della vita di Edith Piaf. Un film dal quale si esce decisamente sconvolti, almeno per quanto mi riguarda.</p>
<p>Edith Giovanna Gassion in arte Edith Piaf nacque il 19 dicembre 1915 nel quartiere Belleville a Parigi.</p>
<p>Il padre Louis era un acrobata e la madre Annetta Maillard una cantante di strada di origini italiane. Viene affidata dalla madre che parte in cerca di fortuna alla nonna, una prostituta. Successivamente viene ripresa dal padre che, dapprima la affida alle cure della nonna paterna, una tenutaria di bordello, per poi portarla con se nei suoi spettacoli di strada.</p>
<p>All&#8217;età di 17 anni sposa Louis Dupont con il quale ebbe una figlia, Marcelle, che morì ad appena due anni per una meningite fulminante.<br />
La sua vita continua tra disgrazie e fallimenti e si ritrova divorziata, in una cornice di prostituzione, droga e depressione.</p>
<p>Per sopravvivere continua la sua attività di cantante di strada insieme all&#8217;amica Mômone. Ed è in questo contesto che conosce Louis Leplée, un produttore di spettacoli per il locale di cabaret &#8220;Le Gerny&#8217;s&#8221; che si trovava nei pressi di Champs Elisee.</p>
<p>Con lui abbandona la strada per approdare a questo genere di spettacoli col nome di &#8220;La môme Piaf&#8221;. Il suo passaggio al Germy&#8217;s rappresenta una rivelazione agli occhi del pubblico parigino dell&#8217;epoca.</p>
<p>Louis Leplée viene poi assassinato in condizioni non chiare e il pubblico si allontana da Edith, attribuendole la responsabilità dell&#8217;accaduto in ragione delle sue frequentazioni poco raccomandabili. Nel 1937 conosce Raymond Asso, che oltre che suo impresario diventa il suo amante.<br />
Sempre in quegli anni conosce e si innamora di Yves Montand che la lascia non appena raggiunto il successo.</p>
<p>Dopo la guerra, nel 1947 si imbarca per gli States per esibirsi alla Constitution Hall. In quel periodo conosce Marlene Dietrich e quello che sarà il grande amore della sua vita, il pugile Marcel Cerdan. Anche questa storia è dominata dalla sfortuna: Cerdan, poco tempo dopo, muore in un incidente aereo e la disperazione spinge Edith al consumo di alcol e droghe.</p>
<p>Torna a New York nel 1950 insieme al nuovo amante Eddie Constantine, e al suo segretario, Charles Aznavour.</p>
<p>Nel 1952 sposa un autore, Jacques Pills, dal quale divorzia quattro anni dopo. Nel 1953 inizia la sua prima cura di disintossicazione.</p>
<p>Nel 1958 è coinvolta in un grave incidente d&#8217;auto col suo amante George Moustaki. I postumi dell&#8217;incidente ed una salute particolarmente cagionevole la spingono nuovamente all&#8217;abuso di droghe per sopire i dolori fisici e psichici. Insieme a George Moustaki scrive &#8220;Milord&#8221; ed un anno dopo anche la storia con Moustaki termina.</p>
<p>Nel 1961, nonostante le precarie condizioni di salute, trionfa alla Olympia di Parigi e sposa Theo Sarapo, ultima conquista.</p>
<p>Muore il 10 ottobre 1963 a Plascassier.</p>
<p>La sua morte fu un lutto nazionale ed il suo funerale vide la partecipazione di una folla immensa. L&#8217;orazione funebre fu scritta dal suo amico Jean Cocteau che, poche ore dopo aver appreso la notizia della morte di Edith Piaf, morì d&#8217;infarto.<br />
E&#8217; sepolta nel cimitero delle celebrità di Pere Lachaise a Parigi, vicino alla tomba di Yves Montand e Simone Signoret.</p>
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		<title>Il &#8220;compagno&#8221; Fini</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Sep 2010 21:04:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurizio Delladio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Grandi ovazioni ed attese per il &#8220;compagno Fini&#8221;. Apprezzamenti al suo discorso a destra e, purtroppo, anche a manca. C&#8217;è addirittura, a sinistra, chi fa comparazioni tra i richiami etici ed istituzionali di Fini e la &#8220;Questione Morale&#8221; di Berlinguer. Un brivido mi percorre la schiena… Ma ci siamo davvero bevuti il cervello? Tutti questi <a href='http://www.delladio.it/wordpress/1115.html'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.delladio.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/09/fini-fascista.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1116" title="fini-fascista" src="http://www.delladio.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/09/fini-fascista-218x300.jpg" alt="" width="218" height="300" /></a></p>
<p>Grandi ovazioni ed attese per il &#8220;compagno Fini&#8221;. Apprezzamenti al suo discorso a destra e, purtroppo, anche a manca. C&#8217;è addirittura, a sinistra, chi fa comparazioni tra i richiami etici ed istituzionali di Fini e la &#8220;Questione Morale&#8221; di Berlinguer.</p>
<p>Un brivido mi percorre la schiena…</p>
<p>Ma ci siamo davvero bevuti il cervello?<br />
Tutti questi anni di barbarie sociale, di illegalità, di non rispetto delle regole e delle Istituzioni ci hanno forse resi cechi come talpe.<br />
Quanto di &#8220;condivisibile&#8221; si può trovare nell&#8217;intervento di Fini riguarda delle ovvietà che dovrebbero essere alla base della vita politica e sociale del nostro paese.<br />
Si potrebbe definire acqua calda o aria fritta se non fosse che…</p>
<p>Se non fosse che a regole, correttezza, etica e valori ci siamo talmente disabituati da vedere incarnato in chi queste parole professa il nostro &#8220;salvatore&#8221;. Tanto è il desiderio di toglierci dalle palle Berlusconi che i nostri orizzonti non vanno più in là di un paio di metri.</p>
<p>Ricordo gli anni &#8217;90 e Tangentopoli. Non ho mai creduto che lo scandalo di Tangentopoli fosse occorso per volontà divina o per una improvvisa esigenza di pulizia ed onestà. Credo che il potere sia una brutta bestia e credo che quanto accadde fu solo dettato da una esigenza rigenerativa del potere. Il Pentapartito e la vecchia Democrazia Cristiana erano arrivate alla frutta e c&#8217;era bisogno di rinnovare l&#8217;immagine del potere. Ne è conferma il fatto che le nefandezze della Prima Repubblica non sono certo cessate nella Seconda. Gli stessi uomini hanno governato e gli stessi illeciti sono stati commessi. Solo in maniera più moderna, utilizzando come mai prima i media, con tecniche più subdole ed aggiornate che, finora, ci hanno offerto un ventennio tra i più bui, che si è espresso oltretutto con un radicamento culturale ed elettorale mai visto prima.</p>
<p>La vecchia DC dal dopoguerra a Tangentopoli, ha di fatto governato il nostro paese col clientelismo per cinquanta anni ma mai si sarebbe sognata risultati di proselitismo ed affezione come quelli che, con ben altra raffinatezza, questo governo ha raggiunto.</p>
<p>Oggi si sta forse concretizzando un processo analogo. Una compagine di briganti che ha governato in barba a qualunque regola e valore, ha raggiunto il suo punto di non ritorno, il suo capolinea. Ed un politico raffinato ha saputo aspettare il momento giusto per allontanarsi, distinguersi e proporsi. E&#8217; arrivato il Rigeneratore!</p>
<p>Chi può mettere in dubbio la condivisibilità di quanto ha detto? Nessuno. Chi può negare la possibilità che la sua operazione potrà toglierci di mezzo l&#8217;assolutismo Berlusconiano? Nessuno.</p>
<p>Ma io sono preoccupato.</p>
<p>Preoccupato del fatto che la sottile mossa finiana possa creare le basi di un notevole consenso nel centro destra. C&#8217;è il rischio che questa destra &#8220;nobilitata&#8221; e &#8220;rinnovata&#8221;, magari con la partecipazione dei moderati di Casini, possa raccogliere tanto consenso da restare in piedi ancora a lungo.</p>
<p>Preoccupato dal fatto che in una logica di tanto decantata &#8220;alternanza&#8221;, l&#8217;agonia di questa maggioranza scaturisca non già da una proposta alternativa dell&#8217;opposizione ma da un ricambio interno dell&#8217;attuale maggioranza.</p>
<p>Preoccupato da una sinistra che non ha né numeri  né idee, arroccata in un ruolo che più non gli appartiene, insensibile alle spinte della base, incapace di sostenere una battaglia culturale, con una leadership vecchia e statica che davvero non traccia solchi tra sé e l&#8217;attuale maggioranza.</p>
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		<title>La sua figura</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Aug 2010 18:33:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurizio Delladio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte, Musica e Letture]]></category>
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		<description><![CDATA[Quello che segue uno stralcio del film/documentario di Franco Battiato sulla vita di Giuni Russo, prodotto dalla compagna dell&#8217;artista Maria Antonietta Sisini. La voce narrante che introduce il video è di Piera degli Esposti. Il film è un ritratto artistico ed in gran parte autobiografico che prende spunto da una intervista a Giuni di Paolo <a href='http://www.delladio.it/wordpress/la-sua-figura.html'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quello che segue uno stralcio del film/documentario di Franco Battiato sulla vita di Giuni Russo, prodotto dalla compagna dell&#8217;artista Maria Antonietta Sisini. La voce narrante che introduce il video è di Piera degli Esposti. Il film è un ritratto artistico ed in gran parte autobiografico che prende spunto da una intervista a Giuni di Paolo Piccioli. Il brano cantato da Giuni Russo nel clip è &#8220;La sua figura&#8221;, che da&#8217; anche il titolo al film, ed è tratto da testi di San Giovanni della Croce.</p>
<p>Giuni Russo è nata a Palermo da una famiglia di pescatori ed ha vissuto gran parte della sua vita tra Ustica e la Sardegna. Dotata di una notevole estensione vocale, ha unito alle indubbie qualità canore, una capacità compositiva spesso ironica e sempre originale, in un ambito musicale dove queste capacità sono raramente riconosciute. E&#8217; morta a Milano il 14 settembre 2004.</p>
<p><span style="color: #339966;">Il video e la foto sono stati rimossi per volontà della Associazione GiuniRussoArte, come si evince dalla diffida fattami e dalla mia risposta:</span></p>
<p>Att.ne sig. Maurizio Delladio</p>
<p>Chi le scrive è l&#8217;Associazione GiuniRussoArte, che tutela nome, immagine e repertorio dell&#8217;artista Giuni Russo.<br />
Sul suo blog, all&#8217;indirizzo <a onmousedown="UntrustedLink.bootstrap($(this), &quot;477beScd-TBkVcDmnWSuSTYovuw&quot;, event);" rel="nofollow" href="../la-sua-figura.html" target="_blank">http://www.delladio.it/wordpress/la-sua-figura.html</a> lei pubblica illegalmente immagini e video di Giuni Russo, violando i  nostri diritti di copyright, in base alle leggi vigenti in materia.  Nello specifico, utilizza illegalmente la foto di Giuni Russo tratta dal  nostro sito ufficiale, e il video de &#8220;La sua figura&#8221; tratto  dall&#8217;omonimo dvd.<br />
Tale utilizzo, mai autorizzato nè da noi nè dal  Presidente della nostra Associazione, Maria Antonietta Sisini, deve  ritenersi illecito.<br />
La signora Sisini,quale proprietaria e  produttore delle fotografie e opere audiovisive di Giuni Russo, hai il  diritto esclusivo di autorizzare la loro riproduzione, in qualunque modo  e forma.<br />
Per quanto sopra, la invitiamo all&#8217;immediata rimozione del  materiale illegalmente pubblicato sul suo blog, in difetto di ciò,  saremo costretti ad agire legalmente a tutela delle nostre ragioni.<br />
Augurandoci che in futuro non si abbiamo più a ripetere tali sgradevoli e scadenti episodi, porgiamo cordiali saluti,</p>
<p>Per GiuniRussoArte<br />
M.A. Sisini<br />
M. Bartoli</p>
<p><span style="color: #339966;">Risposta:</span></p>
<p>Provvedo immediatamente a rimuovere l&#8217;&#8221;illecito&#8221; clip, precisando quanto segue:</p>
<ol>
<li>Il blog su cui era pubblicato non è certo un blog commerciale e non  sussiste quindi alcuna volontà di &#8220;depredare&#8221; la sig.ra Sisini dei suoi  diritti;</li>
<li>L&#8217;intenzione dello scrivente era esclusivamente quello di offrire un tributo all&#8217;artista;</li>
<li>Nel post erano altresì rappresentate tutte le proprietà artistiche di  un&#8217;opera in realtà ben poco pubblicizzata e l&#8217;intento era quindi quello,  per voi favorevole, di dargli risalto.</li>
<li>Sono d&#8217;accordo sullo &#8220;scadente&#8221; episodio.</li>
</ol>
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		<title>Bobby McFerrin</title>
		<link>http://www.delladio.it/wordpress/bobby-mcferrin.html</link>
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		<pubDate>Thu, 22 Jul 2010 18:12:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurizio Delladio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte, Musica e Letture]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>

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		<description><![CDATA[. Robert &#8220;Bobby&#8221; McFerrin nasce a New York l’11 marzo 1950 da una famiglia di cantanti lirici. Creatore della musica beatboxing è interprete stimatissimo della musica jazz. Rinomato improvvisatore vocale e ricercato direttore d’orchestra, non si può collocare in un determinato genere musicale, spaziando in vari ambiti dal pop al jazz alla musica classica. Appassionato <a href='http://www.delladio.it/wordpress/bobby-mcferrin.html'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste"><a href="http://www.delladio.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/07/Bobby-McFerrin.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-965" title="Bobby McFerrin" src="http://www.delladio.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/07/Bobby-McFerrin-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a></div>
<div><span style="color: #000000;">.</span></div>
<div>Robert &#8220;Bobby&#8221; McFerrin nasce a New York l’11 marzo 1950 da una famiglia di cantanti lirici.</div>
<div id="_mcePaste">Creatore della musica beatboxing è interprete stimatissimo della musica jazz. Rinomato improvvisatore vocale e ricercato direttore d’orchestra, non si può collocare in un determinato genere musicale, spaziando in vari ambiti dal pop al jazz alla musica classica.</div>
<div id="_mcePaste">Appassionato portavoce della cultura musicale, Bobby McFerrin non può essere definito un semplice cantante: possiede infatti un&#8217;estensione vocale di 4 ottave.</div>
<div><span style="color: #000000;">.</span></div>
<div><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/00vycXiZg60"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><param name="flashvars" value="" /><embed src="http://www.youtube.com/v/00vycXiZg60" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344" flashvars=""></embed></object></div>
<div><span style="color: #000000;">.</span></div>
<div id="_mcePaste">Scoperto dal cantante Jon Hendricks, entra prima nella band di George Benson e collabora poi con Herbie Hancock, Yo-Yo Ma e Chick Corea.</div>
<div id="_mcePaste">Il suo disco “The Voice”, pubblicato nel 1984, è ritenuto il primo album nella storia del jazz, per sola voce.</div>
<div id="_mcePaste">Si dedica principalmente a spettacoli dal vivo completamente improvvisati, nei quali stabilisce una incredibile interazione e condivisione con il pubblico, tanto che sarebbe riduttivo definire le sue performance concerti.</div>
<div id="_mcePaste">Nel 1988, il suo brano Don&#8217;t Worry Be Happy, raggiunge il vertice in quasi tutte le classifiche pop del mondo. Il brano diventa talmente famosa da essere usato da George Bush come colonna sonora della sua campagna presidenziale del 1988 sino a quando Bobby McFerrin, sostenitore del Partito Democratico, non gliene nega l’utilizzo.</div>
<div id="_mcePaste">Quale direttore d&#8217;orchestra, prende lezioni da Bernstein, Meier e Ozawa e attualmente collabora frequentemente con le più grandi orchestre del mondo, tra cui la New York Philharmonic e i Wiener Philharmoniker.</div>
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