lug 182010
 

The Grande Mothers re:invented o Grand Mothers è una emanazione del gruppo The Mothers of Invention, nato nel 1964 dalle ceneri dei Soul Giants. Noto per essere stato il gruppo musicale di Frank Zappa, The Mothers of Invention ha accompagnato il compositore fino agli inizi degli anni ’70, quando il gruppo si sciolse.

The Grand Mothers è attualmente composto da cinque elementi. Due provenienti dal gruppo originario: Don Preston (tastiere e voce) e Roy Estrada (basso e voce). Uno dal gruppo che negli anni successivi allo scioglimento dei Mothers of Invention ha accompagnato Frank Zappa: Napoleon Murphy Brock (voce, sax e flauto). Gli altri due elementi, di più recente acquisizione, sono Chris Garcia (percussioni) e Robbie ´Seahag´ Mangano, un giovane chitarrista di indubbia abilità. Chi volesse intrattenersi tra emanazioni, diatribe varie, ingressi e abbandoni dei componenti, può farlo visitando queste pagine:

http://www.united-mutations.com/g/grandmothersreinvented.htm
http://www.sandroliva.com/grandmothers.html

Quello che invece mi preme condividere è l’entusiasmo per la splendida performance dei The Grand Mothers che ieri sera hanno dato il meglio al Rock City 2010, uno spazio all’aperto nei pressi di Cinecittà nell’ambito dell’estate romana. Un concerto inaspettato e poco pubblicizzato che ha visto la band coinvolgere la platea per due ore e mezza. Un concerto di grande qualità assolutamente privo della benché minima sbavatura. Se si considera poi l’ormai veneranda età di alcuni dei componenti (Preston compie 78 anni a settembre), c’è da supporre che a dar loro tanta energia ci sarà stata anche la presenza dello spirito dello zio Frank. Non l’ho visto ma sono certo che era lì…

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apr 142010
 

di Antonio Padellaro

La lettera dell’imprenditore che ha pagato la mensa dei bambini di Adro nel bresciano è un documento che racconta perfettamente la miseria di questa Italia. E la sua dignità. Di quelle amministrazioni leghiste che raccolgono messe di voti lisciando il pelo ai peggiori istinti, scrive l’anonimo cittadino, elettore di destra, come meglio non si potrebbe. Non serve aggiungere parole. Ma l’elenco delle miserie della politica, purtroppo, è molto più lungo e desolante. Perché mentre c’è chi versa diecimila euro per sanare un’infamia, altri che avrebbero potuto fare lo stesso, e anzi molto di più, dov’erano? Per esempio, i vertici del Pd impegnati in queste ore nei soliti contorcimenti verbali per giustificare l’ennesima sconfitta elettorale. Che è prima di tutto la conseguenza dell’essere spesso da un’altra parte e non nei luoghi nei quali si soffre e dove l’umanità è facoltativa.

Pensate se al comune di Adro si fosse, per dire, presentato Bersani con i soldi in mano che colpo sarebbe stato, che sferzata di energia nuova e pulita per questo partito esangue e malinconico. Non parliamo del partito dell’amore che dei bambini se ne frega altamente. Al massimo li usa come spot nei ridicoli comizi sui valori della famiglia e poi li getta via come manifesti usati. Del resto, cosa aspettarsi da governanti che (notizia d’oggi) dopo aver minacciato sfracelli per ottenere un decreto salva-liste arrivando a intimorire il capo dello Stato, poi lo fanno allegramente decadere tanto ormai ad elezioni vinte non serve più e tanti saluti.

La domanda è semplice: quanta generosità è ancora nascosta in questa Italia che possa salvarla dai politicanti indegni e dai loro sostenitori incarogniti da una propaganda rancorosa e gutturale? La barca italiana è destinata ad affondare appesantita da paura e grettezza? O a salvarla provvederanno gli anonimi di cuore che ogni giorno tirano la carretta, danno una mano, si preoccupano di chi non ha e si vergognano dell’intolleranza di chi ha troppo? Quelli che non desiderano andare a pavoneggiarsi in televisione. Quelli che riescono a scrivere parole che dopo averle lette tutti vorremmo averle pensate. O forse ci salveranno i bambini a cui è stato dato un pasto?

via Chi ci salverà? | l’AnteFatto | Il Cannocchiale blog.

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mar 052010
 

Gli eventi di questi ultimi mesi sono a dir poco inquietanti.

Inquietanti perché mi spingono, mio malgrado, ad una rilettura in negativo della già abbastanza becera politica italiana. Ben lungi da me qualunque interpretazione qualunquista, sono sempre stato schierato e continuo ad esserlo, cosciente che esistono nel nostro paese, come dovunque, componenti sociali e politiche tese a preservare le libertà di espressione, la cultura, il lavoro, i diritti sociali e sindacali, i bisogni dei più deboli e componenti che puntano invece allo scardinamento di tutto questo ed al solo profitto.

Elencare questi diritti che ho sempre ritenuto essenziali e fondamentali mi sembra oggi quasi anacronistico… Viviamo una situazione socioculturale che ci sta pian piano abituando alla negazione/privazione di tutti questi valori e, cosa ancor più grave, nella più completa e acritica assuefazione. Gli episodi ignobili che ci propone l’informazione quotidianamente avrebbero un tempo scatenato vere e proprie insurrezioni popolari.

Oggi invece un popolo sopito, se non connivente, affronta le notizie alla stessa stregua dei commenti calcistici del lunedì, lasciando scivolare sui binari della sua indifferenza l’evento del giorno prima, per abbracciare nella più completa abulia l’evento del giorno dopo.

Non meno abominevole il comportamento di un’orda di vomitevoli politicanti ipocriti , legati ad uno schieramento puramente geometrico e di opportunità che non lascia trapelare alcuna netta distinzione tra connivenza e opposizione ad un regime orwelliano.

Quanto poi sta accadendo in questi ultimi giorni rappresenta proprio l’apice di questa Babele e la sintesi dell’infermità mentale popolare. Il condensarsi in pochi giorni di notizie che dovrebbero far rabbrividire chiunque e che dovrebbero produrre preoccupazioni golpiste, sembra essere un copione di una rappresentazione teatrale già vista…

Mi riporta a scene di venti anni fà, quando il sistema, bisognoso di ritrovare verginità, fu costretto, con comune accordo di tutti, a sacrificare qualche agnello, oggi santificato, per garantirsi un futuro di bagordi. Ed anche in quel periodo la magistratura era vista come il fumo negli occhi, dal momento che ricopriva il ruolo che la politica non era in grado, o non voleva/poteva ricoprire.

Le affinità con quel che sta succedendo oggi sono molte. Anche oggi abbiamo raggiunto un punto di non ritorno. Seppure con una platea di menti sopite, la fogna sta tracimando e forse la “rigenerazione” è già in atto.

Una situazione in cui nessuno è moralmente scagionabile ma dove tutti inorridiscono “sorpresi”. Dove tutti sono coinvolti, politica, istituzioni, clero immersi fino alla vita nel loro stesso fango.

Tutti sono quasi pronti a dire che così non si può più andare avanti, tranne qualche ospite fisso del baccanale, ancora non pronto a ricreare la scenografia dei suoi privilegi. Ma la maggior parte di attori e comparse si sta preparando a rivestire il ruolo più consono. Lo fa la destra “storica” allontanandosi dall’abominia dei suoi finora compari consociati, lo fa la pseudo sinistra di “opposizione”, ricercando almeno in questa situazione una ragione di esistere, lo fanno sgherri e bravi, saltellando qua e là tra le geometrie più comode… Anche in questo caso, come allora, ci sarà qualche vittima sacrificale, un prezzo da pagare… Per molti ci sarà invece impunità, magari qualche comodo soggiorno alternativo. Qualcuno, ripulito, occuperà nuovamente qualche scragno… Panta rei…

Ma attenzione, questo non è un tramonto ma una orribile alba. Sta vincendo come sempre il Sistema, sta trovando la sua soluzione/assoluzione dinanzi alle cataratte impenetrabili di idioti spettatori.

Questa non è una elucubrazione folle e disfattista ma la certezza assoluta che questo putrido paese senza speranza è dentro un gorgo…

Ben vengano allora le proteste spontanee, i Popoli Viola, le proteste dei migranti, l’informazione in rete, tanto criticati perché privi di guida ed organizzazione. E speriamo che restino tali e privi di guide “istituzionalizzate”, perché questa è l’unica garanzia se non di certezza, di possibilità di futuro. Solo al di fuori degli schemi ormai noti questa Italietta potrà cambiare

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gen 052010
 

DALLA STORIA DI RADIO SUD ALL’ECO DI RADIO AUT NASCE RADIO 100 PASSI

Il percorso delle radio libere in Italia negli anni 70 ha fatto storia. Ancor oggi si parla di Radio Alice ed in Sicilia di Radio Sud quali esempi di un modo diverso di fare informazione, oggi quasi scomparso.
Con gli stessi intenti e con l’aiuto di alcuni fautori di Radio Sud, nasceva in seguito Radio Aut, ancor più ricordata, per la triste storia che la lega all’omicidio di Peppino Impastato.

Se in altre regioni d’Italia alcune di quelle emittenti sono in qualche modo sopravvissute, è il caso di Radio Popolare, in Sicilia d’esperienze come quelle non n’é rimasta più traccia.

Dopo anni di dominio dei grossi network commerciali che hanno spazzato le radio locali e tutti coloro che avevano fatto di quel mezzo una nuova forma d’espressione, oggi, la nascita di internet e delle web radio, sta facendo, sia pur inconsapevolmente, ripercorrere ai più giovani la strada delle radio libere interrotta dalle successive leggi, che, a danno della democrazia hanno favorito i grossi capitali.

In Sicilia:

  • le voci dell’informazione sono poche ed in ogni caso omologate;
  • radio, televisioni ed altri mezzi d’informazione sono a servizio di pochi e schiave della pubblicità;
  • gli spazi culturali sono quasi inesistenti;
  • i giovani artisti e la musica emergente non hanno mezzi di divulgazione;
  • l’illegalità è vissuta come normale modo d’operare senza destare più indignazione;
  • le mafie hanno indossato il doppio petto e sotto forma d’imprese si stanno radicando in tutta Europa.

Per questo, il gruppo che diede vita e lavorò a Radio Sud, ritiene opportuno che sia arrivato il momento di riavviare il percorso interrotto per: dare voce ai tanti che vogliono una Sicilia diversa, informare senza condizionamenti, dare spazio alle nuove proposte culturali ed alle forme d’espressione sommerse.

Riaprire Radio Sud o Radio Aut sarebbe stato anacronistico e nostalgico.
Per questo, per far sì che il loro patrimonio non vada disperso, ma si evolva unendo le esperienze di coloro che hanno dato vita alle radio libere degli anni 70, con le conoscenze che i più giovani hanno dei nuovi sistemi di comunicazione, nasce RADIO 100 PASSI.
La nuova emittente, che inizialmente parte come web-radio, (www.radio100passi.net), ma per abbracciare in seguito altre piattaforme, intende riavvicinare larghi strati di popolazione e di giovani all’impegno sociale rendendoli protagonisti.

Grazie al lavoro ed alla caparbietà di Felicia e Giovanni Impastato, all’impegno dei compagni di Peppino, ma anche delle tante associazioni ed iniziative nate in seguito in tutta Italia ed all’estero, la storia di quegli anni è diventata patrimonio di tanti, “Radio 100 Passi” vuole amplificarla e diffonderla.
Fautori della nuova radio siciliana, l’Associazione di Promozione Sociale e Volontariato, “Rete 100 Passi” e “Associazione 100 PASSI network”, che coinvolgendo le associazioni e le emittenti nate in Italia ed all’estero sull’ispirazione di Peppino Impastato, intendono creare un circuito per diffondere in tutta Europa la cultura della legalità.

Clicca sul link per accedere alla pagina di Radio 100 Passi, dove potrai trovare tutte le informazioni e scaricare i files per ascoltare la radio anche attraverso il tuo player preferito

COMUNICATO DELLA REDAZIONE DI RADIO 100 PASSI IN OCCASIONE DELL’INIZIO DELLE TRASMISSIONI

Oggi è il 5 gennaio 2010. Oggi Peppino Impastato compie 62 anni. Dico compie e non avrebbe compiuto perché se sono le idee e l’ esempio della azioni che marcano la presenza di un uomo tra quelli che rimangono, ebbene Peppino è tra noi ora come allora.
E’ stata la sua presenza ad indurci ad aprire una web radio che potesse servire quale voce dissonante in un contesto culturale acquiescente e omologato. E’ per questo che abbiamo deciso di iniziare, pur se tra mille difficoltà, le trasmissioni qui da Cinisi da Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato perché è qui che fu tentato di spezzare il filo ideale con la giustizia e la verità e qui abbiamo ritenuto giusto dovesse essere riannodato. Il tentativo non riuscì. Non riuscì per merito di quanti di noi gridarono sino a divenire afoni la rabbia e la verità contro una falsa verità che voleva liquidare l’ omicidio mascherandolo con connotati eversivi.
Non riuscì per merito di alcuni che in questi anni hanno caparbiamente tenuto acceso un lumicino anche quando era scomodo farlo e non riuscì soprattutto per merito del fratello Giovanni e di mamma Felicia autrice di una vera rivoluzione culturale che meriterà di trovare posto nei libri di storia della Sicilia.
Riprendiamo da qui dunque non più in FM come Radio Aut o Radio Sud negli anni ’70 perché da allora ad oggi il monopolio informativo ha esteso i suoi tentacoli ovunque, ma con gli strumenti delle moderne tecnologie. Ecco l’ idea del web radio che richiederà agli ascoltatori, a noi ascoltatori, ancora più impegno. Non si accenderà più la radio distrattamente per sentire cosa dice ma bisognerà connettersi con un computer e tramite una linea ADSL insomma…bisognerà volerlo fare.
Ecco quello che vogliamo, gente, tanta gente che deciderà volontariamente di ascoltarci, di sostenerci, di partecipare attivamente alla creazione e alla conduzione di radio100passi IL MICROFONO DEI SICILIANI ONESTI.
Auguri a voi, buon lavoro a noi, VIVA PEPPINO IMPASTATO.

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nov 302009
 

di PIER LUIGI CELLI

Figlio mio, stai per finire la tua Università; sei stato bravo. Non ho rimproveri da farti. Finisci in tempo e bene: molto più di quello che tua madre e io ci aspettassimo. È per questo che ti parlo con amarezza, pensando a quello che ora ti aspetta. Questo Paese, il tuo Paese, non è più un posto in cui sia possibile stare con orgoglio. [...]

via “Figlio mio, lascia questo Paese” – Scuola&Giovani – Repubblica.it.

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