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	<title>MaurizioWebLog &#187; internazionale</title>
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	<description>Il Blog di Maurizio Delladio</description>
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		<title>Boris Vian</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Mar 2011 23:48:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurizio Delladio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Boris Vian è nato in Francia a Ville d’Avray nel 1920 ed è stato un ingegnere, scrittore, poeta e musicista francese. Appassionato di iazz suonava la tromba ed era amico di Duke Ellington e di Miles Davis. Malato di cuore fin dalla nascita, morì di infarto ad appena 39 anni. E&#8217; noto soprattutto per la sua <a href='http://www.delladio.it/wordpress/boris-vian.html'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.delladio.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/03/kepi.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1454" title="kepi" src="http://www.delladio.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/03/kepi.jpg" alt="" width="358" height="480" /></a> Boris Vian è nato in Francia a Ville d’Avray nel 1920 ed è stato un ingegnere, scrittore, poeta e musicista francese. Appassionato di iazz suonava la tromba ed era amico di Duke Ellington e di Miles Davis. Malato di cuore fin dalla nascita, morì di infarto ad appena 39 anni.</p>
<p>E&#8217; noto soprattutto per la sua canzone &#8220;Le déserteur&#8221;, scritta durante la guerra d&#8217;Algeria nel 1954 ed interpretata da diversi artisti internazionali.</p>
<p>Disse di se:</p>
<p><em>&#8220;Sono nato, casualmente, il dieci marzo 1920 sulla porta di una clinica ostetrica che era chiusa per uno sciopero contro il calo delle nascite. Mia madre era rimasta incinta non ricordo se per via delle opere o proprio per opera di Paul Claudel (da quel tempo non lo reggo e non lo leggo), comunque la mamma era al tredicesimo mese e non poteva certo aspettare il concordato. Un prete, un sant&#8217;uomo che passava di lì, mi raccolse e immediatamente mi riposò: in effetti pesavo un casino!! (è da allora che soffro della mia ben nota aspersoriofobia). Fortunatamente una lupa affamata, che aveva appena dato la luce a Pierre Hervé (ho, quindi, esattamente la sua stessa età, cosa in perfetto accordo con le teorie di Einstein relative alla simultaneità) la lupa mi prese sotto la sua protezione e mi diede qualcosa da bere. Crescevo in forza e saggezza ma rimanevo molto brutto benché adornato da un sistema pilifero discontinuo, ma sempre molto, molto sviluppato. Infatti avevo la testa della Vittoria di Samotracia. A sette anni, entrai alla Scuola Centrale e ne uscii tre anni più tardi, nel 1942 completamente fuori di testa per l&#8217;idrodinamica del corso del sig. Bergeron.</em></p>
<p><em>Certo allora non prevedevo che dodici anni dopo, nel 1946&#8230;</em></p>
<p><em>Ma non anticipiamo i fatti.</em></p>
<p><em>Nel 1938 cominciai a studiare la trombetta a rosolio e immediatamente raggiunsi il livello di Armstrong, la mollai subito per non privare il poveretto della pagnotta: a causa dei soliti pregiudizi razziali ero avvantaggiato, la mia pigmentazione verde offriva un effetto piacevole.</em></p>
<p><em>Poi, tutt&#8217;a un tratto, la mia fisionomia prese a trasformarsi e mi misi ad assomigliare a Boris Vian, da ciò il mio nome.</em></p>
<p><em>Senza entrare nei dettagli, vi segnalo che in un&#8217;epoca indeterminata della mia vita sono stato tre anni e mezzo rinchiuso all&#8217;Associazione Francese di Normalizzazione, distrutta, in seguito, da un incendio provocato dalle cure di Jacques Lemarchand, nascosto tra due parentesi.</em></p>
<p><em>Raimond Queneau mi incontrò mentre pescavo con la lenza, sport che per altro non pratico, e sedotto dal mio drive mi propose una battuta di caccia. Cosa che feci. Il resto appartiene alla storia. Sono un metro e ottantasei a piedi nudi e peso molto e metto al primo posto le opere di Alfred Jarry, la fornicazione, Un Rude Hiver e la mia beneamata sposa. Non dimentico, anche se vengono dopo: la musica di New Orleans, Dube Ellington, Lana Turner, Ann Sheridan, le sinfonie del Commodoro W. Spotlight per doppia campana e petroletta d&#8217;armonia, la pittura a olio che pratico con felicità rara, i baffoni del mio venerato Jean Rostand. Le ragazze dei Jazz-Club universitari (soprattutto quella bionda col vestito verde&#8230; va beh, lasciamo stare). Mi piace anche il Two-Beat (e questa non è un&#8217;allusione sessuale) e anche la Mere Chaput. Detesto Paul Claudel (l&#8217;ho già detto, ma è piacevole ripeterlo ed è per questo che non ho mai letto nulla di suo), aborrisco anche le Grand Meaulnes, Alain (non mio fratello, che è un tipo completamente fuori), Peguy, il violoncello jazz come lo suonano i francesi, le opere di immaginazione, le bugie, gli apparecchi di piccolo formato, Ivan il Terribile, Leonard Father, Edgar Jackson, Le Dictateur, Dumont d&#8217;Urville (esagero. In fondo non me ne frega niente di lui). Odio anche: Monseigneur Suhard e il papa. Barbotin, mi piace molto. Invece non mi piace il davanti piatto (questo nelle donne), poi l&#8217;invidia e la merda salvo quando son ben preparate. Inoltre sto cercando un appartamento di cinque stanze con tutti i confort. Ho avuto una vita movimentata ma sono pronto a ricominciare!!!&#8221;</em></p>
<h4>Le Deserteur (1954)</h4>
<p>In piena facoltà, Egregio Presidente, le scrivo la presente che spero leggerà.<br />
La cartolina qui mi dice terra terra di andare a far la guerra quest&#8217;altro lunedì.<br />
Ma io non sono qui, Egregio Presidente, per ammazzar la gente più o meno come me.<br />
Io non ce l&#8217;ho con Lei, sia detto per inciso, ma sento che ho deciso e che diserterò.<br />
Ho avuto solo guai da quando sono nato e i figli che ho allevato han pianto insieme a me.<br />
Ma mamma e mio papà ormai son sotto terra e a loro della guerra non gliene fregherà.<br />
Quand&#8217;ero in prigionia qualcuno m&#8217;ha rubato mia moglie e il mio passato, la mia migliore età.<br />
Domani mi alzerò e chiuderò la porta sulla stagione morta e mi incamminerò.<br />
Vivrò di carità sulle strade di Spagna, di Francia e di Bretagna e a tutti griderò<br />
di non partire più e di non obbedire per andare a morire per non importa chi.<br />
Per cui se servirà del sangue ad ogni costo, andate a dare il vostro, se vi divertirà.<br />
E dica pure ai suoi, se vengono a cercarmi, che possono spararmi, io armi non ne ho.</p>
<p>Il primo ad interpretarla in italiano fu Luigi Tenco che la intitolò &#8220;Padroni della terra&#8221; mentre cliccando su questo <a href="http://www.ecn.org/gabrio/Download/il_disertore.mp3">link</a> potete ascoltarne la versione di <a href="http://www.ecn.org/gabrio/Download/il_disertore.mp3">Ivano Fossati</a>.</p>
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		<title>Ska-P</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Oct 2010 09:29:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurizio Delladio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Gli Ska-P sono un gruppo musicale ska-punk spagnolo formatosi nel 1994 a Madrid ed attualmente in attività dopo una pausa di tre anni. È una delle più conosciute ed importanti ska-band in Europa e nel mondo (soprattutto in America Latina). Il nome del gruppo deriva dal loro genere musicale (ska e punk), ma anche da <a href='http://www.delladio.it/wordpress/ska-p.html'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.delladio.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/10/skap1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1164" title="skap1" src="http://www.delladio.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/10/skap1-300x296.jpg" alt="" width="300" height="296" /></a> Gli Ska-P sono un gruppo musicale ska-punk spagnolo formatosi nel 1994 a Madrid ed attualmente in attività dopo una pausa di tre anni. È una delle più conosciute ed importanti ska-band in Europa e nel mondo (soprattutto in America Latina).</p>
<p>Il nome del gruppo deriva dal loro genere musicale (ska e punk), ma anche da un gioco di parole: in spagnolo &#8220;Ska-P&#8221; è pronunciato escape, che significa &#8220;fuga&#8221;. La mascotte del gruppo è il gatto Lopez, un gatto randagio che la band ha preso con sé.</p>
<p>Gli Ska-P si formarono a Vallecas, un quartiere operaio nella periferia di Madrid, caratterizzato da una lunga tradizione di lotta contro la dittatura franchista. Il gruppo era inizialmente composto da Roberto Gañan Ojea (&#8220;Pulpul&#8221;) come prima voce e chitarra, Toni Escobar come chitarrista solista, Julio César Sánchez (&#8220;Julio&#8221;) al basso, &#8220;Pako&#8221; alla batteria e Alberto Javier Amado (&#8220;Kogote&#8221;) alle tastiere. Il debutto avvenne in mancanza di fondi e di possibilità economiche, ma gli Ska-P, almeno inizialmente, non si cercarono una casa discografica che li producesse, ma preferirono autoprodursi.</p>
<p>Gli Ska-P cominciarono ad esibirsi nei piccoli locali di Vallecas, ed una piccola etichetta indipendente (AZ-Records) li aiutò a diffondere il loro primo disco omonimo, uscito nel 1994. Esso fu però un flop: alla sua uscita, infatti, ne furono vendute poco più di 500 copie. La band continuò a far sentire la sua voce all&#8217;interno del quartiere accompagnando gruppi più noti e trasmettendo le loro canzoni attraverso la radio locale. Nel 1995 Toni abbandonò la band per impegni di lavoro e venne sostituito da José Miguel Redin (&#8220;Joxemi&#8221;), unico membro degli Ska-P non originario di Vallecas. Oltre a lui, entra nel gruppo Ricardo Degaldo de la Obra (&#8220;Pipi&#8221;), amico di Pulpul, che prese il ruolo di seconda voce e di showman del gruppo, ispirandosi in parte a Danilo Fatur del gruppo punk italiano dei CCCP Fedeli alla linea (all&#8217;epoca ormai già sciolto).<br />
Il successo arrivò con il secondo album, El vals del obrero, uscito nel 1996 con l&#8217;etichetta RCA Records (di proprietà della Sony BMG), specialmente con i brani Cannabis e El vals del obrero, diventati dei classici della band. Gli Ska-P aumentarono inoltre la loro popolarità partecipando al Vallekas Rock Festival, e attraverso una tournée in giro per la Spagna e la Francia.</p>
<p><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/OfBaQsBi0r8"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><param name="flashvars" value="" /><embed src="http://www.youtube.com/v/OfBaQsBi0r8" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344" flashvars=""></embed></object><br />
.<br />
Nel 1998 fu pubblicato invece l&#8217;album Eurosis, con il quale il gruppo continuò con tour in Spagna e Francia, toccando anche l&#8217;Italia (partecipando all&#8217;Arezzo Wave) e l&#8217;America Latina, esibendosi in Argentina e Messico. Il batterista Pako, che aveva abbandonato la band a metà tour, venne sostituito da Luis Miguel García (&#8220;LuisMi&#8221;).
<div class="page-links"><strong>Pages:</strong> <span class="page-num">1</span> <a href="http://www.delladio.it/wordpress/ska-p.html/2"><span class="page-num">2</span></a></div>
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		<title>Contro ogni esecuzione</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Sep 2010 16:28:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurizio Delladio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[. Mi sembra banale già solo enunciare di essere contro la pena di morte comunque e dovunque. Ma non ne posso più. Non ne posso più del pensiero &#8220;codino&#8221; che sembra fagocitare la massa degli sdegnati per Sakineh. Non ne posso più delle battaglie indotte dai media e della omogenizzazione del pensiero. Sembra che solo <a href='http://www.delladio.it/wordpress/contro-ogni-esecuzione.html'>[...]</a>]]></description>
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.<br />
Mi sembra banale già solo enunciare di essere contro la pena di morte comunque e dovunque. Ma non ne posso più. Non ne posso più del pensiero &#8220;codino&#8221; che sembra fagocitare la massa degli sdegnati per Sakineh. Non ne posso più delle battaglie indotte dai media e della omogenizzazione del pensiero. Sembra che solo Sakineh sia il simbolo della contrarietà alla pena di morte e l&#8217;unica che meriti attenzione.</p>
<p>Paladini del luogo comune, riusciamo a trovare anche letture al &#8220;femminile&#8221; di questa condanna: certo il burqa, la condizione femminile nel mondo arabo…. E permettiamo che l&#8217;Italia stipuli accordi con la Libia per mandare al massacro nei deserti i migranti rifiutati ed accogliamo Gheddafi con uno stuolo di hostess.</p>
<p>Poche settimane fa sempre in Iran sono stati lapidati due amanti omosessuali (due uomini) e nessuno ne ha parlato. Qualche giorno fa in Virginia è stata uccisa con una iniezione letale Teresa Lewis, disabile mentale. E&#8217; bene precisare che alla stessa era stato attribuito un quoziente intellettivo prossimo al valore di 72, quando la pena di morte non può essere comminata a persone il cui indice si attesta da 70 in giù. Anche in questo caso non mi sembra che la notizia abbia attraversato le prime pagine dei giornali e non ho percepito lo sdegno che accompagna invece la questione Sakinen.</p>
<p>E&#8217; anche bene ricordare che attualmente, tra Asia, America, Africa, Medio Oriente ed Europa, gli stati che ancora fanno uso della pena di morte sono circa una quarantina.</p>
<p>Si, anche in Europa dove la Bielorussia la prevede nel suo ordinamento giuridico.</p>
<p>In questa Italietta che calpesta tutti i propri valori etici, e non solo attraverso i governi che comunque elegge, la pena di morte, abolita nel 1889, fu ripristinata nel 1930 e mantenuta fino al 1948. L&#8217;ultima esecuzione, nel nostro splendido paese, risale al 1947 (63 anni fa).</p>
<p>Se ci si ricorda solo dell&#8217;Iran e di Sakineh, e si dimentica tutto il resto, vuol dire che siamo un gregge di pecore che partecipano ad una battaglia culturale e politica nei confronti dell&#8217;Iran e dell&#8217;Islam.</p>
<p>Nessuno si fa promotore di manifestazioni nei confronti dell&#8217;uso della pena di morte in Cina. Considerato che la percentuale maggiore di esecuzioni è riscontrabile proprio lì, mi chiedo perché nessuno ci &#8220;guidi&#8221; in analoghe battaglie etiche. Forse perché la Cina è diventato un competitor economico di riguardo e va quindi trattato con attenzione? Forse perché non sono previste invasioni tese alla  &#8221;democratizzazione&#8221; di quel paese?</p>
<p>Siamo un&#8217;umanità talmente idiota da far imbrigliare anche le nostre più nobili battaglie dagli stessi potentati internazionali che delle barbarie del mondo sono artefici.</p>
<p>Se si è realmente contro la pena di morte bisogna sussultare per ogni esecuzione e mostrare il proprio sdegno anche quando questa viene comminata in paesi a noi più affini e culturalmente più &#8220;avanzati&#8221;.</p>
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		<title>Perseguitati o persecutori?</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Jun 2010 16:47:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurizio Delladio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Con quale pudore ci troviamo a parlare dell&#8217;integralismo islamico?&#8230; Della mancanza di integrazione dei cittadini extracomunitari?&#8230; E ci dimentichiamo totalmente della connivenza di tutto l&#8217;Occidente con Israele. Un paese che utilizza oltre il 30% delle sue risorse in spese militari. Un paese la cui industria bellica fattura oltre il 10% delle vendite mondiali di armi. <a href='http://www.delladio.it/wordpress/938.html'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.delladio.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/gaza-martyr.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-939" title="gaza-martyr" src="http://www.delladio.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/06/gaza-martyr-300x215.jpg" alt="" width="300" height="215" /></a></p>
<p>Con quale pudore ci troviamo a parlare dell&#8217;integralismo islamico?&#8230; Della mancanza di integrazione dei cittadini extracomunitari?&#8230;</p>
<p>E ci dimentichiamo totalmente della connivenza di tutto l&#8217;Occidente con Israele. Un paese che utilizza oltre il 30% delle sue risorse in spese militari. Un paese la cui industria bellica fattura oltre il 10% delle vendite mondiali di armi. Che dimentico delle persecuzioni subite, perseguita a sua volta e da decenni il popolo palestinese. Che motivando con le persecuzioni subite si rende artefice delle peggiori espressioni del sionismo, del suo razzismo, del suo colonialismo, della sua intolleranza. Tanto poco disposto ad integrarsi da tentare di recuperare come lingua nazionale l&#8217;ebraico antico, ormai utilizzato solo nelle cerimonie religiose.</p>
<p>Insomma, sono un poco stanco di sentir motivare tutti gli abusi di Israele con la Shoah&#8230; Le persecuzioni subite dagli ebrei rappresentano sicuramente una delle pagine più orrende della storia. Ma la storia si evolve e non resta immobile ed è storia anche quella degli ultimi decenni che vede Israele guidato da una logica criminale che nulla ha a che spartire col male subito se non la riproposizione nei confronti degli altri.</p>
<p>Come giustamente dice Moni Ovadia &#8220;Quando si trasforma un&#8217;identità spirituale ed etica in un&#8217;identità nazional religiosa, anche se non si è fascisti se ne assumono i comportamenti. E&#8217; il destino di chi diventa nazionalista, non riconosce più l&#8217;umanità dell&#8217;altro e perde la propria anima&#8221;.</p>
<p>E&#8217; interessante ed utile leggere l&#8217;articolo di Angelo d&#8217;Orsi apparso su Micromega che volendo leggere trovate <a href="http://temi.repubblica.it/micromega-online/israele-piombo-fuso-contro-la-pace/" target="_blank">qui</a>.</p>
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		<title>APPELLO PER FULVIO GRIMALDI</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Apr 2010 19:59:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurizio Delladio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[CONTRO UNA SENTENZA INIQUA E UNA CENSURA INACCETTABILE Vogliamo che la voce del giornalista e documentarista Fulvio Grimaldi non venga spenta, come avverrebbe se “Liberazione”, giornale comunista, insistesse nell’esecuzione della sentenza d’appello che ha condannato Grimaldi a restituire a “Liberazione” i 100mila euro avuti in primo grado come risarcimento del danno subito dall’editto bulgaro di <a href='http://www.delladio.it/wordpress/appello-per-fulvio-grimaldi.html'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.petizioni.info/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=150"><img class="alignnone" style="margin: 2px; border: 0px initial initial;" src="http://www.delladio.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/04/hand.gif" alt="" width="100" height="62" /></a></p>
<p>CONTRO UNA SENTENZA INIQUA E UNA CENSURA INACCETTABILE</p>
<p>Vogliamo che la voce del giornalista e documentarista Fulvio Grimaldi non venga spenta, come avverrebbe se “Liberazione”, giornale comunista, insistesse nell’esecuzione della sentenza d’appello che ha condannato Grimaldi a restituire a “Liberazione” i 100mila euro avuti in primo grado come risarcimento del danno subito dall’editto bulgaro di Bertinotti che ne ha determinato il licenziamento su due piedi in occasione della pubblicazione di un suo articolo su Cuba nel 2003, non gradito all’allora segretario del PRC.</p>
<p>via <a href="http://www.petizioni.info/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=150" target="_blank">Petizioni Italiane &#8211; APPELLO PER FULVIO GRIMALDI</a>.</p>
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		<title>&#8220;Io sto con Emergency&#8221; 17 aprile 2010</title>
		<link>http://www.delladio.it/wordpress/io-sto-con-emergency-17-aprile-2010.html</link>
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		<pubDate>Sat, 17 Apr 2010 17:50:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurizio Delladio</dc:creator>
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		<title>Chi ci salverà?</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Apr 2010 16:36:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurizio Delladio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Antonio Padellaro La lettera dell’imprenditore che ha pagato la mensa dei bambini di Adro nel bresciano è un documento che racconta perfettamente la miseria di questa Italia. E la sua dignità. Di quelle amministrazioni leghiste che raccolgono messe di voti lisciando il pelo ai peggiori istinti, scrive l’anonimo cittadino, elettore di destra, come meglio <a href='http://www.delladio.it/wordpress/chi-ci-salvera.html'>[...]</a>]]></description>
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<p><em>di Antonio Padellaro</em></p>
<p>La lettera dell’imprenditore che ha pagato la mensa dei bambini di Adro nel bresciano è un documento che racconta perfettamente la miseria di questa Italia. E la sua dignità. Di quelle amministrazioni leghiste che raccolgono messe di voti lisciando il pelo ai peggiori istinti, scrive l’anonimo cittadino, elettore di destra, come meglio non si potrebbe. Non serve aggiungere parole. Ma l’elenco delle miserie della politica, purtroppo, è molto più lungo e desolante. Perché mentre c’è chi versa diecimila euro per sanare un’infamia, altri che avrebbero potuto fare lo stesso, e anzi molto di più, dov’erano? Per esempio, i vertici del Pd impegnati in queste ore nei soliti contorcimenti verbali per giustificare l’ennesima sconfitta elettorale. Che è prima di tutto la conseguenza dell’essere spesso da un’altra parte e non nei luoghi nei quali si soffre e dove l’umanità è facoltativa.</p>
<p>Pensate se al comune di Adro si fosse, per dire, presentato Bersani con i soldi in mano che colpo sarebbe stato, che sferzata di energia nuova e pulita per questo partito esangue e malinconico. Non parliamo del partito dell’amore che dei bambini se ne frega altamente. Al massimo li usa come spot nei ridicoli comizi sui valori della famiglia e poi li getta via come manifesti usati. Del resto, cosa aspettarsi da governanti che (notizia d’oggi) dopo aver minacciato sfracelli per ottenere un decreto salva-liste arrivando a intimorire il capo dello Stato, poi lo fanno allegramente decadere tanto ormai ad elezioni vinte non serve più e tanti saluti.</p>
<p>La domanda è semplice: quanta generosità è ancora nascosta in questa Italia che possa salvarla dai politicanti indegni e dai loro sostenitori incarogniti da una propaganda rancorosa e gutturale? La barca italiana è destinata ad affondare appesantita da paura e grettezza? O a salvarla provvederanno gli anonimi di cuore che ogni giorno tirano la carretta, danno una mano, si preoccupano di chi non ha e si vergognano dell’intolleranza di chi ha troppo? Quelli che non desiderano andare a pavoneggiarsi in televisione. Quelli che riescono a scrivere parole che dopo averle lette tutti vorremmo averle pensate. O forse ci salveranno i bambini a cui è stato dato un pasto?</p>
<p>via <a href="http://antefatto.ilcannocchiale.it/glamware/blogs/blog.aspx?id_blog=96578&amp;id_blogdoc=2472648&amp;title=2472648" target="_blank">Chi ci salverà? | l&#8217;AnteFatto | Il Cannocchiale blog</a>.</p>
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		<title>Ethics Emergency</title>
		<link>http://www.delladio.it/wordpress/ethics-emergency.html</link>
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		<pubDate>Tue, 13 Apr 2010 18:15:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurizio Delladio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non è sorprendente l&#8217;episodio in se. Già in passato abominie di questo tipo si sono verificate, anche se occasionali e vedendo perlopiù, quali protagonisti di queste azioni, gruppi terroristici più o meno disperati. Quello che contraddistingue questo nuovo episodio ha in se qualcosa di epocale. Un nuovo corso. Azioni di questo tipo non erano mai <a href='http://www.delladio.it/wordpress/ethics-emergency.html'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/El-geQXCJnA"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><param name="flashvars" value="" /><embed src="http://www.youtube.com/v/El-geQXCJnA" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344" flashvars=""></embed></object>
<p>Non è sorprendente l&#8217;episodio in se. Già in passato abominie di questo tipo si sono verificate, anche se occasionali e vedendo perlopiù, quali protagonisti di queste azioni, gruppi terroristici più o meno disperati.</p>
<p>Quello che contraddistingue questo nuovo episodio ha in se qualcosa di epocale. Un nuovo corso.</p>
<p>Azioni di questo tipo non erano mai state perpetrate da parte di governi più o meno riconosciuti dall&#8217;occidente. E ancora più allucinante in questo caso parliamo del governo fantoccio di Hamid Karzai, sostenuto e legittimato da una accolita di invasori guerrafondai, americani in testa. Oramai non si conosce più vergogna e si ricorre ad ignobili porcherie come questa, colpendo una organizzazione umanitaria che opera da anni nel giusto, pur di coprire le immondizie di una guerra ed i loro responsabili.</p>
<p>Per far tacere Ilaria Alpi riguardo a loschi traffici e torture, forse perché impreparati, si scelse a suo tempo la via dell&#8217;omicidio e, dopo quindici anni quel delitto resta ancora nell&#8217;ombra. Oggi in questo mondo sopito non c&#8217;è più neanche bisogno di ricorrere all&#8217;omicidio: basta la diffamazione, spalleggiata dai supporter internazionali dell&#8217;intossicazione mediatica ad allontanare di fatto tutti gli elementi di disturbo e i testimoni dal teatro dei misfatti. Si è diventati più raffinati. Ora sono globalizzate ed esportate anche le tecniche criminali di stato.</p>
<p>E questa Italietta è sempre in prima fila, scudiera fedele, col suo manipolo di beceri governanti cialtroni che, mai stanchi di assuefare le menti dei dementi, anzichè intervenire a sostegno dei rapiti, ipotizza subdolamente fantomatiche connivenze con al Qaeda, cercando di apporre il &#8220;rosso marchio di infamia&#8221; anche su Emergency e Gino Strada. Con tutta l&#8217;impudicizia del nostro &#8220;Ministro della guerra&#8221;, che spende due milioni di euro al giorno per la partecipazione al banchetto.</p>
<p><a href="http://www.emergency.it/" target="_blank"><img class="alignnone size-full wp-image-903" title="Immagine 1" src="http://www.delladio.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/04/Immagine-1.png" alt="" width="712" height="178" /></a></p>
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		<title>Generazione Y</title>
		<link>http://www.delladio.it/wordpress/generazione-y.html</link>
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		<pubDate>Sat, 10 Apr 2010 21:43:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurizio Delladio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sono abbonato al Fatto Quotidiano e ne apprezzo lavoro e giornalisti. Oggi mi è capitato di leggere sul blog del giornale un post di Beatrice Borromeo, la graziosa ex modella nipote di Marta Marzotto e laureanda Bocconi, dedicato all&#8217;&#8221;eroina&#8221; Yoani Sanchez. Che a Cuba non ci sia un governo propriamente democratico è cosa nota. Storicamente <a href='http://www.delladio.it/wordpress/generazione-y.html'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.delladio.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/04/geny-thumb.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-880" title="geny-thumb" src="http://www.delladio.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/04/geny-thumb-300x234.jpg" alt="" width="300" height="234" /></a></p>
<p>Sono abbonato al Fatto Quotidiano e ne apprezzo lavoro e giornalisti.<br />
Oggi mi è capitato di leggere sul blog del giornale un post di Beatrice Borromeo, la graziosa ex modella nipote di Marta Marzotto e laureanda Bocconi, dedicato all&#8217;&#8221;eroina&#8221; Yoani Sanchez.</p>
<p>Che a Cuba non ci sia un governo propriamente democratico è cosa nota. Storicamente evidente è pure che Cuba non avrebbe avuto alcuna possibilità di sopravvivenza con un ordinamento diverso da quello che ha avuto. Il contrapporsi all&#8217;egemonia statunitense di questa isola, è stata un&#8217;operazione a dir poco fantascientifica.</p>
<p>Prima dell&#8217;avvento di Castro, Cuba era un feudo statunitense e la sua unica risorsa era un&#8217;agricoltura finalizzata alla sola coltivazione della canna da zucchero. Con la rivoluzione Castrista sono state nazionalizzate tutte le risorse economiche del paese, dall&#8217;agricoltura alle industrie, dalle banche ai servizi e, con l&#8217;aiuto dell&#8217;Urss, Cuba ha potuto convertire le sue risorse in petrolio ed aiuti finanziari. Tutto questo nonostante il totale embargo da parte degli Stati Uniti e dei suoi satelliti.<br />
La caduta dei blocchi ha ovviamente inferto alla piccola isola un colpo ferale ma ha spinto il suo governo a conseguenti aperture: verso i mercati e gli investimenti stranieri, verso il dollaro americano che è stato legalizzato, verso il turismo. Aperture ulteriori sono poi intervenute con il trapasso dei poteri da Fidel al fratello Raoul.</p>
<p>Consideriamo poi che nel corso del tempo, Cuba è stata oggetto non solo di embargo ma di centinaia di attentati condotti dalla CIA per destabilizzarne il governo. Proviamo magari a ricordare che la CIA, utilizzando 1500 profughi cubani, sferrò uno sfacciato attacco all&#8217;isola presso la Baia dei Porci. Magari cerchiamo anche di ricordare che questa operazione fu condotta proprio sotto la presidenza del &#8220;democratico&#8221; Kennedy. Si, lo stesso &#8220;democratico&#8221; Presidente che a detta di molti creò i presupposti della Guerra del Vietnam.</p>
<p>Questa premessa non vuole minimizzare l&#8217;importanza dei diritti civili che a Cuba, come ovunque, sono sacrosanti.</p>
<p>Sacrosanti anche qui in Italietta, dove la nostra &#8220;consolidata democrazia&#8221; ci vede calpestare Costituzione, Magistratura, diritto al lavoro, informazione etc. etc&#8230;<br />
E&#8217; giusto che si esprimano voci di dissenso e credo che il dissenso ed il confronto non possano che produrre frutti positivi.</p>
<p>Tenendo però presente che il mondo cubano non è il nostro mondo e che forse non lo conosciamo in modo abbastanza profondo, onde evitare di assoggettarsi alla logica mediatico/economica dei poteri che dominano questo infetto globo, cerchiamo almeno di osservare in modo per quanto possibile obiettivo quello che accade.</p>
<p>Yoani Sanchez si è laureata a Cuba (dove da sempre il diritto allo studio è consentito a tutti insieme a tutta una serie di politiche sociali), ha vissuto qualche anno in Svizzera ed è tornata a Cuba per motivi familiari.<br />
A parte l&#8217;aneddoto del suo breve arresto, non mi sembra che incontri grandi difficoltà nella pubblicazione del suo blog Generazione Y, tradotto in 18 lingue.<br />
Ha raggiunto una notevole notorietà e rilascia continue interviste, cosa che il poco democratico governo cubano, se volesse, potrebbe evitare.<br />
Raccoglie vari premi giornalistici come quello recentemente ottenuto da El Pais (prima che oltre il 50% di questa testata, dopo essere partecipata anche di Berlusconi, non passasse di proprietà Amerikana).<br />
In un paese dove certo la banda larga è ben lungi dal divenire, lei ha il suo blog ospitato su un server tedesco che ha un&#8217;ampiezza di banda circa 60 volte superiore a quella di Cuba.</p>
<p>E&#8217; quindi lecito chiedersi quanto l&#8217;&#8221;eroina&#8221; Sanchez sia votata alla &#8220;liberazione&#8221; del suo paese o se invece non rappresenti un canale mediatico molto utile ai poteri opposti a Cuba.</p>
<p>Equazioni come la Sanchez fanno molto comodo al potere.<br />
Potremmo citare il Dalai lama in Cina, che pur rappresentante di un potere di stampo medievale tra i più totalitari, è diventato un vessillo di libertà, in misura direttamente proporzionale al radicamento economico della Cina nei mercati mondiali.</p>
<p>Potremmo citare il guerrafondaio e stragista governo israeliano nel mondo arabo, caposaldo statunitense per il controllo di palestina e dintorni. E via discorrendo&#8230;</p>
<p>Sarebbe quindi opportuno non fermarsi alla superficialità emotiva delle cose, evitando magari &#8220;errori&#8221; come quelli programmati per il 12 aprile da Quotidiano.net, il Resto del Carlino, La Nazione e Il Giorno che promuovono una giornata in favore dei prigionieri politici di Cuba, &#8220;stranamente&#8221; dimenticando quelli ancora costretti nelle carceri di Guantanamo dal governo degli Stati Uniti.</p>
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		<title>Il problema Tibetano</title>
		<link>http://www.delladio.it/wordpress/il-problema-tibetano.html</link>
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		<pubDate>Sun, 14 Feb 2010 11:59:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurizio Delladio</dc:creator>
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		<category><![CDATA[religione]]></category>
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		<description><![CDATA[Non mi considero certo filocinese. Non mi sembra di poter leggere quella cinese come un&#8217;esperienza riuscita o che io possa condividere. Lo sfruttamento, la limitazione delle libertà e la collocazione che la Cina va sempre più radicando nel capitalismo mondiale sono un chiaro simbolo di ciò che non apprezzo. Trovo però la questione Tibetana particolarmente <a href='http://www.delladio.it/wordpress/il-problema-tibetano.html'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.delladio.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/02/dalai-lama-with-obama-in-2005.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-799" title="dalai-lama-with-obama-in-2005" src="http://www.delladio.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/02/dalai-lama-with-obama-in-2005-265x300.jpg" alt="" width="265" height="300" /></a></p>
<p>Non mi considero certo filocinese. Non mi sembra di poter leggere quella cinese come un&#8217;esperienza riuscita o che io possa condividere. Lo sfruttamento, la limitazione delle libertà e la collocazione che la Cina va sempre più radicando nel capitalismo mondiale sono un chiaro simbolo di ciò che non apprezzo.<br />
Trovo però la questione Tibetana particolarmente inquietante. Sarà forse che ho sempre avuto notevoli diffidenze verso la Teocrazia, nostrana e non.<br />
Quella Tibetana è stata nella storia una delle più accreditate espressioni di servaggio feudale. Il potere era nelle mani del 5% della popolazione mentre il restante 95% era composto da servi e schiavi. Sin dalla nascita erano &#8220;proprietà&#8221; di quel 5% rappresentato dalle tre classi dominanti: governo, monasteri e nobili tibetani. I servi potevano essere venduti, scambiati ed i loro padroni avevano su di loro diritto di vita e di morte. I Codici tibetani, utilizzati fino alla fine degli anni &#8217;50 ,prevedevano addirittura un &#8220;calmiere&#8221; che declinava i prezzi delle varie categorie sociali.<br />
Dal 1959, seppure in esilio, il Dalai Lama continua a conservare il potere assoluto nelle decisioni finali legate a tutte le questioni importanti.<br />
Quindi, senza voler in alcun modo giustificare gli attacchi ai diritti umani, farei molta attenzione a considerare il governo tibetano come un simbolo di democrazia.<br />
Bisognerebbe invece considerare quanto utile sia agli Stati Uniti e alla CIA una presenza destabilizzante per la Cina quale quella del Tibet. Almeno quanto quella di Israele nel mondo arabo. Dinamiche alle quali, in ambito internazionale, siamo ben abituati.<br />
Ma dopo lo sconcio del Premio Nobel per la Pace ad Obama (che non mi sembra abbia fino ad oggi fatto alcunché per il suo raggiungimento) da spettatori idioti potremmo anche avallare questa nuova proposta.<br />
Continuo a pensare che tale riconoscimento dovrebbe essere destinato a chi fattivamente si adopera per la Pace e per l&#8217;Umanità, e non a coloro che direttamente o da fedeli vassalli si adoperano per l&#8217;affermazione del potere proprio o altrui.</p>
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