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	<title>MaurizioWebLog &#187; libertà culto</title>
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	<description>Il Blog di Maurizio Delladio</description>
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		<title>9 febbraio “Giornata della libertà di scelta sulla propria vita”</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Dec 2010 18:57:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurizio Delladio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Informazione e Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
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		<description><![CDATA[No alla tortura di stato. Proclamiamo il 9 febbraio “Giornata della libertà di scelta sulla propria vita” &#8211; micromega Per il prossimo 9 febbraio il Governo ha istituito la Giornata Nazionale degli Stati Vegetativi. Decisione moralmente mostruosa, poiché offende la memoria di Eluana Englaro, che in quel giorno finalmente vedeva un anno fa rispettata la <a href='http://www.delladio.it/wordpress/9-febbraio-%e2%80%9cgiornata-della-liberta-di-scelta-sulla-propria-vita%e2%80%9d.html'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>No alla tortura di stato. Proclamiamo il 9 febbraio “Giornata della libertà di scelta sulla propria vita” &#8211; micromega</p>
<p>Per il prossimo 9 febbraio il Governo ha istituito la Giornata Nazionale degli Stati Vegetativi. Decisione moralmente mostruosa, poiché offende la memoria di Eluana Englaro, che in quel giorno finalmente vedeva un anno fa rispettata la sua volontà sul proprio corpo. Decisione istituzionalmente irricevibile, poiché ufficializza come “delitto” una sacrosanta sentenza della magistratura. Decisione che infanga la Costituzione, poiché con essa il governo intende addirittura solennizzare la pretesa invereconda che la vita di ogni cittadino, anziché appartenere a chi la vive, sia alla mercé di una maggioranza parlamentare.</p>
<p>Di fronte a questa vergognosa provocazione diventa inevitabile e doveroso che tutta l’Italia democratica e laica, senza eccezioni, proclami il 9 febbraio Giornata nazionale della libera scelta sulla propria vita, onorando così la memoria di Eluana, di Piergiorgio Welby, di Luca Coscioni, e dei tanti altri che oltre alla tragedia della condanna a morte per malattia hanno dovuto affrontare anche la violenza di governi che vogliono costringere i malati alla tortura delle sofferenze terminali.</p>
<p>MicroMega chiede a tutte le associazioni laiche, a tutte le testate giornalistiche e i siti web che si riconoscono nei valori della Costituzione, a tutte le personalità del mondo della cultura e dello spettacolo che sentono il dovere elementare di rispettare e far rispettare la decisione di ciascuno sul proprio fine-vita, di mettersi immediatamente in contatto per organizzare insieme la giornata del 9 febbraio come giornata di libertà e di dignità, attraverso iniziative che si svolgano almeno in tutti i capoluoghi di regione.</p>
<p>via <a href="http://temi.repubblica.it/micromega-online/no-alla-tortura-di-stato-proclamiamo-il-9-febbraio-“giornata-della-liberta-di-scelta-sulla-propria-vita”la-vita-appartiene-a-chi-la-vive-micromega-il-9-febbraio-la-“giornata/" target="_blank">No alla tortura di stato. Proclamiamo il 9 febbraio “Giornata della libertà di scelta sulla propria vita” &#8211; micromega-online &#8211; micromega</a>.</p>
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		<title>Minaret ban wins Swiss support</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 17:08:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurizio Delladio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Informazione e Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[libertà culto]]></category>
		<category><![CDATA[religione]]></category>
		<category><![CDATA[tolleranza]]></category>

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		<description><![CDATA[About 400,000 Muslims live in Switzerland, most from the former Yugoslavia and Turkey [Reuters] Voters in Switzerland have approved a ban on the construction of minarets on mosques, official results show. Of those who cast votes in Sunday&#38;apos;s poll, 57.5 per cent approved the ban, while only four cantons out of 26 rejected the proposals. [...] <a href='http://www.delladio.it/wordpress/minaret-ban-wins-swiss-support.html'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://english.aljazeera.net/news/europe/2009/11/2009112915164769444.html" target="_blank"><img class="alignnone" src="http://www.delladio.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/11/2009112931358915734_5.jpg" alt="" width="309" height="206" /></a></p>
<p>About 400,000 Muslims live in Switzerland, most from the former Yugoslavia and Turkey [Reuters]<br />
Voters in Switzerland have approved a ban on the construction of minarets on mosques, official results show.<br />
Of those who cast votes in Sunday&amp;apos;s poll, 57.5 per cent approved the ban, while only four cantons out of 26 rejected the proposals. [...]</p>
<p>via <a href="http://english.aljazeera.net/news/europe/2009/11/2009112915164769444.html" target="_blank">Al Jazeera English &#8211; Europe &#8211; Minaret ban wins Swiss support</a></p>
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		<title>Il &#8220;natale bianco&#8221; che insulta tutti noi</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 17:10:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurizio Delladio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte, Musica e Letture]]></category>
		<category><![CDATA[Informazione e Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[lega]]></category>
		<category><![CDATA[libertà culto]]></category>
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		<description><![CDATA[di FRANCESCA COMENCINI Caro direttore, leggo sui giornali dell&#8217;operazione &#8220;White Christmas&#8221;, messa in atto dal sindaco di Coccaglio, che consiste nell&#8217;individuare, casa per casa, tutte le persone straniere non in regola e cacciarle, in vista del Natale. La notizia mi colpisce, non solo per l&#8217;idea di accoglienza, di cittadinanza e di cristianità che la sottende, <a href='http://www.delladio.it/wordpress/il-natale-bianco-che-insulta-tutti-noi.html'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-medium wp-image-285" title="francesca_comencini" src="http://www.delladio.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/11/francesca_comencini-300x265.jpg" alt="francesca_comencini" width="300" height="265" /></p>
<p>di FRANCESCA COMENCINI</p>
<p>Caro direttore, leggo sui giornali dell&#8217;operazione &#8220;White Christmas&#8221;, messa in atto dal sindaco di Coccaglio, che consiste nell&#8217;individuare, casa per casa, tutte le persone straniere non in regola e cacciarle, in vista del Natale. La notizia mi colpisce, non solo per l&#8217;idea di accoglienza, di cittadinanza e di cristianità che la sottende, ma anche perché Coccaglio è il luogo dove riposano i miei nonni, Cesare Comencini e Mimì Hefti Comencini. Per loro mi sento in obbligo di scrivere questa lettera.</p>
<p>Mia nonna, figlia di una famiglia svizzera tedesca, si innamorò di mio nonno Cesare e per sposarlo dovette combattere contro tutti i pregiudizi di cui gli italiani erano vittime nel suo paese. Gli svizzeri tedeschi non amavano gli italiani, li consideravano sporchi, primitivi, ne avevano paura, al massimo li impiegavano nelle loro fabbriche o per pulire le loro case. Ma mia nonna non cedette, si sposò con il suo Cesare e venne a vivere in Italia. Mio nonno era di origini modeste, ma con molti sacrifici era riuscito a laurearsi in ingegneria. Tuttavia in Italia non riusciva ad assicurare una vita sufficientemente degna a sua moglie, e ai loro due figli che nel frattempo erano nati, mio padre, Luigi, e suo fratello Gianni. Vivevano a Salò, dove gli affari andavano molto male. Un giorno mio nonno decise di emigrare in Francia, aveva sentito che lì si compravano terre a basso prezzo, perché i francesi abbandonavano la campagna, e per ogni due francesi c&#8217;era un italiano. Così partirono.</p>
<p>La loro vita in Francia non fu facile, i miei nonni, poco esperti dei lavori agricoli, dovettero imparare tutto. Nel suo libro, &#8220;Infanzia, vocazione e prime esperienze di un regista&#8221;, mio padre racconta: &#8220;Ora riesce difficile immaginare com&#8217;era la nostra vita nelle campagne del Sud-ovest francese. Non avevamo né luce, né acqua corrente. Ma avevamo il pianoforte. Ogni sera, dopo cena, mio padre sedeva in poltrona, e, cullato dalla musica di mia madre, lentamente sprofondava nel sonno&#8221;. A scuola, mio padre, che quando arrivò in Francia aveva sei anni, veniva sempre messo da solo all&#8217;ultimo banco, e regolarmente chiamato &#8220;Macaroni&#8221;, come in Francia venivano chiamati gli immigrati italiani. Fu mio nonno Cesare a soffrire più di tutti per la lontananza dall&#8217;Italia. Mio padre ricorda che si era costruito una radio a galena, che tutte le sere si ostinava a cercare di far funzionare. Quando mio nonno si ammalò iniziò a dire &#8220;non voglio morire in Francia, non voglio morire in Francia&#8221;. Così mia nonna lo riportò a casa, in Italia, da suo fratello, a Coccaglio.</p>
<p>Fu sepolto nel piccolo cimitero di Coccaglio, dove molti anni dopo lo raggiunse mia nonna, che dopo la sua morte era rimasta a vivere in Italia, a Milano. I miei nonni sapevano cos&#8217;è lasciare il proprio paese per poter lavorare, cos&#8217;è essere stranieri, sapevano cos&#8217;è la dignità da salvare, per sé e per i propri figli. Al funerale di mia nonna ricordo che mio padre lesse quel brano del Vangelo secondo Matteo in cui Gesù dice &#8220;Ama il prossimo tuo come te stesso&#8221;. Mia nonna era credente a modo suo, di religione Valdese. Ricordo un giorno, un venerdì santo, era venuta a trovarci a Roma per Pasqua, e io la trovai in camera sua, che piangeva piano e quando le chiesi perché mi rispose, asciugandosi in fretta gli occhi con il fazzoletto che teneva sempre nella manica del suo golfino: &#8220;Penso a Gesù, a come doveva sentirsi solo e impaurito nel giardino di Getsemani&#8221;. I miei nonni riposano nel cimitero di Coccaglio, che non è solo la casa di chi provvisoriamente ne amministra il comune in questi anni, ma è stata anche la loro, e quindi ora è un po&#8217; la mia e di tanti altri, che, come me, discendono da chi ha dovuto lasciare l&#8217;Italia per lavorare, con fatica, dolore, umiliazione. E sono sicura che i miei nonni, se potessero alzarsi e sorgere dalla memoria, condannerebbero chi ha osato inventare l&#8217;operazione &#8220;White Christmas&#8221;. A nome loro, tramite queste righe, lo faccio io.</p>
<p>via<a href="http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/cronaca/immigrati-13/comencini-lettera/comencini-lettera.html"> Il &#8220;natale bianco&#8221; che insulta tutti noi &#8211; cronaca &#8211; Repubblica.it </a>.</p>
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