Articolo 21 – Le nostre domande

di Giuseppe Giulietti

Nel centro sinistra è già scoppiato un acceso dibattito sull’eventuale voto da dare ad un eventuale governo presieduto da Mario Monti. Il Pd sarebbe per il sì, Di Pietro per il no, Vendola è più possibilista e valuterà in relazione a ciò che Monti deciderà di fare. Comprendiamo la natura della discussione, ma forse sarebbe stato e sarebbe meglio attendere la effettiva e acclarata caduta di un governo che, ricordiamolo, è ancora in carica.

Forse in queste ore sarà il caso di darsi qualche pizzico sulla pancia e di non fornire pretesti a chi vorrebbe prolungare questa penosa e terribile agonia che ha trascinato l’Italia oltre l’orlo del fallimeto economico, per non parlare di quello etico e politico.

Quando Berlusconi, forse domenica, sarà caduto definitivamente, allora sarà doveroso aprire la discussione, ma anche qui con l’obiettivo di costruire una posizione largamente condivisa e che, ancor prima di dividersi sui sui sì e sui no, affronti i nodi del programma e chieda a Monti di pronunciarsi sulle questioni essenziali.

  • Termineranno gli assalti alla Costituzione, alla legalità repubblicana, allo statuto  dei lavoratori?
  • Saranno rispettati i risultati referendari?
  • Sarà dimezzato il numero dei parlamentari e soppresse le province?
  • Sarà introdotta la patrimoniale?
  • Saranno tassati i capitali “scudati” rientrati con il condono tombale?
  • Saranno messi da parte i parlamentari sotto inchiesta o già condannati, anche se dovessero annunciare il loro voto favorevole al governo Monti?
  • Sarà dato un sostegno pieno e immediato a chi contrasta mafia e camorre?
  • Saranno tagliate le spese militari e bloccata la inutile costruzione dei nuovi cacciabombardieri?

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