Generazione Y

Sono abbonato al Fatto Quotidiano e ne apprezzo lavoro e giornalisti.
Oggi mi è capitato di leggere sul blog del giornale un post di Beatrice Borromeo, la graziosa ex modella nipote di Marta Marzotto e laureanda Bocconi, dedicato all'”eroina” Yoani Sanchez.

Che a Cuba non ci sia un governo propriamente democratico è cosa nota. Storicamente evidente è pure che Cuba non avrebbe avuto alcuna possibilità di sopravvivenza con un ordinamento diverso da quello che ha avuto. Il contrapporsi all’egemonia statunitense di questa isola, è stata un’operazione a dir poco fantascientifica.

Prima dell’avvento di Castro, Cuba era un feudo statunitense e la sua unica risorsa era un’agricoltura finalizzata alla sola coltivazione della canna da zucchero. Con la rivoluzione Castrista sono state nazionalizzate tutte le risorse economiche del paese, dall’agricoltura alle industrie, dalle banche ai servizi e, con l’aiuto dell’Urss, Cuba ha potuto convertire le sue risorse in petrolio ed aiuti finanziari. Tutto questo nonostante il totale embargo da parte degli Stati Uniti e dei suoi satelliti.
La caduta dei blocchi ha ovviamente inferto alla piccola isola un colpo ferale ma ha spinto il suo governo a conseguenti aperture: verso i mercati e gli investimenti stranieri, verso il dollaro americano che è stato legalizzato, verso il turismo. Aperture ulteriori sono poi intervenute con il trapasso dei poteri da Fidel al fratello Raoul.

Consideriamo poi che nel corso del tempo, Cuba è stata oggetto non solo di embargo ma di centinaia di attentati condotti dalla CIA per destabilizzarne il governo. Proviamo magari a ricordare che la CIA, utilizzando 1500 profughi cubani, sferrò uno sfacciato attacco all’isola presso la Baia dei Porci. Magari cerchiamo anche di ricordare che questa operazione fu condotta proprio sotto la presidenza del “democratico” Kennedy. Si, lo stesso “democratico” Presidente che a detta di molti creò i presupposti della Guerra del Vietnam.

Questa premessa non vuole minimizzare l’importanza dei diritti civili che a Cuba, come ovunque, sono sacrosanti.

Sacrosanti anche qui in Italietta, dove la nostra “consolidata democrazia” ci vede calpestare Costituzione, Magistratura, diritto al lavoro, informazione etc. etc…
E’ giusto che si esprimano voci di dissenso e credo che il dissenso ed il confronto non possano che produrre frutti positivi.

Tenendo però presente che il mondo cubano non è il nostro mondo e che forse non lo conosciamo in modo abbastanza profondo, onde evitare di assoggettarsi alla logica mediatico/economica dei poteri che dominano questo infetto globo, cerchiamo almeno di osservare in modo per quanto possibile obiettivo quello che accade.

Yoani Sanchez si è laureata a Cuba (dove da sempre il diritto allo studio è consentito a tutti insieme a tutta una serie di politiche sociali), ha vissuto qualche anno in Svizzera ed è tornata a Cuba per motivi familiari.
A parte l’aneddoto del suo breve arresto, non mi sembra che incontri grandi difficoltà nella pubblicazione del suo blog Generazione Y, tradotto in 18 lingue.
Ha raggiunto una notevole notorietà e rilascia continue interviste, cosa che il poco democratico governo cubano, se volesse, potrebbe evitare.
Raccoglie vari premi giornalistici come quello recentemente ottenuto da El Pais (prima che oltre il 50% di questa testata, dopo essere partecipata anche di Berlusconi, non passasse di proprietà Amerikana).
In un paese dove certo la banda larga è ben lungi dal divenire, lei ha il suo blog ospitato su un server tedesco che ha un’ampiezza di banda circa 60 volte superiore a quella di Cuba.

E’ quindi lecito chiedersi quanto l'”eroina” Sanchez sia votata alla “liberazione” del suo paese o se invece non rappresenti un canale mediatico molto utile ai poteri opposti a Cuba.

Equazioni come la Sanchez fanno molto comodo al potere.
Potremmo citare il Dalai lama in Cina, che pur rappresentante di un potere di stampo medievale tra i più totalitari, è diventato un vessillo di libertà, in misura direttamente proporzionale al radicamento economico della Cina nei mercati mondiali.

Potremmo citare il guerrafondaio e stragista governo israeliano nel mondo arabo, caposaldo statunitense per il controllo di palestina e dintorni. E via discorrendo…

Sarebbe quindi opportuno non fermarsi alla superficialità emotiva delle cose, evitando magari “errori” come quelli programmati per il 12 aprile da Quotidiano.net, il Resto del Carlino, La Nazione e Il Giorno che promuovono una giornata in favore dei prigionieri politici di Cuba, “stranamente” dimenticando quelli ancora costretti nelle carceri di Guantanamo dal governo degli Stati Uniti.

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