Il bambino senza nome

bambinoIl bambino senza nome è un romanzo di Mark Kurzem pubblicato nel 1995 che ha riscosso un notevole successo di pubblico e critica.
E’ un racconto sulla Shoah ma non è un racconto come tanti altri. Un racconto che si articola in un dialogo in cui un padre ripercorre il suo passato insieme al figlio, appunto Mark Kurzem, svelando ciò che ha nascosto per una intera vita.
Nato da una famiglia ebrea della Bielorussia, dopo l’eccidio della sua famiglia e l’attraversamento di varie vicissitudini, viene consegnato a collaborazionisti lettoni e, in procinto di essere fucilato, chiede ad un ufficiale un pezzo di pane. Attira così le simpatie del militare che, vedendolo coi capelli biondissimi e gli occhi azzurri, decide di farne una mascotte da utilizzare per la propaganda ed una antesignana autopromozione mediatica.
Un racconto o meglio una biografia, in quanto si tratta della vera storia di Alex, imperniata sul dramma psicologico che lo stesso vive quando decide di svelare a se stesso ed ai suoi familiari il suo passato. Un passato che, come l’essere ebreo, ha rimosso per anni e che si trova a voler ripercorrere alla ricerca delle sue origini.
E qui iniziano le difficoltà dovute non solo alla rimozione dei ricordi ma al fatto che, al tempo dell’adozione e della convivenza con i nazisti, Alex aveva solo cinque anni e non ricorda come vorrebbe le circostanze e le sue emozioni.
Difficoltà che aggrediscono anche il figlio che comincia a conoscere realmente il padre in questa circostanza e quando questi ha ormai sessant’anni. E lo fa accompagnando il padre in

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questo viaggio di reticenze e scoperte fino a tornare, anche fisicamente, nel paese di Koidanov dove Alex ha trascorso la sua infanzia, dove aveva la sua casa e dove ha visto trucidare la sua famiglia.
Uno stile letterario non propriamente brillante è compensato dall’originalità della storia e dalla capacità dell’autore di mantenere attento il lettore sin dalle prime pagine.

Mark Kurzem è nato nel 1958 ed ha vissuto in un quartiere operaio di Melbourne, dove ha portato a termine gli studi. Ha lavorato a Osaka e successivamente si è stabilito a Oxford dedicandosi all’insegnamento. È morto nel novembre del 2009. Il bambino senza nome è stato un bestseller pubblicato in dodici Paesi dal quale Spielberg vorrebbe trarre un film.

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