Il Lago di Posta Fibreno

Quella del Lago di Posta Fibreno è una Riserva Naturale istituita dalla Regione Lazio nel 1983. L’area della riserva, distribuita su circa 400 ettari, occupa circa la metà del territorio comunale. Il lago trae origine da un sistema di risorgive carsiche alimentate dal bacino dell’Alta Valle del Sangro. Il lago, di forma stretta e allungata, ha una lunghezza di circa 2 km ed una larghezza massima di circa 300 metri. La sua profondità media è di circa 2,5 metri ed il punto più profondo si trova in località Codigliane dove 40 anni fa, alla profondità di circa 16 m, fu deposto un crocifisso, opera di Pino Bonavenia. Lo stesso, nella prima settimana di agosto, viene recuperato e fatto riemergere in occasione della festa del Crocifisso del Lago e del Subacqueo. La festa raduna non solo gli abitanti del luogo ma anche quelli degli altri paesi della Val di Comino, versante laziale del Parco Nazionale d’Abruzzo.

Nella stessa area della riserva, in località Sorgentina, insiste una costruzione: il Mulino ad acqua. Costruito nel 1810, fu oggetto di ampliamento nel primo decennio del ‘900. Allo stesso fu associata una piccola centrale idroelettrica che, nei primi mesi del dopoguerra, fu utilizzata per alimentare l’illuminazione pubblica di Posta e dei comuni limitrofi. Agli inizi di questo secolo, un nuovo restauro, ha recuperato anche turbine e generatori che vengono oggi utilizzati per soddisfare il bisogno energetico degli uffici della Riserva.

Altro aspetto interessante è legato ad una piccola isola galleggiante, detta “La Rota” per la sua forma circolare. Generata circa 2000 anni fa da una eccezionale corrente sotterranea che ha divelto e fatto affiorare una massa di torba e vegetazione acquatica, ha uno spessore massimo di circa 3 metri ed un diametro di 40 metri. In ragione dei venti e del variare della portata dell’acqua, l’isola si sposta all’interno dell’ansa in cui è posta ed il fenomeno è spesso visibile ad occhio nudo.

Grazie alla considerevole portata delle acque che lo alimentano, il lago ha una temperatura costante di circa 10° e, in ragione del continuo ricambio, presenta acque cristalline.

La confluenza del lago e del torrente Carpello genera il fiume Fibreno che, dopo 11 km. si immette nel fiume Liri.

Una vegetazione rigogliosa e particolare ed una ricca fauna rendono il contesto decisamente affascinante anche grazie alla scarsa (almeno nei giorni feriali) presenza umana.

Un contesto davvero particolare ed un bene prezioso per quel territorio. Unico motivo di disappunto la scarsa cura dei sentieri. Le rive del lago, per sua conformazione, non sono facilmente percorribili e, ai fini della conservazione, è bene che la situazione resti tale. I percorsi di visita quindi si articolano su ponticelli e strutture appositamente realizzate. Sono pochi e brevi e, pur garantendo una osservazione adeguata della vegetazione e della fauna, non sono manutenuti come si dovrebbe. Un incendio, chiaramente non recente, ha danneggiato le passerelle che conducono in prossimità dell’isola galleggiante ed i resti, purtroppo, non consentono il passaggio. Siamo in estate ed il fatto che né il Comune né la Riserva provvedano alla necessaria manutenzione è deludente. La desolazione non aumenta il fascino di un piccolo patrimonio che meriterebbe più attenzione.