Kossiga

Nel 1979, nel corso del suo mandato quale Presidente del Consiglio, Cossiga fu sospettato di aver rivelato al senatore Carlo Donat Cattin, che suo figlio Marco era indagato e prossimo all’arresto, essendo coinvolto in episodi di terrorismo, suggerendone l’espatrio. Fu proposto dal PCI per la messa in stato di accusa da parte del Parlamento, con una procedura conclusasi con l’archiviazione nel 1980 con l’accusa di favoreggiamento personale e rivelazione di segreto d’ufficio.

Tra le folli, per usare un eufemismo, sue esternazioni, vi fu quella contro il magistrato Rosario Livatino, definito sprezzantemente “giudice ragazzino”. Livatino fu assassinato dalla mafia nel 1990.

Nel 1991, in merito al caso Gladio, fu presentata in parlamento da parte dell’allora minoranza la richiesta di messa in stato di accusa per Francesco Cossiga. Le accuse mosse a Cossiga nel merito di Gladio riguardavano: i giudizi sull’operato della commissione di inchiesta sul terrorismo e le stragi; la minaccia di ricorso alle forze dell’ordine per far cessare un’eventuale riunione del consiglio superiore della magistratura;  i giudizi sulla Loggia massonica P2; la rivendicazione di un potere esclusivo di scioglimento delle Camere e la sua continua minaccia.

Cossiga è stato coinvolto in tutti gli episodi più ignobili ed oscuri della politica italiana della Prima Repubblica. Nel momento in cui, da più parti, si riconosce che con la sua scomparsa si chiude senza risposta una pagina buia della storia italiana, non si può certo dimenticare che di questa storia lui è stato un responsabile e cosciente protagonista.

Dulcis in fundo, possiamo leggere la lettera inviata nel 2008 dalla buon’anima al Capo della Polizia, Manganelli in cui indica il modo migliore per scatenar un’ondata repressiva  per colpire chi manifesta:

‘”Caro Capo, per  alcune dichiarazioni paradossali e provocatorie da me rese sul come gestire l’ordine pubblico in questa ripresa di massicce manifestazioni e come, spengendo tempestivamente i focarelli, si possa evitare che divampino poi gli incendi, mi sono beccato denunzie da molte persone, sacerdoti, frati e suore comprese, e sembra che me sia in arrivo una da parte di S.Em.za il Card. Tettamanzi, firmata anche dai alcuni suoi fedeli adepti dei Centri Sociali, dei No Global e dei Black Bloc.
Ma osando contro l’osabile, caro Capo, vorrei darLe un consiglio. Gli studenti piu’ grandi, anche se in qualche caso facendosi scudo con i bambini, hanno cominciato a sfidare le forze di polizia, a lanciare bombe carta e bottiglie contro di esse e a tentare occupazioni di infrastrutture pubbliche, e ovviamente, ma non saggiamente, hanno reagito con cariche d’alleggerimento, usando anche gli sfollagente e ferendo qualche manifestante. E’ stato, mi creda! un grande errore strategico.
Io ritengo che, data anche la posizione dell’opposizione (non abbiamo piu’ il Partito Comunista e il ferreo servizio d’ordine della CGIL), queste manifestazioni aumenteranno nel numero, in gravita’ e nel consenso dell’opposizione. Un’efficace politica dell’ordine pubblico deve basarsi su un vasto consenso popolare, e il consenso si forma sulla paura, non verso le forze di polizia, ma verso i manifestanti. A mio avviso, dato che un lancio di bottiglie contro le forze di polizia, insulti rivolti a poliziotti e carabinieri, a loro madri, figlie e sorelle, l’occupazione di stazioni ferroviarie, qualche automobile bruciata non e’ cosa poi tanto grave, il mio consiglio e’ che in attesa di tempi peggiori, che certamente verranno, Lei disponga che al minimo cenno di violenze di questo tipo, le forze di polizia si ritirino, in modo che qualche commerciante, qualche proprietario di automobili, e anche qualche passante, meglio se donna, vecchio o bambino, siano danneggiati, se fosse possibile la sede dell’arcivescovo di Milano, qualche sede della Caritas o di Pax Christi, da queste manifestazioni,e cresca nella gente comune la paura dei manifestanti e con la paura l’odio verso di essi e i loro mandanti o chi da qualche loft o da qualche redazione, ad esempio quella de L’Unita’, li sorregge.

L’ideale sarebbe che di queste manifestazioni fosse vittima un passante, meglio come ho gia’ detto un vecchio, una donna o un bambino , rimanendo ferito da qualche colpo di arma da fuoco sparato dai dimostranti: basterebbe una ferita lieve, ma meglio sarebbe se fosse grave, ma senza pericolo per la vita.
Io aspetterei ancora un po’, adottando straordinarie misure di protezione nei confronti delle sedi di organizzazioni di sinistra. E solo dopo che la situazione si aggravasse e colonne di studenti con militanti dei centri sociali, al canto di ”Bella ciao”, devastassero strade, negozi, infrastrutture pubbliche e aggredissero forze di polizia in tenuta ordinaria e non antisommossa e ferissero qualcuno di loro, anche uccidendendolo, farei intervenire massicciamente e pesantemente le forze dell’ordine contro i manifestanti, ma senza arrestare nessuno.
E il comunicato del Viminale dovrebbe dire che si e’ intervenuto contro manifestazioni violente del Blocco Studentesco,di Casa Pound e di altri manifestanti di estrema destra, compresi gruppi di naziskin che manifestavano al grido di ”Hitler! Hitler!”. Questo il mio consiglio.” .

O potremmo altrimenti rileggere questa sua più recente dichiarazione:

«Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand’ero ministro dell’Interno. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri. Le forze dell’ordine dovrebbero massacrare i manifestanti senza pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli a sangue e picchiare a sangue anche quei docenti che li fomentano. Soprattutto i docenti. Non quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì»

Ed è sicuramente troppo comodo attribuire tali nefandezze ad un rincoglionimento senile, visto che i suoi comportamenti, anche nel pieno delle facoltà mentali, non si sono mai discostati da questa logica.

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