Le elezioni e la “sinistra che non c’è”

di Tomaso Montanari – su volerelaluna.it il 25 settembre 2020

 

Davvero bisogna esultare perché le destre sono state fermate nelle urne?

A parte la banale constatazione che l’unica regione che ha cambiato segno politico, quella delle Marche, è proprio passata alle destre, mi pare evidente che la tenuta del Pd è stata resa possibile solo da un ulteriore spostamento a destra suo e dell’intero quadro politico, e da un ulteriore emorragia di democrazia. Mi pare questa la cifra dominante: almeno se con “democrazia” intendiamo pluralità, rappresentanza, istradamento del conflitto sociale nelle istituzioni. Decenni di plebiscitarismo, maggioritarismo, riduzione quantitativa e qualitativa della rappresentanza danno i loro frutti: in Veneto e in Campania siamo al dominio personale, al di là di ogni partito; in Liguria perde l’unico progetto mainstream in qualche modo progressivo; in Toscana trionfa una paura creata ad arte. E il referendum consacra una riforma che taglia il Parlamento, e lo umilia: una riforma (come ha chiarito Grillo a urne chiuse) che si ispira al più radicale antiparlamentarismo.

È sulla mia Toscana che vorrei scrivere qualche parola in più: anche perché il suo triste paesaggio politico annuncia scenari nazionali futuri. Mentre per fortuna muore nella sua stessa culla Italia Viva (4,48% mentre mancano ancora i dati di tre sezioni), Renzi trionfa nella sadica imposizione al Pd di Eugenio Giani: un candidato di apparato, anzi di corridoio. Del tutto incapace di parlare di futuro, del tutto alieno da ogni idea di sinistra. Come ho già detto su questo sito, e come ho continuato (inutilmente) a scrivere fino alla vigilia del voto, la Toscana non era affatto contendibile, e i veri sondaggi lo rilevavano correttamente: Giani è sempre stato saldamente in testa. Quel candidato inguardabile era un candidato naturalmente vincente: perché capace di attrarre moltissimi voti dalla destra del potere, e insieme di ricattare (proprio per la sua apparente debolezza) gli elettori di sinistra attraverso la paura della destra popolare. È andata puntualmente così: a urne aperte i toscani (specie quelli di sinistra-sinistra) hanno ricevuto decine di sms con sondaggi che davano la Ceccardi in vantaggio di dieci e passa punti (varie denunce sono state presentate), secondo una tecnica ampiamente sperimentata in Brasile, dove le campagne elettorali si decidono attraverso campagne mistificatorie via whatsapp. Conosco amici che, presi dal panico dei fascisti che arrivano in Piazza della Signoria, hanno votato per Giani, spesso senza riuscire a fare il voto disgiunto (risultano oltre quarantamila schede nulle), e trattenendo a stento i conati di vomito: salvo accorgersi, già lunedì pomeriggio, della truffa subìta.

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