Rosarno razzismo come negli Usa anni ’60

di Piero Sansonetti

A Rosarno è caccia all’immigrato. Gruppi di cittadini “bianchi” si sono armati di spranghe, coltelli e anche fucili, hanno alzato le barricate e si sono lanciati all’inseguimento degli africani rimasti isolati. Due immigrati neri sono stati gambizzati dai cittadini di Rosarno. La situazione assomiglia molto a quelle che si creavano cinquant’anni fa in Alabama e in Missisipi, quando il Ku Klux Klan era forte e il razzismo era considerato quasi un valore da molta parte della popolazione degli Stati del sud degli Usa.

Negli Stati Uniti però ci fu una reazione del ceto politico. Nel 1962, quando il governatore democratico dell’Alabama, George Wallace, impedì ad uno studente nero di entrare all’università (perché considerava l’università una cosa riservata ai bianchi) il ministro della giustizia Bob Kennedy spedì a Montgomery la guardia nazionale, che si scontrò con la polizia locale guidata da Wallace ed ebbe la meglio. Lo studente nero, un certo John Meredith, fu ammesso all’università.

Qui da noi, invece, di fronte ai fatti di Rosarno – dove migliaia di persone africane sono tenute in stato di schiavitù, pagate un euro all’ora, lasciate in baracche fatiscenti- il mondo politico ha reagito con le parole del ministro Maroni: “siamo stati troppo tolleranti con i clandestini in questi ultimi anni..”. Si ha detto proprio così: troppo tolleranti. Cioè? Cioè ci siamo limitato a fare leggi che stabiliscono che è reato essere neri, o giù di lì. E abbiamo favorito in tutti i modi la schiavitù. Non è tolleranza forse?

Del resto anche Giulio Cesare, quando parlò in Senato contro Crasso, nei giorni della rivolta di Spartaco, e chiese il comando dell’esercito, usò esattamente le stesse argomentazione: “siamo stati troppo tolleranti con gli schiavi, e loro ora se ne approfittano”.

La sinistra? Già, la sinistra

via Rosarno razzismo come negli Usa anni ’60 | Gli Altri online.

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