Torre Astura

Torre Astura è una torre fortificata ed isolotto del Lazio ubicata alla foce del fiume Astura, nel territorio della città di Nettuno, in provincia di Roma. Sorge in una zona demaniale e la competenza del sito è del Ministero della Difesa: ricade infatti nell’area appartenente al Poligono di Tiro di Nettuno ed è all’interno dell’UTTAT.

Il complesso nasce sui resti di della peschiera di una antica villa romana realizzata su due corpi di fabbrica, l’uno sulla spiaggia e l’altro su un isolotto collegato alla terraferma per mezzo di un ponte a sedici arcate nel territorio dell’antica Antium ed è disseminato di reperti archeologici dei quali, fino agli anni settanta, è stato oggetto di innumerevoli saccheggi.

Nel corso della storia il sito è passato nelle mani di molte facoltose famiglie. Un tempo appartenente allo Stato Pontificio, fu usurpata al monastero di Sant’Anselmo da Tolomeo dei Conti di Tuscolo nel 1140. Nel 1193 divenne proprietà dei Frangipane che, per difendersi dai Saraceni, iniziarono i lavori di fortificazione intorno alla torre, fulcro originario del complesso. Nel 1268 quando Corradino di Svevia, dopo una pesante sconfitta riportata a Tagliacozzo, vi cercò riparo ma venne tradito da Giovanni Frangipane, che lo consegnò agli Angioini che lo portarono a Napoli dove venne pubblicamente decapitato per volere di Carlo II d’Angiò. Venti anni dopo, per vendicare la morte di Corradino, gli Aragonesi cinsero d’assedio il castello e lo distrussero dando anche luogo all’esecuzione di alcuni membri della famiglia Frangipane.

Fu successivamente proprietà dei Caetani e quindi degli Orsini e, nel 1426, passò ai Colonna che, dopo aver realizzato ulteriori lavori di restauro che hanno prodotto l’attuale aspetto, la vendettero nel 1594 alla famiglia Aldobrandini. Estintasi la famiglia Aldobrandini la proprieta passò ai Borghese nel 1831 che la cedettero al Comune di Nettuno negli anni settanta.

A partire dal 1980, si innesca una polemica dovuta al progetto, poi non attuato, di prolungamento del Poligono Militare (che veniva utilizzato anche da industrie private ed eserciti europei) verso il Circeo. La vicinanza con la Centrale Elettronucleare di Latina di Borgo Sabotino generò non poche preoccupazioni e, anche in ragione dei risultati del referendum sul nucleare, venne decisa la definitiva dismissione della Centrale nel 1987.

Nello stesso periodo mutarono anche i rapporti fra l’Amministrazione Militare e quella Civica in favore di quest’ultima cui vennero ceduti alcuni edifici urbani e relative pertinenze per riusi civili. Venne inoltre concesso l’accesso dei civili agli arenili fino alla foce del fiume Astura.

Attualmente Torre Astura è fruibile tutti i giorni nei mesi di luglio ed agosto e, in settembre, nei soli fine settimana. La si può raggiungere da Nettuno percorrendo la strada provinciale Acciarella, che da Nettuno porta a Latina. Passato il grande bosco del Foglino, si prosegue per circa 5 km. Al primo incrocio occorre girare a destra per Foceverde e, dopo 3 km, si arriva a un grande parcheggio gratuito, aperto dalle 07:00 alle 19:00. Da qui un facile percorso porta a Torre Astura.

Restano invece al momento non visitabili gli interni del castello, della torre e di altri manufatti che, per ragioni di stabilità, sono chiusi alle visite.

 

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