Transiberiana d’Italia

La ferrovia Sulmona-Isernia è una linea ferroviaria che collegava Sulmona ad Isernia, attraversando il Parco della Majella e lambendo il Parco Nazionale d’Abruzzo. È lunga 129 km.

E’ soprannominata “la Transiberiana d’Italia” per gli scenari che, innevati nell’inverno e parte della primavera, si possono gustare attraversando Abruzzo e Molise. La linea raggiunge i 1268,82 m di altitudine alla Stazione di Rivisondoli – Pescocostanzo, attestandosi come seconda per altitudine alla sola linea del Brennero.

Attualmente l’unica tratta ancora utilizzata per il trasporto viaggiatori è quella Carpinone – Isernia mentre la tratta Castel di Sangro – Carpinone è stata chiusa nel 2010 e quella Sulmona – Castel di Sangro nel 2011.

Una linea ferroviaria che, nonostante le indubbie difficoltà del territorio e del suo clima, è stata a suo tempo realizzata grazie a numerose ed evolute opere di ingegneria: si consideri che gran parte del tracciato si articola in gallerie, viadotti e muri protettivi a difesa dei rischi rivenienti da eventuali slavine. Così come le problematiche legate alla presenza di abbondante neve sono state affrontate calcolando l’altezza dei binari rispetto al suolo o piantando pini ai lati della ferrovia, per evitare almeno in parte l’accumulo di neve. La linea originaria, probabilmente per ragioni di carattere economico, è stata sostituita da un servizio di autobus che non tocca tutti i paesi precedentemente interessati dalla ferrovia e che, in realtà, non consente significativi risparmi di tempo.

E’ quindi grazie al progetto “Binari senza tempo” della Fondazione FS e all’impegno ed alla passione dell’Associazione Culturale Amici della Ferrovia “Le Rotaie”, se la linea è ancora manutenuta e fruibile sia pure a scopo turistico. Bisogna inoltre dire che questa positiva esperienza di riutilizzo ha stimolato molte altre realtà regionali italiane a seguire il medesimo percorso.

E grazie a “le Rotaie” domenica scorsa ho avuto il piacere di fare la mia esperienza su questa ferrovia. Esperienza del tutto positiva stante che la passione ed anche l’appartenenza al territorio di questi volontari, propone non solo il tragitto ferroviario ma anche piacevoli soste gastronomiche, culturali e musicali presso le stazioni principali, nonché attività sportive come sci e “ciaspolade”. Non manca la costante presenza, nel treno e nelle soste, di questi volontari, disponibili a fornire tutte le informazioni necessarie, rendendo la giornata davvero interessante e piacevole.

L’unico aspetto forse meno convincente è legato all’operato dell’agenzia che si occupa di prenotare ristoranti e visite, sicuramente meno attenta, organizzata e tempestiva dei volontari di “Le Rotaie”. Non esprimo commenti volendo sperare si sia trattato di mia occasionale e personale sfortuna.

Il tratto che ho percorso, in uno splendido treno “centoporte” dell’epoca, è quello più suggestivo in questo periodo invernale ed è anche il tratto più elevato, quello che unisce Sulmona con Pescocostanzo, con soste a Palena, Pescocostanzo e Campo di Giove. Chiunque fosse interessato può prendere contatto con l’Associazione “Le Rotaie” visitando il loro sito o la loro pagina fb, con possibilità di prenotarsi per una delle prossime uscite.

 

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