Un cialtrone alla Corte dei Miracoli

Il risultato di queste elezioni amministrative non può essere giudicato con gaudio da nessuno. La fortissima astensione ed il ritorno dell’elettorato votante a “scegliere” le vecchie nomenclature dei partiti tradizionali, non può che essere letto come elemento di profonda e perdente rassegnazione. La forte protesta espressa dal voto delle politiche si è dissolta in un lasso di tempo talmente breve da poterla qualificare come elemento del tutto occasionale.

Non ho mai sperato che il Guru di Grillology potesse diversamente indirizzare questo paese. E’ lui stesso l’espressione della cialtroneria italiana, urlante, chiacchierona e priva di progetto. Ed ampia dimostrazione di ciò ha offerto il guitto in questi mesi, perdendo la fiducia stessa dei suoi più ciechi sostenitori. Tutto era scontato e prevedibile: tanto il condottiero quanto la sua armata Brancaleone non potevano essere destinati a peggiore epilogo.

Resta il rammarico di una occasione perduta. Quanto espresso dal suo elettorato in termini di richiesta di cambiamento era del tutto legittimo. Ed il vate era stato accreditato di un risultato ben al di sopra delle più fauste aspettative. Un riconoscimento che avrebbe consentito, se utilizzato con intelligenza, di minare radicalmente un sistema, costringendolo ad assumere quei connotati che rendono nobile l’esercizio della politica e della democrazia.

Ciò che invece questo giullare è riuscito a minare ulteriormente è l’immagine di un popolo che, dopo aver subito e premiato acriticamente per quindici anni un cialtrone, ha mal riposto in questo nuovo messia le sue speranze, per poi constatare quanto questo cantore dell’effimero fosse inconcludente e privo di progetto.

Oggi Sai Grillo anziché fare una sana e doverosa autocritica, offende il suo elettorato, qualificando questo risultato come quello “dell’Italia peggiore”, la stessa tra l’altro che l’aveva votato. Dimenticando di aver buttato nella spazzatura un potenziale di rinnovamento importante  che avrebbe, quello si, potuto portare ad un cambiamento epocale.  Dimenticando che in questi mesi i suoi infantili capricci, la sua presunzione di purezza e molte sue meschine contraddizioni hanno congelato ogni ipotesi di sviluppo della politica.  Dimenticando che se ci ritroviamo con un governo democristiano è proprio in virtù del suo uterino contrapporsi ad ogni logica di mediazione ed alleanza. Responsabilità certo non solo sue ma delle quali deve dar conto al paese ed ai suoi elettori, senza trincerarsi dietro giustificazioni mediocri, tipiche di quel modo di fare politica cui dice di contrapporsi.

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