Almeno nei giochi qualcosa cambia…

Qualche giorno fa mio figlio Davide ha acquistato una nuova versione di Monopoli particolarmente interessante…

Tutti conosciamo il Monopoli. Presentato col nome di Monopoly nel 1935 da un ingegnere disoccupato di Philadelphia, Charles Darrow, è un gioco da tavolo incentrato su una logica barbaramente capitalista, dove l’obbiettivo del giocatore è quello di accaparrarsi tutto in barba a regole e correttezza, con l’obiettivo di ridurre sul lastrico tutti gli avversari con le tecniche più aggressive.

Presentato anche in Italia nel 1935, il gioco subì delle trasformazioni. Sotto il regime fascista, infatti, non era ammesso l’uso di termini stranieri ed il gioco prese il nome di Monòpoli, perdendo la Y. Ebbe rinominati anche alcuni nomi delle vie: via del Fascio, largo Littorio e, in onore a Casa Savoia, corso Umberto, via Vittorio Emanuele e Giardini Margherita.

Con la vendita dei diritti alla Parker Brothers, Charles Darrow divenne ricco.

Ma nel 1973 Ralph Anspach, docente di economia alla San Francisco State University, irritato dalla logica capitalista del classico Monopoli, presentò una sua versione, che chiamò Anti-Monopoly.
Anti-Monopoly prevede modalità di gioco analoghe a quelle del gioco originario ma inserisce una nuova categoria di giocatori: i concorrenti.

I giocatori possono scegliere se giocare come Concorrenti o come Monopolisti, con regole diverse sulla richiesta degli affitti, sulle modalità per poter costruire, contribuendo all’equilibrio di mercato tra domanda ed offerta o finendo in prigione per accordi illegali sui prezzi. Il Monopolista gioca secondo le modalità classiche del gioco originario. L’antimonopolista, o concorrente, può costruire anche se possiede un solo terreno di un colore (non l’intero lotto), ma l’affitto che richiede si avvicina al concetto di equo canone e rischia la galera in caso di mancato rispetto delle regole. Le probabilità di vittoria sono accuratamente calibrate fra i due gruppi.

La comparsa sul mercato di Anti-Monopoly scateno’ le ire della Parker Brothers e diede inizio ad una causa nei confronti del creatore del nuovo gioco. La causa si protrasse per un decennio fino a quando, durante una trasmissione televisiva alla quale partecipava Anspach, telefonò una donna asserendo che la madre di un suo amico giocava a Monopoli già negli anni Venti.

Questo episodio ebbe come conseguenza l’inizio di indagini che portano alla scoperta della falsa paternità del gioco di Darrow e la Corte Suprema statunitense, nel 1984, diede ragione al professor Anspach, che ebbe il via libera per la vendita.

Chi volesse ulteriori notizie sulla storia e sull’autore del gioco può andare a questo indirizzo. In Italia il gioco è distribuito dalla University Games e potete acquistarlo presso rivenditori della Città del Sole.

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