11 gennaio 1999 – Fabrizio De Andrè

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Fabrizio Cristiano De Andrè è nato il 18 febbraio 1940 a Genova da una famiglia dell’alta borghesia. Il padre Giuseppe era piemontese. Fu partigiano e vicesindaco di Genova, ebbe un ruolo di rilievo nell’Eridania e promosse la realizzazione della Fiera del Mare di Genova. La madre, anch’essa piemontese, si chiamava Luigia Amerio.

Frequentò le elementari in una scuola statale ma a causa dei suoi comportamenti originali, fu successivamente iscritto ad una scuola dei Gesuiti. Qui fu però oggetto di molestie sessuali da parte di un sacerdote che scatenò in lui una legittima e palesata ostilità che ebbe come conseguenza l’espulsione di Fabrizio dal collegio. A tale episodio fece seguito la protesta del padre ed un’inchiesta che dette luogo all’allontanamento del gesuita dall’istituto.

Frequentò corsi universitari di lettere e medicina, prima di approdare a giurisprudenza ma, a pochi esami dalla laurea, decise di abbandonare gli studi e dedicarsi alla musica.

In questo periodo conduceva una vita sregolata nell’ambito della Genova bene, che ebbe però l’effetto positivo di fargli conoscere persone di tutte le estrazioni sociali. Cominciò così a frequentare Tenco, Bindi, Paoli e Villaggio.

Sposò una ragazza borghese dalla quale ebbe Cristiano, separandosi poi negli anni ’70. Inizia in questi anni la sua produzione musicale con l’inaspettato successo del brano “La canzone di Marinella”, cantata in quel periodo da Mina.

Le sue canzoni non “allineate” e spesso coincidenti con i temi cari alla protesta giovanile, lo vedono oggetto, nel corso degli anni ’70 e ’80, di indagini continue del SISDE e delle forze di polizia che, pur non rilevando alcuna prova di appartenenza a gruppi politici extraparlamentari, lo ritengono simpatizzante delle BR. Fino a ritenere che l’acquisto di un terreno a Tempio Pausania, dove sorgerà poi un casale, l’Agnata, sia finalizzato a realizzare un rifugio per extraparlamentari.

Verso la metà degli anni ’70 conosce Dori Ghezzi che sposa nel 1989.

Sempre negli anni ’70 iniziano le sue più proficue collaborazioni con artisti quali De Gregori, New Trolls e Premiata Forneria Marconi. Traduce ed interpreta brani di Bob Dylan, George Brassens e Leonard Cohen.

Nel 1974, in attesa della nascita della figlia Luisa Vittoria, si trasferisce con Dori Ghezzi nella tenuta dell’Agnata a Tempio Pausania. Nel 1979 la coppia viene rapita dall’anonima sequestri e rilasciata quattro mesi dopo a fronte di un riscatto pagato in gran parte dal padre di Fabrizio, Giuseppe. Del popolo sardo e di questa esperienza parlerà poi nei suoi dischi “L’Indiano” e “Hotel Supramonte”.

Inizia verso la metà degli anni ’80 la parte etnica e dialettale del suo percorso artistico ed iniziano le collaborazioni con Mauro Pagani, Massimo Bubola e Ivano Fossati, collaborazioni che andranno avanti per molti anni contestualmente a quella con il figlio Cristiano.

Verso la fine degli anni ’90, nel periodo di pubblicazione dell’album Anime Salve, gli viene diagnosticato un cancro ai polmoni che lo costringe a porre fine ai già rari concerti. L’11 gennaio 1999 muore in ospedale a Milano. I suoi funerali, ai quali parteciparono oltre diecimila persone, si tennero a Genova. Fu cremato e sepolto nel cimitero di Staglieno, a Genova.

In via del Campo, a Genova, il negozio di strumenti musicali e dischi del suo amico Gianni Tassio, è diventato una sorta di museo e al suo interno, oltre a tutti i suoi dischi e foto, è esposta la sua chitarra. La “Esteve” fu messa all’asta in favore di Emergency  poco dopo la morte di Fabrizio e la gente del quartiere se la aggiudicò, con non poche difficoltà, al prezzo di 168.500.000 lire.

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