In piazza, anche per la libertà della rete

di Giuseppe Giulietti

Il Popolo Viola ci ha convocato tutti sabato 30 gennaio davanti alle prefetture per far sentire la voce di chi ama la Carta Costituzionale e non vuole assistere in silenzio al tentativo già in atto di realizzare una repubblica presidenziale a telecomando unificato. Per queste ragioni l’associazione Articolo21 che ha appena svolto la sua assemblea nazionale ad Acquasparta, in Umbria, ha deciso di aderire e di invitare i propri associati e i siti che fanno riferimento alla neonata “rete per la costituzione” di mettersi a disposizione di questa generosa e appassionata giornata di impegno civile.

Allo stesso modo e con analoga convinzione parteciperemo a tutte le iniziative da chiunque promosse che si porranno l’obiettivo di contrastare qualsiasi deriva presidenzialista, sempre e comunque pericolosa, ma ancora di più in un paese stravolto e sfigurato dall’irrisolto conflitto di interessi.

Come si può pensare di rafforzare ulteriormente il potere di chi impropriamente si fa chiamare premier e che, contestualmente, riassume in sé il controllo dell’esecutivo e quello non meno rilevante dei principali media televisivi nazionali?

Fingere di non vedere o di non sapere significa rendersi complici di un tentativo palese di superare l’ordinamento democratico nato dalla lotta di liberazione e indicato nella Costituzione.

La giornata del 30 sarà anche una occasione per richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica sul regolamento predisposto dal governo con il quale si vorrebbe costringere qualsiasi sito o blog che trasmetta delle immagini a chiedere l’autorizzazione preventiva al governo, quasi fossero delle tv tradizionali. Dal momento che si tratta di una palese bestialità politica, tecnica, tecnologica, la ragione di una simile bestialità non può che affondare le sue radici in una pulsione autoritaria, nella voglia di schedare tutto e tutti e di mettere sotto controllo quella rete che ha già dimostrato di poter essere un luogo di libera circolazione delle idee e di autoproduzione di informazioni e di autopromozione di iniziative politiche e civili, ultima la grande giornata del 5 dicembre scorso.

Proprio oggi il professor Stefano Rodotà, una delle massime autorità in materia, ha lanciato, attraverso il sito di Articolo21, un appello per contrastare qualsiasi forma di censura o di autorizzazione preventiva.

Vi chiederemmo non solo di sottoscriverlo, ma anche di farlo circolare affinché, anche in questo modo si faccia sentire la voce e l’indignazione di chi non vuole accettare questo nuovo assalto a quello che ancora resta dell’articolo 21 della Costituzione.

Naturalmente se e quando questo regolamento dovesse diventare legge promuoveremo, con l’appoggio di un folto gruppo di giuristi, tutte le azioni possibili per contrastare l’applicazione delle norme, a cominciare dal trasferimento all’estero di blog, siti, web tv e quant’altro, faremo di tutto per mandarli al più vicino centro di salute mentale, per costringerli a passare le loro giornate a inseguire tutto e tutti, per ridicolizzarli in Italia e all’estero, per vanificare questa ennesima prepotenza.

Persino la timidissima autorità di garanzia delle comunicazioni ha dovuto segnalare l’anomalia di questo provvedimento; non sappiamo se torneranno indietro da questa follia, se non lo faranno non dovremo mollare la presa sino a quando non saranno costretti a ritirarla.

Il 30 gennaio potrà diventare una grande giornata per la Costituzione e per la libertà della rete, loro non lo sanno, ma in questa rete e da questa rete potrebbero essere prima intrappolati e poi sconfitti.

Sabato 30 gennaio il popolo viola promuove una grande mobilitazione in difesa della Costituzione con sit-in davanti alle prefetture di tutta Italia. Articolo 21 sostiene l’iniziativa in tutte le piazze italiane e parteciperà ai sit-in così come deliberato anche nel corso dell’assemblea nazionale dell’associazione, svoltasi ad Acquasparta lo scorso fine settimana.

LE INFORMAZIONI SUI SIT IN AGGIORNATE SULLA PAGINA DI WORDPRESS DEL POPOLO VIOLA

via Articolo 21 – In piazza, anche per la libertà della rete.

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