Il Carro di Tespi

Trovo indecente che il maggiore partito della sinistra italiana sia come di consueto incapace di affermare una visione alternativa allo scempio che stiamo vivendo.

Non amo seguire i salotti televisivi dove sembra che si scontrino i guitti della nostra politica. Ma volente o nolente ci cado spesso. Ed è la volta di Ballarò, dove sono costretto ad assistere alla contrarietà bersaniana alla patrimoniale.

E’ scandaloso! La disoccupazione avanza inesorabile, il precariato è il comune denominatore delle nuove generazioni, i contratti scadono e non vengono rinnovati se non penalizzando i lavoratori con l’ausilio di talune sigle sindacali che non si capisce da che parte stiano e quale sia il loro ruolo… E redigere questo elenco disperato è addirittura fastidioso.

E’ evidente che l’unica soluzione, quantomeno di sopravvivenza, è proprio la riforma di un sistema fiscale che certo al momento non garantisce in alcun modo un’equità sociale. Un’equità che non può non prevedere il recupero dell’evasione fiscale e con questa anche una rivisitazione dei tassi cui sono assoggettati i patrimoni. Mi sembra che questo “governo”, con il rientro dei capitali illegalmente trasferiti all’estero, abbia già fatto discutibili regali a chi in questa drammatica situazione continua a godere di un profitto che non è più concesso ad altri.

Sono stanco di un clima preelettorale dove dei cialtroni miranti al solo consenso dei votanti giocano a stare col piede in due staffe per non perdere elettori. La situazione vergognosa in cui oggi si trova la sinistra italiana è dovuta proprio alla mancanza di chiarezza di intenti che ha omogeneizzato il panorama, orribile, della politica italiana. Il PD cerchi di cominciare a rispettare i suoi elettori, tra i quali certo non mi annovero, facendosi portavoce di interpretazione della realtà proprie di coloro che ancora lo votano e non offenda le radici e la storia da cui proviene e grazie alla quale raccoglie ancora qualche voto.

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