Le pistole di Alemanno

In perfetta linea con la filosofia violenta e autoritaria di questo governo, qualche giorno fa’, il sindaco di Roma Gianni Alemanno ha consegnato le pistole d’ordinanza ai vigili urbani che le hanno richieste. Una operazione demagogica opportunamente studiata da una destra becera che, mentre taglia i fondi alle forze di polizia, si mostra così attenta ai temi della “sicurezza”. Una operazione di impatto sul popolo dei “nonpensanti”.
I Vigili Urbani sono deputati a compiti che, generalmente, non prevedono il ricorso alle armi. Inoltre, per quel poco che mi è dato di sapere, tra le fila dei vigili, sono spesso presenti i “ricollocati” di precedenti amministrazioni comunali destituite. Senza voler offendere nessuno, voglio dire che sovente non è presente in loro quell’anelito alla sicurezza pubblica che l’assegnazione dell'”accessorio” in questione potrebbe far supporre.

A tale scopo voglio citare una mia esperienza personale e diretta.

Nell’ottobre del 2007 ero a cena a Roma, insieme ad un amico, nel quartiere di San Lorenzo ed uscendo dalla trattoria, notavo tre persone, un ragazzo e due trans, litigare animatamente. Ad un certo punto uno dei due aggrediva il ragazzo. Giunto in via Tiburtina, dove sostava una pattuglia della Polizia Municipale, il ragazzo veniva ripetutamente colpito alla testa con una bottiglia e cominciava a sanguinare copiosamente.
Il mio amico, con ovvia animosità, faceva notare alla pattuglia dei Vigili quanto stava accadendo invitandola ad intervenire ma sembrava riscuotere dalla stessa assai poco interesse, tanto che uno dei vigili esordiva dicendo: “se la prenda con chi fa le leggi!”.

La lite continuava e l’aggressore, dopo aver rotto la bottiglia in terra, la brandiva verso l’aggredito fra la totale noncuranza generale.
Il ragazzo cominciava ad inveire nei confronti dell’aggressore e della pattuglia lamentando il mancato intervento di quest’ultima e dicendo: “…questa mi sta rompendo la testa e voi non fate niente… ci siete o non ci siete è la stessa cosa….”.
Tale richiesta di aiuto sortiva il solo effetto di far avvicinare al teatro dell’aggressione i due elementi femminili della pattuglia, senza che ci fosse da parte loro alcun intervento apparente teso al fermo o, quantomeno, a porre fine alla situazione. Nel frattempo un individuo in abiti civili arrivava e, parcheggiando malamente la sua auto vicino a quella della pattuglia, cominciando a parlare con loro come se nulla stesse avvenendo. Nel frattempo l’aggressore, evidentemente soddisfatto, risaliva tranquillamente sulla sua Smart parcheggiata in doppia fila sulle strisce pedonali e se ne andava totalmente indisturbato.

Scossi dall’esito della questione, io ed il mio amico, ci accingevamo ad andarcene e non sapendo se fosse possibile impegnare via dei Falisci chiedevamo ai Vigili stessi se fosse possibile transitarla. Ci veniva risposto che il transito era consentito ai soli residenti.
Mi complimentavo con il vigile per il rispetto delle regole augurandomi che medesima solerzia potesse essere usata anche nelle situazioni di ordine pubblico, con chiaro riferimento all’accaduto.
Dopo questa considerazione l’agente della pattuglia ha cominciato a proferire nei confronti miei e del mio amico epiteti quali “che schifo di gente… ignoranti… etc. ed immediatamente dava luogo ai controlli di rito. Fu tanta la solerzia che mi venne richiesta anche certificazione della revisione. Fatto insolito, se si tiene conto che all’epoca la mia auto aveva poco meno di due anni e, ovviamente non poteva per legge essere sottoposta ad alcuna revisione. Evidentemente lo zelo del vigile gli aveva fatto dimenticare qualche articolo del codice della strada. Preciso che il dialogo avveniva mentre stavo spostando la mia auto dal parcheggio e, non avendo ancora indossato la cintura di sicurezza, ne subivo la contestazione ed il relativo addebito di cinque punti.
Mentre mi veniva elevata la multa, lo sconosciuto che conversava con la pattuglia cominciava a provocare il mio amico dicendogli: “mi stai toccando, che fai mi metti le mani addosso?… stai zitto… abbassa la voce che mi dai fastidio…. Dai, dai chiama i Carabinieri…”. Solo il buon senso del mio amico ha evitato che la situazione degenerasse ma nessun intervento c’è stato da parte della pattuglia.

Nonostante le nostre rimostranze lo sconosciuto ha continuato a parlottare e a provocare senza venire allontanato.

Esterrefatti, abbiamo provveduto a sporgere regolare denuncia dell’accaduto, precisando il desiderio di essere messi al corrente dell’eventuale archiviazione della stessa.

Qualche giorno fa’ ho appunto ricevuto comunicazione di archiviazione della denuncia ed immagino quindi che nessun provvedimento sia stato preso nei confronti dei Vigili per il comportamento sopra descritto ed inequivocabilmente indegno.

Ora, non voglio che il mio giudizio in merito all’assegnazione di armi ai Vigili Urbani venga inquinato da una mia esperienza personale ma temo che i calci o le piccole violenze offerte ad immigrati, rom e clochards, e riportate dalla stampa, si possano trasformare in pallottole. Magari se succederà ci verrà detto che si è trattato di un incidente… In questo periodo sembra che ne accadano spesso. Auguri!.

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