Perseguitati o persecutori?

Con quale pudore ci troviamo a parlare dell’integralismo islamico?… Della mancanza di integrazione dei cittadini extracomunitari?…

E ci dimentichiamo totalmente della connivenza di tutto l’Occidente con Israele. Un paese che utilizza oltre il 30% delle sue risorse in spese militari. Un paese la cui industria bellica fattura oltre il 10% delle vendite mondiali di armi. Che dimentico delle persecuzioni subite, perseguita a sua volta e da decenni il popolo palestinese. Che motivando con le persecuzioni subite si rende artefice delle peggiori espressioni del sionismo, del suo razzismo, del suo colonialismo, della sua intolleranza. Tanto poco disposto ad integrarsi da tentare di recuperare come lingua nazionale l’ebraico antico, ormai utilizzato solo nelle cerimonie religiose.

Insomma, sono un poco stanco di sentir motivare tutti gli abusi di Israele con la Shoah… Le persecuzioni subite dagli ebrei rappresentano sicuramente una delle pagine più orrende della storia. Ma la storia si evolve e non resta immobile ed è storia anche quella degli ultimi decenni che vede Israele guidato da una logica criminale che nulla ha a che spartire col male subito se non la riproposizione nei confronti degli altri.

Come giustamente dice Moni Ovadia “Quando si trasforma un’identità spirituale ed etica in un’identità nazional religiosa, anche se non si è fascisti se ne assumono i comportamenti. E’ il destino di chi diventa nazionalista, non riconosce più l’umanità dell’altro e perde la propria anima”.

E’ interessante ed utile leggere l’articolo di Angelo d’Orsi apparso su Micromega che volendo leggere trovate qui.

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