Quello che non ho – Neri Marcorè al Brancaccio

Sono andato ieri sera a vedere il nuovo spettacolo di Neri Marcorè al Brancaccio, sold out per tutte le serate.

Un progetto interessante che prende spunto dagli Scritti Corsari di Pasolini e dalla ricca produzione di Fabrizio de André. Sul palco, oltre a Neri, tre bravissimi musicisti che insieme a lui hanno interpretato con passione alcuni dei brani più significativi del cantautore. Partendo dall’assunto pasoliniano che il potere abbia realizzato attraverso i media una rivoluzione antropologica che ha relegato politica e partiti al ruolo di solo effetto delle trasformazioni culturali e sociali, e senza cimentarsi in una analisi approfondita della preveggenza di Pasolini e delle metafore di de André, affronta a suo modo temi importanti come guerra, immigrazione ed ambiente. Una narrazione gradevole, pur se compromessa da una recitazione un poco didascalica e ingessata, che rende comunque lo spettacolo piacevolmente fruibile.

Ciò che invece mi ha lasciato perplesso, pur riconoscendo in questo una certa coerenza nella produzione dell’autore, è un procedere dello spettacolo che tende ad edulcorarne l’architettura di base abbandonando un equilibrio amaro e tagliente che avrebbe meglio coniugato il legittimo catastrofismo di Pasolini e le metafore di de André, senza approdare ad un finale “positivo” e un po’ forzato. Apprezzabile comunque lo sforzo di mantenere vivi e comunicare temi che, ora più che mai, dovrebbero essere oggetto di continua riflessione.

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